To the Extremes: cosa un Disturbo Alimentare ti spinge a fare

Dopo un paio di post rabiosos e di pura opinione, voglio essere un po’ piu’ obbiettiva ed usare questo blog per documentare qualcosa. Prima di iniziare, voglio sottolineare che se c’e’ una cosa che ho sempre osservato nei reportage sui Disturbi Alimentari e’ che raramente si avvicinano davvero all’orrore dei Disturbi Alimentari. Sembra che parlare di un digiuno di 48 ore sia sufficiente per sconvolgere i benpensanti: e cosi’ nessuno arriva mai a rendersi conto che cosa davvero i Disturbi Alimentari ti spingono a fare.

Quindi vorrei compilare una lista, che probabilmente sara’ un eterno work in progress: una lista delle cose che io o altre persone malate abbiamo fatto per colpa del Disturbo Alimentare. Cosi’, per dare un’idea un po’ piu’ completa di cosa significa essere anoressiche/bulimiche. Se mai qualcuno capitasse su questo blog, sarei felice di sentire altre esperienze, e magari updatare questo post.

Ah, e un’avvertenza. All’interno di una mentalita’ malata queste cose sono normali. Non normali nel senso piacevoli, ma meno sconvolgenti di come potrebbero altrimenti sembrare. Ci si arriva passo passo, e alla fine la mente umana si abitua anche alle cose meno socialmente accettabili. Io spero che questa lista dimostri anche che le persone che soffrono davvero di Disturbi Alimentari non sono solo delle ragazzine che vogliono essere magre. Delle ragazzine che vogliono solo essere magre non farebbero queste cose, nessuno fa queste cose per piacere a qualche ragazzo o per entrare in qualche vestito.

E allora eccoci.

1. Svenire dopo aver vomitato, o avere uno scompenso elettrolitico, per la precisione. E non mi voglio neanche addentrare in tutte le altre malattie causate dal vomito. Anche vomitare sangue e succhi gastrici

2. Digiunare per giorni, fino a svenire.

3. Abusare di lassativi: questa e’ abbastanza comune e risaputa. Io, personalmente, non ho mai superato i 15 Dulcolax per tre volte a settimana. Con 15 Dulcolax una persona mediamente assuefatta si sveglia tre o quattro volte nel corso di una notte, ha crampi innominabili allo stomaco e passa qualche ora in bagno in preda alla diarrea. Just saying.

4. In realta’, qualsiasi tipo di purgante diventa ben accetto. Diuretici, erbe lassative, digestivi alcolici o analcolici, bicarbonato di sodio (il cui sovraddosaggio ti porta a vomitare spuma nonche’ credere di morire), clisteri fatti in casa. Emetici, ovviamente, dall’acqua con la senape allo sciroppo di ipecac, comprato dal veterinario fingendo di avere un gattino dedito a giocare con il detersivo.

5. Rubare qualsiasi cosa di vagamente lassativa o digestiva si trovi negli armadietti di genitori/parenti/amici/chiunque ti dia accesso al proprio bagno.

6. Parentesi esercizio fisico: passare ore in palestra. Indipendentemente da quante calorie si ha assunto nel corso della giornata. Bruciarne almeno altrettante o di piu’, fino a non avere nemmeno piu’ la forza per pensare. Fare sport anche se si hanno delle ferite o delle distorsioni.

7. Invadere una proprieta’ privata e nascondersi in mezzo ad un campo di granturco per vomitare in pace. Vomitare in bagni della scuola, ristoranti, case di amici, in macchina, per strada. Vomitare in sacchetti della spesa se non si ha accesso ad un bagno: a volte i sacchetti si rompono ed il vomito esce, poco piacevole.

8. Prendere il cibo dalla spazzatura per mangiarlo, mangiare cibi crudi, semi-congelati, scaduti, qualsiasi cosa che entri in una bocca umana (e possa poi uscirne grazie ad un riflesso dell’esofago).

