Wannabee: fingere di avere un DCA.

Nel mio post sui siti Pro-Ana ho fatto la seguente affermazione:

“Ci sono persone che soffrono di disturbi alimentari e in molti casi farebbero qualsiasi cosa per perdere peso. Poi ci sono persone che non soffrono di disturbi alimentari, vogliono semplicemente essere magre e pensano che farebbero qualsiasi cosa per perdere peso. Però non lo fanno.”

Ora voglio approfondire il concetto.

Per prima cosa bisogna dire che i disturbi alimentari sono stati una malattia di moda – come adesso lo sono gli attacchi di panico per capirci (l’ipocondria, invece, quella non passa mai di moda). Per un periodo, circa una decina di anni fa, tutti soffrivano di disturbi alimentari, tutti quelli che saltavano un pasto erano anoressici, tutti quelli col mal di mare erano bulimici. Ultimamente la moda è un po’ passata, i fashion victims delle malattie si sono resi conto che con gli attacchi di panico possono essere considerati malati anche senza dover rinunciare agli hamburger di MacDonalds e così l’epidemia è svanita.

Ciò non toglie che ci siano ancora, imperterrite, persone che fingono di avere dei disturbi alimentari – perfettamente sudivise in due categorie, per di più: quelle che non hanno un disturbo alimentare ma vorrebbero averlo (vedi pro-Ana, perfino pro-Mia), e quelle che non hanno un disturbo alimentare ma credono di averlo. Solitamente, quelli della prima categoria passano nella seconda dopo qualche mese. In fondo uno non può sforzarsi tanto a sviluppare una malattia senza poi almeno credere di esserci riuscito.

Fanno parte della prima categoria, in media, ragazzine sovrappeso e non che vorrebbero perdere qualche chilo e non ci riescono. Allora si convincono che se fossero anoressiche o bulimiche riuscirebbero a dimagrire più velocemente: credono che essere anoressiche voglia dire solo essere abbastanza forti da saltare i pasti, bulimiche essere abbastanza agili da vomitarli i pasti (dimenticano sempre la parte dell’abbuffata, chissà come mai). Si dimenticano anche tutta la sofferenza della malattia, in verità – o forse credono che la loro sofferenza, causata dai commenti di qualche brufoloso tredicenne alle loro cosce, sia molto peggiore. E’ per questo che poi si permettono di inneggiare alla dea Ana o collezionare Thinspo.

Appena l’anoressica wannabe della prima categoria riesce a perdere un chilo o saltare una cena crede finalmente di avere sviluppato un disturbo alimentare e passa alla seconda fase. Personalmente, la trovo una fase affascinante: senza essere mai stata sottopeso, senza aver mai digiunato nè vomitato, senza aver mai avuto un disturbo alimentare, inzia a sentirsi parte della grande famiglia delle anoressiche. Inizia a piangere nei bagni della scuola confidando alle amiche “non sai cosa significa avere un disturbo alimentare”. Fa scenate. Confessa alla madre di aver mangiato solo un’insalata. Proclama la drasticità della sua dieta. In tutto questo, non smette di alimentarsi in maniera più o meno normale, continua a fare shopping con le amiche e se riesce a finire a letto con qualche ragazzo non se lo fa sfuggire.

Queste persone, categoria uno o due indifferentemente, tendono in genere a non perdere più di un paio di chili, a non vomitare (a volte ci provano, poi rinunciano perchè fa troppo male), a non abbuffarsi ma a fare qualche sgarro, a seguire una dieta fatta male ma sicuramente non inferiore alle 1200 kcal, e se a volte saltano i pasti mangiano semplicemente di più al pasto dopo. Insomma, non soffrono di disturbi alimentari, e non inizieranno a soffrirne. Non c’è da preoccuparsi.

Ora, io davvero non capisco perchè uno vorrebbe far finta di avere un disturbo alimentare. Davvero, non riesco a spiegarmelo. Bisogno di attenzioni? Giustificare il fatto che si è sovrappeso? No, non capisco.

E no, non è vero che ognuno è libero di fare quello che vuole, perchè poi sono io che, quando devo dire a qualcuno che sono bulimica, mi trovo ad affrontare una marea di stereotipi alimentati da queste deficienti pro-Ana o quello che sono e passo per una stupida tanto quanto sono stupide loro. Ora, io ho già i miei problemi con la bulimia, se c’è una cosa che mi sta sul cazzo è avere problemi anche con lo stereotipo della bulimia.

