La sottile somiglianza fra la Bulimia e la cocaina

Ho ricominciato a pensare.

Ho pensato, per esempio: come posso spiegare a chi non soffre di disturbi alimentari cosa vuol dire avere un disturbo alimentare. “Chi non c’è passato non può capire” cantano in coro le anoressiche – e di solito anche io me ne lavo le mani così. Perché è vero, dai, come si fa a capire. I disturbi alimentari sono una stronzata irrazionale talmente grossa.

Tuttavia, ho recentemente scoperto che esiste una stronzata irrazionale che i normopensanti sembrano capire ed accettare. Indovinate? La droga. Sappiamo tutti che se inizi a drogarti stai facendo una stronzata – però sappiamo anche che poi è-la-droga-che-controlla-te e tutte le stronzate che farai da quel momento in avanti sono un po’ più giustificate. Non completamente giustificate, ma un po’ di più.

Da quando ho avuto questa epifania, ho tolto dal mio vocabolario la frase “Chi non c’è passato non può capire” e l’ho sostituita con “Un disturbo alimentare è come una dipendenza da cocaina“. D’accordo, il cibo non crea dipendenza a livello fisico tanto quanto la cocaina – però il concetto, l’idea che tutte le stronzate irrazionali che faccio a causa del disturbo alimentare, che è-il-disturbo-alimentare-che-controlla-me, quella fila abbastanza bene.

Io non mi abbuffo e poi vomito dopo aver portato a termine un ragionamento logico sull’argomento. Posso anche provare a farlo il ragionamento logico, magari per convincermi a non abbuffarmi – non funziona. Una bulimica è come un cocainomane che ha bisogno della sua dose. Chissenefrega che vomitare è una stronzata irrazionale e che magari il tuo cuore è talmente indebolito che potresti rimanerci. Immagino sia lo stesso per l’anoressia, solo al contrario (ma ne è passato di tempo da quando ero anoressica). Un po’ come drogarsi di digiuni.

Quindi guarire è difficile, tanto difficile quanto uscire da una dipendenza da cocaina. Anche questo dico ai normopensanti che non capiscono perché semplicemente non smetto e non ricomincio a mangiare normalmente. Posso anche posticipare un binge, resistere il più a lungo possibile (la speranza è l’ultima a morire): è uno sforzo sovrumano.

Però ci sono altre cose, lo ammetto, i disturbi alimentari sono complicati. La bulimia non è solo una compulsione; questo stupido paragone con la droga non spiega perché ho una paura folle di vedere un chilo in più sulla bilancia, perché quando non mi abbuffo ho una dieta da uccellino in quaresima e perché diavolo non mi sembro mai magra. I disturbi alimentari sono molto più un casino della cocaina – meno letali, si spera, ma concettualmente un casino. O forse non ne so abbastanza sulla cocaina, boh.

Comunque il paragone mi piace. Lo consiglio se vi trovate a dover spiegare perché vi abbuffate, e non volete semplicemente sembrare delle golosone con l’ossessione della magrezza – che è quello per cui, solitamente, passiamo noi povere bulimiche.

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9 thoughts on “La sottile somiglianza fra la Bulimia e la cocaina

  1. Io credo davvero che chi non ha vissuto un’esperienza – qualche che sia, non necessariamente un DCA – sulla propria pelle non possa capire davvero fino in fondo cosa significa. Può immaginarlo, può pure arrivare a comprenderlo, ma l’empatia non permette comunque di arrivare a capire davvero.
    Ciò detto, sarebbe molto cariiiiiiino se gli altri si sforzassero quantomeno di comprendere, pur non potendo capire a pieno… (cosa che, di solito, mi pare non succeda…)
    Però il paragone con la droga mi piace, mi sembra calzante… Io lo vedo dalla parte dell’anoressia che è il mio DCA, ma torna pure, perchè effettivamente restringi l’alimentazione non perchè sia giusto (e lo sai) ma perchè hai bisogno di avere (l’illusione del) controllo. E immagino che anche chi fa uso di cocaina lo fa perchè vuole avere la sensazione di possere il controllo su ogni ambito della sua vita… perchè poi questa sensazione di controllo debba passare, tra le varie cose, anche per la restrizione alimentare, ecco, è una cosa sulla quale sto tuttora riflettendo…