9. Portarsi una bilancia nello zaino durante un campeggio mobile. Entrare di nascosto in casa del proprio datore di lavoro per trovare una bilancia e pesarsi. Girare citta’ alla ricerca di una bilancia a pagamento per potersi pesare. Comprarsi due o tre bilance di vario tipo per fare una media del peso che danno.

10. Rinunciare a vacanze, cene con gli amici, gite scolastiche, perche’ non si potrebbe controllare cosa si mangia. Rinunciare ad andare al mare (sono anni che non vado al mare o in piscina o in qualsiasi altro posto in cui bisogna mettersi un costume da bagno). Ovviamente, rompere relazioni perche’ non si puo’ fare sesso o vedere il proprio partner dopo un’abbuffata, o perche’ il partner ti vuole portare fuori a cena troppo spesso. Lo stesso vale con amicizie e qualsiasi altro tipo di rapporto umano.

11. Conoscere tutte le calorie presenti in qualsiasi alimento. Calcolare le calorie che si assumono e sottrarre quelle che si bruciano. Il limite calorico auto-imposto cambia da persona a persona, personalmente per me e’ stato 300 kcal in alcuni tempi, altre volte fino a 800 kcal (e credo di essere ancora bloccata li’)

12. Iniziare ad essere vegetariani/vegani, fingere celiachia, intolleranza al lattosio, allergia a qualsiasi tipo di cibo esistente.

13. Spendere centinaia di euro per comprare il cibo per le abbuffate, nonche’ i lassativi, i diuretici, i digestivi e via dicendo.

14. Smettere di fare shopping, completamente. Indossare tutti i giorni una cazzo di tuta nera di dieci taglie piu’ grande. O smettere di lasciarsi i capelli sciolti, o smettere di farsi la coda, a seconda. Sempre che si abbiano capelli, la perdita a ciocche e’ un fenomeno a cui tutti coloro che soffrono di Disturbi Alimentari hanno assistito. A volte, smettere di truccarsi.

Work in progress – Suggestions welcome.

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24 thoughts on “To the Extremes: cosa un Disturbo Alimentare ti spinge a fare

  1. Mi piace molto il tuo blog perchè dici cose vere e oneste. Soffro di disturbi alimentari da tempo e da un annetto mi sono buttata nei blog che pur non essendo dichiaramente pro ana di fatto lo erano. Per un periodo io stessa,senza consapevolezza reale,postavo contenuti pro disturbi alimentari…poi vabbè,storia lunga..ho voluto chiudere perchè mi sono resa conto che tante volte non era positivo come influenza leggere di determinati problemi infiocchettati quasi come se fosse ” figo” o ” speciale” stare così…Così pian piano e inconsciamente ho tagliato. Quindi eccomi qui su wordpress dove vorrei continuare a bloggare ma come dire uscire da un mondo virtuale che non mi piaceva più…Certo,tempo sei ore e ho cercato dei topic sui disturbi alimentari ma,vabbè,mi sto dilungando troppo..
    In ogni caso sappi che ti seguo,mi piace molto il tuo approccio all argomento.

    • Ti dico, ho cercato di scrivere decine di blog che non parlassero di disturbi alimentari, e poi irrimediabilmente ci ricadevo. Anche per questo ho deciso di aprire questo blog qui, per parlare dei disturbi alimentari senza che sia stupido o pro-ana.
      E mi fa molto piacere che tu mi segua!

