Riconoscere chi soffre di DCA

Una cosa che mi ha sempre sconcertato è quanto le persone vedano in quello che vogliono o gli è più comodo vedere, contro ogni evidenza. E parlando di disturbi alimentari, questo significa non vedere che una persona soffre di disturbi alimentari. Anche quando è chiaro come la luce del sole.

I disturbi alimentari sono la malattia delle bugie, l’ho già detto, ma come le persone possano credere alle bugie che l’anoressica/bulimica racconta, quello non l’ho mai capito. Come si fa a credere che ogni volta che vedi qualcuno, quello abbia già pranzato. O che abbia mal di stomaco. E se qualche visionario avanza la domanda “ma hai dei problemi con il cibo?”, una bugia un po’ più complessa basta solitamente a mettergli l’anima in pace: “no, ho solo avuto una brutta influenza intestinale poco tempo fa, e ci sto mettendo un po’ a riprendermi”. Io capisco che la persona con disturbi alimentari può essere davvero un’abile bugiarda, e davvero convincente, o che semplicemente non vi venga nemmeno in mente di mettere in dubbio quello che dice. Però dai. Un disturbo alimentare non cade mai dalle nuvole, per mesi si ripetono gli stessi comportamenti, e non è possibile che poi, quando gli viene confessate, anche gli amici più stretti non sappiano dire altro che “non me ne ero accorto”.

Non che questo non mi vada bene; personalmente, mi va di lusso, non dover rendere conto di niente a nessuno e limitarsi a sparare qualche balla, loro ci credono, io non mangio, tutti sono felici. Al di là di questo, però, credo che sia un fenomeno piuttosto significativo, che fa pensare: credo che sia la prova definitiva di quanto poco si sappia sui disturbi alimentari.

Una persona che soffre di disturbi alimentari ne riconosce un’altra nel giro di poco. Ci sono dei segni chiarissimi. Decine di segni chiarissimi – non solo quei quattro in croce che riportano nelle recensioni mediche dei disturbi alimentari. E se il resto del mondo non li vede è perchè non sa riconoscerli, o perchè tende più spontaneamente a credere in qualche altra spiegazione.

Voglio fare qualche esempio. Non sarà una lista completa, ne sono certa, ma voglio comunque fare qualche esempio.

1. Ovviamente, saltare i pasti. Balle: “non ho fame” e “sto poco bene” come di “ho già mangiato fuori”. Io per anni ho detto che pranzavo dopo scuola con le amiche – mai fatto. Ma anche fingere malattie. Qualsiasi tipo di malattie, pur di non mangiare, o mangiare meno. Stando a quello che dicevo, io sono stata malata per mesi, pur non avendo mai passato un giorno a letto. E tutti mi hanno sempre creduto senza problemi.

2. Evitare occasioni sociali che coinvolgano cibo, presentarsi in ritardo, oppure evitare le occasioni sociali in blocco. Tutto spacciando qualche altro appuntamento, o il traffico, o qualsiasi scusa che permetta di sostenere di aver già mangiato.

3. Passare ore in palestra. Se una persona va tutti i giorni in palestra per tre ore, può darsi che abbia un disordine alimentare. Può darsi che la persona vi dica che la palestra le piace molto, che è uno sfogo dallo stress, che dopo si sente meglio – balle. Cioè, non sempre. Ma in molti casi, balle.

4. Parlare spesso di cibo, diete, cose del genere. Pur tenendo segreto il disturbo alimentare, l’ossessione di solito fa capolino in altre conversazioni. Basta che qualcuno sveli di voler perdere un chiletto che la persona con disturbi alimentari parte con una lista tips and tricks. O che menzioni programmi di cucina o sull’obesità quando si parla di televisione. O che faccia riferimento a quanto magro è qualcuno. Vi stupirà sapere di quanto spesso una persona con disturbi alimentari parli di disturbi alimentari senza che nessuno se ne accorga. Nessuna balla, tutto lì, sotto i vostri occhi.

5. Purge Face, ovvero il marchio del vomito auto-indotto. Una persona che ha vomitato recentemente: ha la faccia gonfia, in particolare le guance e la gola, spesso ha i capillari spezzati intorno agli occhi (puntini rossi all over), ha gli occhi insanguinati, a volte puzza ancora di vomito, in particolare sulle mani. A lungo andare, avrà anche i denti rovinati, capelli sfibrati e degli orridi segni o cicatrici rosse sulle nocche, dove grattano i denti quando si mette le dita in gola. Ah, e la Purge Face non è semplicemente la faccia da “ho dormito male ieri notte”, anche se probabilmente vi verrà spacciata per tale.