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8 thoughts on “Wannabee: fingere di avere un DCA.

  1. Domandone:ma è possibile che una,a furia di autoconvincersi,riesca a diventarlo davvero?
    bisogna sempre contare che dimagrire ha spesso un effetto “euforizzante” all’inizio e che il digiuno o comunque un dieta abbastanza rigida hanno degli effetti (a livello fisico,chimico,psicologico) sulle persone che potrebbero portarle a sviluppare un disturbo alimentare- vedi lo Studio Keys e, fonte meno ivalida ma secondo me indicativa, il “documentario” super skinny me. una delle partecipanti stava davvero cominciando a svluppare un disturbo
    persone magari predisposte,o tendenti alle dipendenze,o più fragili di quanto non credano.
    le diete tipo fa-da-te, non fatte sotto controllo e con estrema attenzione secondo me possono davvero essere rischiose a prescindere, sulla salute di sicuro , ma potrebbero anche innescare meccanismi pericolosi
    è giocare con il fuoco…
    almeno così la vedo io

    • certamente le diete eccessive rischiano di instaurare un rapporto sbagliato con il cibo, da cui in alcuni casi è difficile tornare indietro. c’è una differenza però fra disturbo alimentare e qualche fissa con il cibo, a mio parere. ci sono un sacco di ragazze che vogliono dimagrire, che provano diete del cavolo, il cui peso va a yo-yo: e io non mi permetterei mai di dire che hanno un rapporto sano con il cibo.
      a mio parere però un disturbo alimentare ha delle implicazioni sulla mente e sulla vita della persone che ne soffre che sono molto più radicali. e soprattutto che non sono affatto desiderabili, sono degli estremi che nessuno riesce a raggiungere semplicemente autoconvincendosi. le persone pro-ana si autoconvincono che devono diventare magre, non che sono anoressiche – usano il termine anoressia ma non nel senso appropriato del termine.
      credo comunque che si, per una persona con una predisposizione al disturbo certe piccole cose possano diventare fattori scatenanti, e che quindi una dieta possa portare all’anoressia. è successo a me – non ero pro-ana, chiariamo bene, ho fatto solo una dieta x. però sinceramente adesso penso che la colpa non fosse della dieta: che in un certo senso ero già malata ancora prima di cominciare quella dieta, solo che l’anoressia è diventata evidente soltanto a posteriori. non era colpa della dieta, per così dire, e sicuramente non ho fatto niente per autoconvincermi.
      ma questo è solo il mio caso, ovviamente. e comunque no, non credo che autoconvincersi che si è anoressiche faccia diventare tali.

  2. E possibile che una ragazza ventiseienne e quindi non una ragazzina finga o si auto convinca di essere bulimica? Mia sorella fa da anni una rigida dieta e moltissima attività in palestra ma negli ultimi mesi dice di vomitare e abbuffarsi. La cosa strana è che non lo nasconde ma mette i manifesti in giro e si vanta di alcuni suoi atteggiamenti dovuti alla malattia, tipo le molte ore che passa in palestra e poi invece di evitare i posti dove si mangia e molto va tranquillamente a feste in pizzerie e ristoranti anche se non tocca nulla parlando a chiunque della sua malattia. Forse è solo poca conoscenza la mia ma penso che la sua malattia sia solo una grossa esagerazione se non proprio finta.

    • Personalmente, non ho mai incontrato nessuno post-adolescente che fingesse i dca, ma ho visto molte persone esagerare i sintomi – alcune perché altrimenti non si sentivano prese in considerazione, perché non sarebbero rientrate nelle diagnosi standard della malattia, o cose del genere. E nello stesso modo non ho incontrato mai nessuno che parlasse a destra e a manca della propria malattia. Però ci sono bulimiche che riescono a gestire senza problemi serate in pizzeria, e che poi tornano a casa per mangiare e vomitare, quello si.
      Io non conoscendo tua sorella non posso capire la sua situazione – è possibile che stia esagerando i sintomi, e credo sia perfettamente possibile che anche a 26 anni i dca sembrino il modo migliore di avere delle attenzioni che magari ci mancano, non so. Comunque, secondo me, il modo migliore è sempre rivolgersi a uno psicologo, che riesce ad identificare immediatamente la gravità della sua situazione – poi se effettivamente non è bulimica, allora lui la “guarirà” immediatamente, lei sarà felice, tu sarai felice, e pace.
      Un’altra cosa che puoi fare è chiederle cosa prova, farle domande sulle sue emozioni piuttosto che sui suoi comportamenti. Alla fine a te importa che stia bene, piuttosto che sgamare se dice una balla.