  2. Bell’idea quella di fare uno “work in progress” su questa lista…
    Tra i punti che hai scritto, quelli che condivido anch’io sono:
    “fingere celiachia, intolleranza al lattosio, allergia a qualsiasi tipo di cibo esistente.”
    e anche
    “Rinunciare a vacanze, cene con gli amici, gite scolastiche, perche’ non si potrebbe controllare cosa si mangia. Rinunciare ad andare al mare (sono anni che non vado al mare o in piscina o in qualsiasi altro posto in cui bisogna mettersi un costume da bagno).”
    … queste precise parole le potrei avere scritte io.
    In un certo senso mi reputo “fortunata” perchè alla fin fine non ho avuto grossissime distorsioni comportamentali dettate dal DCA (nel mio caso, anoressia sottotipo 1), però voglio comunque aggiungere quelli che sono stati i 2 punti principali per la mia esperienza:
    1 – Mangiare da sola chiusa in una stanza (o chiusa in un’aula o in uno spogliatoio se ero fuori per l’università) perchè mi sentivo troppo in imparazzo a mangiare davanti a ogni qualsiasi altra persona
    2 – Ridurre in maniera estremamente graduale e metodica (quasi ossessiva, direi) le quantità di cibo da mangiare

    • Si, ho messo work in progress perche’ so che il mio disturbo alimentare e’ stato diverso da quello di altri, e per quanto ci siano molti punti in comune ognuno lo vive in maniera diversa. E io non voglio semplificare niente. Grazie per le aggiunte!

  3. Pingback: Psicologa Milano | Benessere e Psicologia - To the Extremes: cosa un Disturbo Alimentare ti spinge a fare

  4. La cosa che più mi ha sorpreso l’unica volta che ho fatto “coming out” è stato come la suddetta persona (che si è fatta carico, me ne rendo conto solo ora, di tutti gli orrori della mia malattia) fosse terribilmente spaventata e sconcertata dalle cose che le raccontavo, senza che io pensassi minimamente a renderle meno vere, o magari più ascoltabili. Questo per una ragione molto semplice: come hai detto tu non è possibile arrivare dopo anni di anoressia/bulimia senza aver provato queste cose, e provandole ti ci abitui, tanto che alla lunga ti sembrano atteggiamenti normali.
    Io della mia esperienza (sempre se occorre) posso solo dire che il mio forte sono stati (lo uso al passato perchè cerco di convincermi che non ne ho più bisogno) i metodi punitivi. Come ad esempio i cibi molto piccanti (o i peperoncini, o le manciate di pepe), così se proprio dovevo mangiare almeno associavo il cibo ad una sensazione sgradevole. Oppure i tagli, che sono spesso stati un’ottima scorciatoia alle abbuffate incontrollabili.

    Questo post mi piace, ora che ci penso sembra più un “cosa sei disposta a fare” più che un “cosa il tuo dca ti porta a fare”. So che probabilmente è una sottigliezza, ma sono sempre stata convinta della responsabilità delle mie azioni nei miei confronti. Parlarne in terza persona non mi piace.

    • si, forse hai ragione, non si può incolpare semplicemente il proprio dca. è in un certo modo comodo dare un’identità autonoma alla propria malattia e incolparla di tutto. lo fanno molte persone con dca, parlando di Ana o di Ed. E a me non piace, perché alla fine sono sempre io, è sempre il mio cervello, per quanto distorto dal disturbo.
      io personalmente mi sono resa conto che le persone non capiscono quello che intendo quando parlo di essere bulimica, perché a nessuno verrebbero in mente queste cose. poi se le racconto, sono tutti sconvolti. “pensavo che vomitassi solo ogni tanto”. ma purtroppo il sintomo non è la malattia, e la bulimia è insita nella mentalità che ti porta a fare tutte queste cose, non solo a vomitare.
      grazie mille per i tuoi commenti!

