Il Caso: proteste sui Disturbi Alimentari?

Ero per strada oggi quando queste due signore mi passano di fronte, hanno in mano dei cartelloni e, nonostante la pioggia, camminano lentamente. Ora, che ci crediate o meno, su questi cartelloni c’era scritto “I DISTURBI ALIMENTARI NON SONO MALATTIE MENTALI“.

Wow, penso, è dai tempi di Oliviero Toscani e Isabelle Caro che non vedo delle proteste sui disturbi alimentari. E chissà queste due signore (mezza età, una bianca l’altra indiana, vestite in maniera un po’ squallida) hanno da dire in proposito. E chissà perchè gliene frega così tanto. Allora le fermo, perchè -Il cartellone mi ha incuriosita.- perchè -Una mia amica soffre di disturbi alimentari.- (troppo sgamabile, lo so).

Le signore sono molto disponibili. Prima mi fanno un sacco di domande sulla mia amica (e io a mentire mi diverto tantissimo), poi mi svelano la loro missione: nei centri di cura per disturbi alimentari, ai pazienti vengono imbottiti di farmaci, come se si trattasse di un manicomio. Sono considerati un pericolo per loro stessi, incapaci di intendere e volere in maniera razionale, quindi drogati. Questo almeno, è quello che le signore, rivelatesi due infermiere, mi hanno detto.

-E’ terribile!- faccio io. -Già,- risponde una delle due –chi ha un disturbo alimentare non è pazzo, è solo qualcuno che voleva essere carino, magro, con qualche problema con gli amici o i genitori.-

Questo è a grandi linee quello che è successo. Lascio giudicare a voi. A me, questa situazione mi ha lasciato un tantino confusa, mi è sembrata un po’ surreale in generale, per una serie di ragioni:

– Punto primo: le due signore non sembravano capirne troppo di disturbi alimentari. Non metto in dubbio che abbiano visto un sacco di persone con dei disturbi alimentari, ma sembrava che non capissero bene come funzionassero.

– Punto secondo: che razza di strana battaglia è? Perchè lo stavano facendo? Così, loro due da sole, per strada?

– Punto terzo: Non ho capito di che farmaci parlassero. Continuavano a parlare di persone che venivano sedate, il che mi è sembrato un po’ generico. Non si può essere contro l’uso dei farmaci in blocco, ogni caso è diverso e ogni persona può decidere per sè.

– Punto quarto: nei centri per DCA le persone vengono davvero sedate nel senso stretto del termine? Non lo so, spero di no, non posso crederlo. Mi sembrava che parlassero di manicomi degli anni ’30. E non so se queste due signore siano la fonte più attendibile.

– Punto quinto: Sono d’accordo con loro, quella è la cosa che mi sconcerta di più. Cioè, io credo che i disturbi alimentari siano una malattia mentale, certo che lo sono; ma non credo che chi soffre di un disturbo alimentare sia pazzo. Siamo creature pensanti, l’ho già scritto diverse volte nel blog. E’ stato stranissimo, quasi fastidioso, trovarsi d’accordso nel dire “chi ha un disturbo alimentare è una persona di normale intelligenza” insieme a qualcuno che cinque minuti prima mi aveva detto che “chi ha un disturbo alimentare è solo qualcuno che voleva essere carino”.

Non so che dire. Come ho detto, mi ha lasciata sconcertata, e non so nemmeno che opinione avere in proposito.

Annunci

4 thoughts on “Il Caso: proteste sui Disturbi Alimentari?

  1. Ciao!
    Ho scoperto il tuo blog grazie ad un commento che avevi lasciato sul mio, ho letto un po’ i tuoi post, e adesso se non ti dispiace lascerò un po’ di commenti a destra e a manca!… Grazie per essere passata da me e avermi dato così modo di conoscere il tuo spazio!… ^__^

    Effettivamente una cosa come questa che ti è capitata lascia un po’ attonite… Anch’io sono dell’idea che chi ha un disturbo alimentare abbia una malattia mentale, ma non credo proprio che sia valida l’equazione malattia mentale = pazzia, penso siano due cose ben diverse, penso anzi che lo stesso termine “pazzia” sia fuorviante per indicare ogni qualsiasi malattia psichiatrica. Inoltre, per esperienza personale, posso dire che nei centri specializzati per DCA le persone non vengono affatto sedate. I farmaci vengono eventualmente somministrati secondo necessità, ed in maniera oculata e senziente. Il trattamento “di sedazione” viene invece purtroppo utilizzato quando una persona con un DCA viene ricoverata nel riparto di psichiatria di un generico ospedale, ma credo per il semplice fatto che lì non ci sono le competenze specifiche per affrontare il disturbo alimentare in maniera congrua. Per lo mano, questo è ciò che io ho avuto modo di vedere. Veramente, è difficile capire cosa pensare di un episodio del genere…

    • Vero? Ti giuro, mi ha lasciato esterrefatta. E sono sempre piu’ dell’idea che certi episodi sorgono dal fatto che non si cerchi di permetta alle persone con disturbi alimentari di spiegare cosa davvero stanno vivendo, o che queste spiegazioni vengano sempre messe in secondo piano da grandi campagne contro il pro-ana.

      I commenti sono sempre benvenuti, mi fa davvero piacere sapere cosa ne pensi! E complimenti per il tuo blog!

      • Sono perfettamente d’accordo quando dici che non c’è modo per le persone che hanno veramente un DCA di spiegare in cosa davvero consista… perchè i media – che sono quelli che ovviamente hanno l’accesso alla maggior parte della gente – veicolano info sui DCA che sono assolutamente parziali e stereotipate, affatto corrispondenti alla verità. Dimmi se non è vero che, se senti parlare dei DCA alla TV, tutto quello che ti dicono è che si tratta di ragazze che vogliono dimagrire perchè sono influenzate dalle modelle. Insomma, questa è la tipologia d’informazione (erronea) che va per la maggiore. E se una persona che non ha mai avuto un DCA si sente dire cose del genere, è ovvio che si fa un’idea sbagliata e che non avrà mai modo di correggere. Perchè, in fin dei conti, veicolare questo tipo d’informazioni è più facile… e più rassicurante: è più facile e rassicurante per un “profano” dei DCA credere che siano “solo” malattie da ragazzette sciocche che sono fissate con l’eteriorità, dà modo di pensare che alle proprie figlie non accadrà mai… Inolte dà modo d’inquadrare l’anoressica come “malata”, e ciò che s’inquadra lo si sa gestire; inoltre scaricare le colpe sulla tanto propagandata motivazione “è la società e la moda attuale che creano certi disagi” fa alleviare la coscienza… e allora la gente si chiude automaticamente alla verità, non dando modo di esprimerla a chi sa veramente di cosa si tratti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...