  3. Sono d’accordo con quello che dici per quanto riguarda le pro ANA e pro mia, ma penso che dovresti ricordarti che esistono disturbi alimentari non specificati, che esiste una forma di anoressia con vomito auto indotto. Ti pongo il mio caso: io sono stata bulimica per anni ora sono guarita, se trovo il coraggio di confidarmi con un’amica e dirle che non sto bene, che conto le kcal(ma non sempre), che ho paura del cibo, che mangio e poi sputo… Sono una che vuole solo attenzioni che gioca a fare la malata? Non posso considerarmi bulimica( vomito ogni tanto e non mi abbuffo) nè anoressica( ho ancora il ciclo e un peso ” normale”, 49 kg x quasi 1,70). Quindi secondo te il dovrei stare zitta per rispetto di chi un dca ce l’ha davvero?

    • Credo che ognuno affronti i propri demoni nella propria vita, e certo i disturbi alimentari non sono né l’unico né il peggiore. Io ascolto volentieri quando una mia amica sovrappeso mi parla di quanto sta male: non ha un disturbo alimentare, ha un ragazzo molti amici, non si sognerebbe mai di vomitare, ammette di essere golosa… ma ci sta male.
      C’è una differenza fra avere un problema che non è un disturbo alimentare e dichiarare di avere un disturbo alimentare per avere delle attenzioni.