  5. — rubare cibo nelle cucine dei bar,dei ristoranti (a 2 aperitivi con la scusa di andare in bagno ho 1.vomitato-sono velocissima-2 razziato la cucina, una volta un’intera bresaola l’altra un secchiello di gamberetti.fortuna che ho borse capienti!)
    — andare agli all you can eat da sola e portare,se possibile,una vaschetta per derubarli. vomitare nei bagni dei medesimi.
    — OTTURARE bagni altrui
    — mentire sull’aver o non aver mangiato,a seconda (vuoi digiunare:sì ho già mangiato-falso-vuoi abbuffarti:no,non ho mangiato-falso)
    — finire all’ospedale con flebo per carenza di potassio,crampi dolorosissimi,svenimenti etc.e inventarsi scuse e problemi di salute bislacchi
    –svenire ,essere portate in braccio in macchina e vomitare acido nella macchina del tizio semisconosciuto a caso
    — lasciarsi invitare a cena per bere e mangiare gratis e vomitare il tutto nel bagno
    –mandare a puttane gli studi,il proprio futuro,le amicizie.. il proprio ragazzo magari no,ma solo perchè tiene duro
    — sapere che qualcuno sa ma fare finta entrambi che nessuno sappia niente.
    — andare a vomitare perchè non si resiste anche se si sa che l’altro ha capito.
    — ovunque si vada, pensare sempre e counque a come e dove poter vomitare. memorizzare rapiamente la posizione dei bagni in posti sconosciuti.

      • Lo sciroppo di Ipecac! Di tutta la lista è l’unica che mi manca ma che sto meditando da tempo. Ma non è pericoloso? Su internet c’è scritto che porta addirittura alla morte. Piuttosto, ci vuole la ricetta del medico e non so se la storiella del gattino che ingoia detersivo o qualsiasi altra cosa convince la farmacista! Ma la voglio a tutti i costi, sono giorni che medito su quale sia la scusa migliore da adottare per ottenerlo… A cosa porta la bulimia 😦

        • Lo sciroppo di ipecac é una cazzata. Sappiamo che la bulimia uccidebe facciamo finta di niente, ma usare la versione accelerata della bulimia e ucciderci nel giro di pochi anni mi sembra una cosa stupida piuttosto che malata. L ipecac ti ammazza. Punto.

          Non lo dico io, li dice dr house (guardati l’episodio “control” su YouTube)

  6. Aggiungerei:
    – camminare per ore per smaltire e chissenefrega se piove o nevica (salvo poi stare il resto della giornata/serata a tremare per le scarpe bagnate)
    – infilarsi il cibo da divorare ovunque: dagli zaini agli underwear (stessa cosa per il cibo che fino di aver mangiato)
    -durante una vacanza studio, entrare in un negozio provare lo stesso paio di jeans tutti I santi giorni per vedere se si è ingrassati (sebbene consapevoli di essere semidigiuni)
    -sempre nella sopracitata vacanza studio, diventare esperti di conversioni kg/pound/stone perché la “host mum” ha solo la bilancia in pound

  7. – Prenotare stanze d’albergo per poter mangiare e vomitare tutto il giorno e tutta la notte in santa pace.
    La mattina successiva sbranare la colazione inclusa e ri-vomitarla (sempre in santa pace)

    – Rubare soldi o vendere oro (rubato ai propri parenti) per poter comprare cibo.
    Rubare i buoni pasto dai tuoi colleghi per poterci fare la spesa.

    – Nascondere il cibo nella valigia per poterlo mangiare appena hai occasione.
    Accumulare cibo nell’armadio al punto che non c’è spazio per i vestiti (per quelli c’era la sedia).

    – Inventare una relazione amorosa per poter chiedere ai propri coinquilini la casa libera.

    – Ri-mangiare il cibo vomitato e ri-vomitarlo

    – Vomitare nei bagni del treno, tra i campi, nel bagno dell’ufficio, nei vasetti vuoti dei sottaceti e nei vasi di fiori sul davanzale…

    – Comprare e ricomprare il cibo rubato ai propri coinquilini (loro non sapevano che mangiavano biscotti di almeno 5 o 6 pacchi diversi – si capisce cosa voglio dire?) Alla fine avevo detto loro che dovevano controllare la data di scadenza per essere sicuri che io non li avessi ricomprati… Ma comunque riempivo il pacco svuotato con gli stessi biscotti…

    – Bere fino a 3lt di acqua bollente in un colpo per ripulire lo stomaco

    – Costruirsi aggeggi che aiutano a vomitare con facilità (non sto a spiegare cosa ho usato io per anni) e scoprire un bel giorno che hai sfiancato talmente l’esofago che vomiti solo piegandoti.