6. Okay, questo mi sembra anche stupido metterlo: rapidi cambiamenti di peso. In discesa ma anche in salita. Non bisogna dare per scontato che se una persona che era molto magra prende decine di chili stia meglio: anzi, probabilmente è in punto di suicidarsi.

7. L’abbuffata. Ora, una bulimica non si abbuffa in pubblico, è molto probabile che non vedrete mai una bulimica abbuffarsi. E’ possibile però che becchiate tale bulimica subito prima o dopo un’abbuffata, magari al supermercato, o con in mano qualche junk food, o che troviate avanzi dell’abbuffata (cibo, pacchi vuoti di cibo, stoviglie sporche). So che è normale pensare che la persona si sia solo concessa qualche sfizio: ma se sapete che è una persona che certe cose non le mangia, o che mangia poco, o se semplicemente vi sembrava terribilente a disagio quando l’avete vista, allora è probabile che sia bulimica.

8. Controllare le calorie, fare difficoltà ad uscire vivi da un supermercato, dimostrare ansia in presenza del cibo. Vi faccio un esempio molto semplice: a volte pranzo nel bar dell’università, dove c’è un trammezzino che so che ha il numero di calorie e gli ingredienti che trovo accettabili. Se quel panino non c’è vado in panico. Ci metto ore a scegliere altro, giro per il bar freneticamente e probabilmente alla fine non scelgo niente. Questa è ansia in presenza di cibo.

9. Asocialità. Ebbene sì. Una persona anoressica non è spesso in vena di uscire con gli amici. Una persona bulimica ha altro da fare (bingepurge). O anche rifiuto del contatto fisico. Non succede a tutti, ma spesso è così: totale rifiuto di farsi toccare, da tutti o dalla maggior parte delle persone, specialmente in alcune parti del corpo.

10. Abusare di tutto ciò che non è cibo ma si può assumere, alias caffé, sigarette, cola light, e via dicendo. Una persona che ha sempre in mano una lattina cola light, ma non ne accetterebbe mai una di cola normale, è possibile che soffra di disturbi alimentari. Non ovvio, ma possibile.

Altre.

Ovviamente tutti questi comportamenti saranno accompagnati da molte più balle di quelle che ho riportato. Decine di balle. A volte intere storie, anche quando non ce n’è alcun bisogno: lunghe motivazioni sul perchè si va in palestra così tanto o perchè si ha comprato del cioccolato. La persona con disturbi alimentari costruisce un castello di bugie e voi, impreparati, non potete che crederle. Però dai. Guardate questi dieci punti. Balle o non balle, sono segni palesi.

So che sembra che abbia scritto una lista per aiutare le madri a sgamare le loro figlie con disordini alimentari. Boh, che ognuno ne faccia l’uso che vuole. Volevo solo dare un’idea di quanto il magico mondo dei disturbi alimentari sia sotto gli occhi di tutti, eppure nessuno se ne accorga.

E se c’è una cosa che odio è la gente che mi viene fuori con :-Non è vero che sei bulimica, altrimenti me ne sarei accorto.- e poi non sa cosa rispondere alla domanda :-Ma c’è mai stata un’occasione in cui mi hai vista sedere a tavola e mangiare?-.

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12 thoughts on “Riconoscere chi soffre di DCA

  1. Ancora una volta ti quoto totalmente su questo post…Mi viene anche da aggiungere a un’instabilità nella cura della persona: alternare periodi in cui si è molto in tiro e si fa molta vita sociale,a periodi in cui magari x vergogna ci si fa vedere poco in giro e spessissimo struccata,vestite con taglie xxl,capelli legati…

  2. Hai fatto bene a fare una lista. Nonostante sia in piena malattia, sei lucida e solidale, capisci che sbagli (lo capisci e lo riconosci, vero?). Spero tu possa riprenderti prima o poi e ricominciare una vita normale.
    Mi sono iscritta al tuo blog. Ti seguirò e spero di aiutarti a non buttarti giù così. Capisco e ammettilo anche tu che è difficilissimo essere bulimica, fare l’università e avere una vita in generale, quindi perchè sprecare anni, dico anni, della propria vita in questo modo? Sei una ragazza intelligente. Non dico di scavare interiormente e iniziare una terapia, ma accettare un peso e mantenerlo questo sì, così come avere un equilibrio alimentare. Ti prego…

    Questo è il mio blog: http://www.disordinialimentari.wordpress.com
    Mi sento abbastanza sola nel settore, quindi grazie di esserci. Qui su wordpress mancano blog intelligenti che non siano del tipo “oggi ho mangiato solo una mela per pranzo e quindi sono felice ^.^, sono scesa di altri 500 grammi, ho comprato un costumino kawaii per l’estate e sono ancora più motivata per la prova costume”. Eresie. Quindi, daie! Forza!