  4. Ho letto il thread-articolo e vorrei precisare una mia esperienza che non so se può essere interessante.
    Esiste una terza categoria di persone che fingono di avere un qualsiasi tipo di disturbo. In questo caso ovviamente è quello alimentare, ma potrebbe essere davvero qualunque altro, dalla leucemia, al tumore, all’ AIDS, ai problemi cardiaci come infarto e coma. Queste persone sanno di non avere tali patologie, e sanno che stanno fingendo, ma non possono evitarlo. Hanno un grave problema psichiatrico che si chiama Sindrome di Munchausen, che fa parte dei Disturbi Fittizi. (cfr. DSM-IV)
    Il disturbo puo’ essere “auto-riferito”, cioè quando la persona che si procura il problema è anche la stessa a manifestarlo, oppure “per procura” ossia quando manipolano la salute di qualcun’ altro (che molto spesso ma non sempre è un bambino, a volte può essere anche un adulto).
    Ad ogni modo queste persone farebbero di tutto per dimostrare di avere il disturbo che dicono di avere…. e in molti casi si causano così tanti problemi che possono arrivare anche a morirne.
    Il motivo? eh un bel guaio. Non c’è un motivo vero e proprio uguale per tutti, ce ne sono tanti, che vanno da storie di abuso pregresse, oppure morte di un parente affetto da una particolare patologia che è perdurata per anni, possono essere stress quotidiani continuati… e perfino il lavoro, molto spesso quelli assistenziali come fare il medico, l’infermiere o l’operatore socio sanitario (OSS). Ma si puo’ dire che alla base di tutti questi disturbi ce ne siano altri piu’ gravi e a volte irrisolvibili. Si tratta molte volte di disturbi della personalità (borderline, antisociale, istrionico, narcisistico-patologico) oppure disturbi dell’ affettività….. sta di fatto che innescando questa finzione la persona crede di riuscire ad ottenere l’affetto, e l’attenzione delle persone. Purtroppo non sono persone che capiscono che le stesse cose le possono ottenere in modo gratuito da chi le vuole bene o chi le ama, loro le esigono e manipolano, mentono patologicamente per controllare le persone e per ricevere attenzioni.
    Ma a prescindere da quello che queste persone si causano e dalle complicanze che possono insorgere, la cosa più grave sono le conseguenze che riportano le altre persone che gli stanno vicino. Per esperienza personale, non auguro a nessuno di trovarsi in una situazione del genere, perchè è altamente destabilizzante per chi ci finisce dentro. Vi verrano raccontate un sacco di bugie alle quali crederete e dopo vi resterà un dolore dentro per averlo fatto, per aver lasciato che una persona abusasse di ogni sentimento pulito che possa albergare dentro di voi. C’è da impazzire, anche perchè una persona abituata all’ auto-critica si chiederà per molto tempo dove ha sbagliato con quella persona, anche dopo aver chiuso un rapporto si chiederà se quella persona sta male o abbia aggravato la sua situazione a causa sua… ecc ecc…. Tutto questo fino a prima di comprendere che c’erano molte sconnessioni in quello che vi veniva raccontato…e poi giungere alla conclusione di esser stati raggirati. E’ facile per chi ha prestato attenzione a questi soggetti cadere in depressione, sentimenti fortissimi di rabbia, e tutto ciò che di distruttuivo per se stessi ci sia. Lasciano davvero dei brutti segni…. infine arrivano solo a far pena. Quelli con profili della personalità patologica istrionica o narcisisitica sono i peggiori, perchè non si rendono davvero conto di ciò che fanno, usano questi mezzucci oltre per risucchiare l’affetto degli altri, sentendosi per il 90% della giornata incapaci e inadatti, succhiano le energie di chi glielo permette e il risultato e’ che alla fine vi sentirete frastornati intontiti. Fanno lavaggi del cervello, mettono zizania fra voi ed altre persone gratuitamente e riuscendo ad risultare convincenti passano sempre per vittime degli altri che li angheriano. Diventano isterici e utilizzano spesso la violenza verbale, fisica ma soprattutto la piu’ grave la psicologica, per tenere gli altri sotto il loro controllo. Facile e’ assistere a situazioni in cui mentre state colloquiando tranquillamente del piu’ e del meno e del quotidiano, all’ improvviso possono utilizzare una frase, un tono di voce che sanno che a voi da fastidio qualsiasi cosa per provocare una lite…. potete essere pazienti quanto volete ma pungolano talmente tanto da riuscire a farvi sbottare alla fine. (ossia il loro scopo per addossarvi colpe e accrescere in voi il senso di colpa del “tu mi tratti sempre male così come fanno gli altri”). Perche’ dico questo… perche’ nel mio caso spesso io venivo accusato di aggravare la sua condizione di bulimia (dopo aver sbottato ai suoi litigi abilmente procurati). Spesso accadeva che restando a cena o a pranzo a casa sua, lei si presentasse con uno yogurt e a me cucinasse di tutto di piu’, ed io dovevo mangiare un sacco di cose mentre lei mi stava di fronte e mangiava il suo yogurt “perchè stava tentando di risolvere il suo problema di bulimia”. Molte volte dopo il pranzo o la cena si alzava subito e andava in bagno, in modo tale che all’ uscita le domandassi cosa aveva fatto in bagno e mi sentissi in colpa o peggio a volte venivo trattato come uno stupido perche’ non capivo che non era andata a vomitare. E non si limitava solo a questo tipo di finzioni, la farsa era continua…. 24 ore su 24. C’erano anche delle costrizioni nel dover restare a casa sua anche quando non potevo, lì a fare niente e messo in una condizione in cui non potevo fare nulla, invece di poter dedicare del tempo libero a fare altro… a guardare lei che faceva finta di lavorare, con il pretesto che stando lì io le davo sicurezza per risolvere la sua malattia…. invece era solo controllo totale e un gioco al massacro in cui l’unica persona a rimetterci (in tutti i sensi) non era sicuramente chi mentiva.
    Tutte stupidaggini di una persona che ha un sacco di problemi. E sarebbe lungo spiegare e raccontare tutte le menzogne e i sistemi di controllo attuati da queste persone. Vi invito percio’ se siete curiosi a leggere di ciò che fanno a se stessi e agli altri i pazienti con sindrome di Munchausen o con Disturbi Fittizi. Senza mai dimenticarvi che potrebbe essere chiunque. Informandovi capirete anche quali sono piu’ o meno i comportamenti che mettono in atto, poiche’ sono sempre piu’ o meno gli stessi e stereotipati. Raccontano sempre storie drammatiche del passato remoto e anche quello recente…. appaiono sempre sole, si spostano molto da un posto all’ altro, e sembrano non avere radici storiche e amici di lunga data. Fanno molto riferimento a principi come la “verità” l'”onestà” e la “morale”… ovviamente per risultare persone per bene e piu’ credibili visto che per primi sanno di essere dei gran bugiardi.
    Insomma fate attenzione a questi personaggi e semmai doveste cascarci come me, non sentitevi in colpa, poichè voi non potevate saperlo che esistono persone del genere.
    Ciao.

  5. Pingback: 10 stereotipi e idee errate sui disturbi alimentari | Trappola per Topi

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