    – Inventare di avere un compleanno per fare una-cosa-tipo 4 torte (oppure lasagne o pizza o tiramisù o insalata di riso…) e mangiarsele tutte in un paio d’ore (in albergo)

    – Tornare a casa (dopo una giornata passata a vomitare) inventandoti una vita che non hai fatto (mostre che non hai visto, centri commerciali mai visti, amici mai incontrati, partite a Risiko mai fatte… )

    E direi che questo è solo ciò che ricordo… Tutto quello che mi passava per la testa era solo un Gran Supermercato.

    • Ah dimenticavo! Questa è bella…
      – Iscriversi al sito Mulino Bianco e rispondere ai sondaggi per avere in regalo (con una soglia minima di 400 punti – raggiunti in un paio d’anni) un pacco con 6 prodotti (finiti in meno di un’ora).

    • Ho appena finito di discutere con i miei coinquilini perché ho fatto scomparire e poi ricomprato non so quanto cibo. E’ la cosa più imbarazzante che esista. Loro “Ma perché non lo compri quando fai la spesa e poi lo tieni per quando ti viene voglia”. Io “Eh.”.
      Questa lista mi fa un po’ piangere, considerato quante cose di queste ho fatto. Grazie per il commento.

      • “Non è proprio fame la mia… (è più voglia di qualcosa di buono)” Le persone davvero non possono capire… E mi scappa da scrivere: “Beate loro!!”

        Fa piangere pure me.
        E non per la brutalità di ciò che ho letto o che ho aggiunto scavando nel mio passato recente… Troppo facile! Non mi pento di nulla io!!! Per me non c’era nulla di meglio!
        Fa piangere vedere come un Dca annulla ogni nostra caratteristica unica e preziosissima per trasformarci in “banali” bugiarde, ladre, mangia-vomita.

  8. Mi piace questo blog, anche se, purtroppo o per fortuna, sono tremendamente incostante, quindi potrei non ripassare più di qui… Comunque darò il mio mini-contributo…
    – mangiare e sputare tutto (millenni orsono lo facevo, riempivo le bottigliette di plastica di poltiglia, così avevo pure un’idea visiva di quando “non avevo mangiato”. Piccola nota: la melma vomitevole fermenta e prima o poi i tappi cedono).

    -Diventare il dio dell’origami dopo aver piegato migliaia di confezioni di cartone di surgelati/annessi e connessi, infilandole una dentro l’altra, per finire in un’unica scatola (la più grande), così se qualcuno passa e gli cade l’occhio, diciamo, nel bidone della carta, nota solo la scatola grande. Non tutte le altre incastrate a forza dentro.

    -Ricordarsi di tutte le cassiere della città e curarsi di non andare mai due volte di seguito dalla stessa cassiera “perchè sennò magari se ne accorge” (in aggiunta, per la serie “tocchiamo il fondo”, c’è il fare battute con la cassiera di turno sulla mole di cose che hai comprato “eh, sa, gli amici che chiamano all’ultimo minuto”, inventare figli che non hai, compleanni di figli di amiche, party con alieni che mangiano solo carboidrati e roba grassa). // Cambiare ogni due giorni farmacia/fare km e km in bici per cambiare farmacia-supermercato perchè non sei a casa tua e nel paese ci sono troppi pettegoli.

    -“Ho rovesciato la torta e ho dovuto buttarla”, “cavoli, ho appoggiato il vassoio di qualsiasicosafosse sulla sedia e l’ha mangiato il cane” (il cane dovrebbe essere morto più e più volte di diabete e ormai è noto che io devo soffrire di una rara forma di alzheimer precoce per continuare a dimenticare quantità ingenti di cibo a portata di cane).

    – Giustificare capillari (degli occhi/zona occhi) rotti con “Eh, ho starnuttito talmente forte che poi mi si è riempito l’occhio di sangue”.