    • Conosco il tuo blog e sono gia’ iscritta! Penso che scrivere quello che pensiamo e, in un certo senso, andare contro i tipici blog in stile diario alimentare sia il modo di andare un po’ al di la’ dei soli sintomi dei disturbi alimentare, cercare di capire e spiegare cosa c’e’ dentro e dietro.

      Per quanto riguarda me… Non mi butto giu’. E’ difficile essere bulimica, questo va da se’, e cerco di gestirlo come meglio posso. Cerco di gestire la mentalita’ malata, prima dei sintomi, e non far soccombere quella sana. Perche’ si’, capisco che la mentalita’ malata e’ malata, questo non vuol dire che non esista e che possa semplicemente condannarla ed eliminarla. E’ un eterno work in progress, ma non escludo che un po’ alla volta tutto tornera’ a posto.
      Vedo i tuoi progressi sul tuo blog, credo che tu abbia fatto un lavoro splendido su te stessa – semplicemente I’m not there yet. E buona fortuna e forza anche a te!

  3. Lo so che hai scritto questo un po’ di tempo fa. Ho una sola domanda, quando descrivi la PurgeFace, parli di capillari rotti sotto gli occhi. Mi prendo la libertà di dare per scontato che tu stia parlando per esperienza personale. Dopo una crisi di vomito, quanto tempo ci hanno messo per andarti via? Ore? Giorni?
    Bel blog tra l’altro. Le cose che scrivi sono piuttosto vicine a quelle che potrei scrivere io, se avessi le palle e la voglia di farlo. Ti seguirò.

  4. Se posso, aggiungerei un altro fattore che a me appare piuttosto evidente in una persona che ha disturbi alimentari. La perdita di capelli… Non so se nella bulimia è così, ma nell’anoressia lo è senz’altro.

  5. Da persona esterna ai disturbi alimentari mi permetto un’osservazione: ci saranno anche persone che non notano certi segnali, ma gli amici li notano… tutti magari no ma qualcuno di sicuro lo notiamo. E sì, vi osserviamo arrampicarvi sugli specchi per inventare storie assurde mentre cerchiamo di capire come dirvi che sappiamo senza spaventarvi a morte. Chi non vede, semplicemente non vuol vedere… e se nessuno se ne accorge è perché aiutare una persona con un disturbo dell’alimentazione è difficile ed è più comodo non vedere. E ancora, chi se ne accorge ne parla con altri appena siete fuori portata perché il peso dell’informazione è troppo per una sola persona. Quasi tutti quelli intorno a voi sanno o perlomeno hanno ragionevoli dubbi e tendono l’orecchio se andate in bagno x capire se vomitate. Quello che non sappiamo è come aiutare chi di fatto non vuole essere aiutato al punto di mentire su qualsiasi cosa.

  6. Sono una mamma e mi trovo a combattere contro questi problemi. Ho iniziato assecondando mia figlia nel mangiare sano, poi l’ho portata da un nutrizionista ora andra da uno psicologo con me e suo padre perche gli attacchi di ansia sono giornalieri. Ormai quando va in bagno origlio costantemente la faccio parlare ma non mi accorgo se vomita… ma ammetto di sentire l’alito acido (come insalata con aceto feadicia per interderci )parlo tanto con lei, forse troppo… di tutto e di questa sua paura di mettere su grasso e non massa muscolare Faccio mea culpa per non essermi mossa prima, ma la paura di ammettere che esiste un problema è difficile da superare. Spero di essere arrivata in tempo… spero che qualcuno possa darmi suggerimenti per aiutarla

    • Anch’io sto attraversando gli stessi problemi con mia figlia….è un dramma, perche lei non accetta alcun tipo di consiglio. Ho l’appuntamento con una psicologa e spero possa aiutarci. Il vero problema e che lei non si accetta come e’. Chiedo aiuto per sapere se conviene portarla in un centro o lavorare da casa

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