    -Regalare ai barboni una spesa fatta compulsivamente (aka futura abbuffata) perchè, sulla strada di casa, hai detto “no” (nello specifico era una signora zingara che mi ha preso per la trisnipote di Maria Teresa di Calcutta).

    -Prendere farmaci a caso (non proprio a caso, ma non farò nomi) che ti faranno svenire e finire in pronto soccorso MA “almeno mi fanno venire tanta nausea e forse riuscirò a non ingozzarmi per almeno mezza giornata”.

    -Spingere il proprio compagno/ragazzo/chiperlui ad uscire da solo in modo da avere la casa libera per l’autodistruzione.

    -“Le cose di quel discount fanno proprio schifo, ho appena buttato via TUTTA la spesa, non ci vado più”.

    -Pensare bene di tagliuzzarsi indice e medio sperando che il bruciore teoricamente provocato dal contatto con gli acidi dello stomaco ti impedisca di vomitare (Pavlov si sta vomitando addosso nella tomba).

    -“Non soffro di bulimia, è la crisi premestruale” (28 giorni al mese).

    Se me ne vengono in mente altre le aggiungo… Non lo so, ma certe cose sono diventate talmente “normali” che ormai, purtroppo, non ci faccio più nemmeno caso, shame on me.

    • Grazie per il commento. La cosa delle cassiere mi ha fatto morire – faccio esattamente la stessa cosa. Visto che nel raggio di un km ho circa dieci supermercati, li passo uno ad uno e poi ricomincio il giro, così si dimenticano di me.

  9. Ciao, ho appena scoperto il tuo blog e leggendo alcuni articoli devo ammettere che mi ci rivedo. Compreso questo. Non ho mai usato lassativi, ma per un periodo, dopo cena correvo sul posto mentre guardavo la tv. Oppure (e questo purtroppo lo faccio tuttora) quando esco mi vesto sempre più leggera di quanto dovrei. In generale faccio in modo di sentire freddo perché per alzare la temperatura interna il corpo brucia delle calorie in più…
    Forse questo è insolito persino per i “disordinati”..

  10. mi è venuto in mente qualcosa per esperienza personale, nonostante l’elenco che hai fatto sia già esaustivo così..:
    -saltare scuola volontariamente per stare a casa, abbuffarsi e tutto il ciclo seguente, PREFERENDO la malattia a qualsiasi altro tipo di contatto/relazione umana o dovere quotidiano
    -rubacchiare cibo facile (caramelle, cioccolatini, stronzatine varie) per brama appena si ha l’occasione
    -oltre a vomito e lassativi, anche qualche bagno/doccia ghiacciati (più rari, probabilmente) e autolesionismo

    • Io ho 55 anni sono bulimica da 5 in questi 5 anni ho vomitato ogni giorno. Ho vomitato fino a svenire, ho vomitato in tutti i posti possibili, nei bagni di ristoranti, bar, d’estate mi sveglio alle 5 di mattina per andare a vomitare in spiaggia, in casa di amici, parenti, in casa della fidanzata di mio figlio.
      Ho vomitato nuda davanti a mio figlio, gli ho rovinato compleanni, feste.

  11. seguo questo blog da tantissimo tempo, forse perchè da voce a quasi tutto quello che penso .. comunque ci sono 2 voci mancanti in questa lista :
    -memorizzare (forse anche meglio degli apporti calorici) quali sono i cibi che si vomitano bene e quelli che invece ti fanno passare l’inferno.
    -VIVERE CON L’ANSIA DEL TEMPO: 15 minuti per andare al supermercato (sempre lo stesso , il più vicino, sperando che ci sia una commessa diversa , ma alla fine ..sticazzi)o in caso di pioggia 30 per cucinare , un’ora e mezza dal primo boccone , 10 min per vomitare e altri dieci per ripulire tutto e pesarsi, il tutto fatto in funzione dei programmi dei coinquilini .

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