  2. Non sono del tutto d’accordo.
    E lo dico da ex tossicodipendente e da anoressica.
    Certo, tu hai parlato di bulimia, io non posso che parlare di anoressia che è la mia realtà, ma credo che non ci sia tutta ‘sta discrepanza, in fin dei conti. Cambia l’esteriorità, cambia il tipo di sintomo, ma la merda interiore immagino sia assolutamente identica.
    In ogni caso.
    Punto numero uno, i normpensanti non capiscono nè tantomeno accettano la stronzata irrazionale della droga. Fingono di farlo, e sono fantastiche le loro faccette di culo quando dicono di essere di larghe vedute e che sanno che chi fa uso di droghe ha seri problemi piscologici e ha bisogno d’aiuto, e occorre dargli una mano… tutte puttanate. Quegli imbecilli che dicono così sono i primi pronti a vomitarti addosso tutta la loro repulsione quando scoprono che fai uso di droghe. Sono i primi a dire “tossica del cazzo” e a sbatterti fuori di casa, a licenziarti, a vederti come feccia e ad aspettare noncuranti che tu anneghi nella tua stessa merda. Non ti giustificano per un cazzo, ti giudicano un’idiota e ti lasciano a marcire sperando che la prossima pera sia quella decisiva cosicchè ti sarai tolta di culo e non dovranno più fingere di essere tanto caritatevoli quando in realtà non gliene frega una sega di te.
    Punto numero due, magari che un disturbo alimentare fosse come una dipendenza da cocaina. Non starei ancora impantanata in questo letamaio della strafottutissima anoressia, se così fosse. A parte il fatto che la cocaina non dà dipendenza fisica, questo piuttosto lo fa quella schifa dell’eroina, sulla dipendenza psicologica non si discute: è pazzesca. Però è la dipendenza da un qualcosa con cui non occorre necessariamente raffrontarsi nella vita: quando hai imparato a fare a meno della dose, se ti tieni lontana dalla roba ci sono buone possibilità che non ci ricaschi. Il trucco è cercare di stare lontana quanto più possibile, ed impaegnare la mente su altro affinché non torni a girare a vuoto su quel cazzutissimo craving in cui piombi ogni volta che pensi anche solo per sbaglio alla roba. Ma come fai a tenerti lontana dal cibo? Te lo devi affrontare per forza tutti i giorni. E come si fa a prendere le distanze da un qualcosa che è necessario per il quotidiano sostentamento? Per questo liberarsi da un disturbo alimentare è mille volte peggio che rinunciare alla roba. Perchè t’infesta tutti i dannati giorni della tua vita, e non puoi scappare.
    Però hai perfettamente ragione quando scrivi che entrambe le cose hanno in comune l’aspetto della dipendenza psicologica. Tutt’ora m’interrogo se tutto quello che ho fatto in questi dannatissimi anni sia stato solo l’abbandonare una dipendenza per rifugiarmi in un’altra a suo modo peggiore. Ed entrambe vivono solo nella mia mente. E l’incubo è proprio questo.

    • agli overeaters anonymous dicono “per un tossico guarire dalla dipendenza è come mettere una tigre in una gabbia. per un overeater guarire è come mettere una tigre in una gabbia, e poi tirarla fuori tre volte al giorno per fare una passeggiata”.
      capisco bene cosa intendi nell’ultima parte del commento.

      per il resto, ho come l’impressione che, lamentandomi tanto sui disturbi alimentari, ho semplicemente usato degli stereotipi sulla droga. ho paura che in relazione alla droga io sia un’imbecille normopensante. non so.
      forse, molto semplicemente, tutte le dipendenze e varie stronzate irrazionali sono evitate il più possibile da chi non ne è affetto direttamente, una specie di inumano istinto di conservazione, e non fa differenza che si parli di cibo o cocaina.

      comunque, questo commento mi ha dato diverse idee per futuri post, merci!

  3. Pingback: Se dovessi spiegare cos’è la bulimia a una | Labirinto degli specchi

  4. Io sono bulimica da tre anni e ho provato la cocaina in varie occasini anche se non sono dipendente ti posso assicuarere che i suoi effetti sono spaventosamente simili psico fisicamente a quelli del vomito. È davvero impressionante giuro

  5. Io sono stata anoressica per forse due anni, dico forse perché è stato un processo lento, in ogni caso mangiavo, pochissimo, mi pesavo tre volte al giorno, facevo molta attività fisica, pensavo sempre al peso e alle calorie, poi un giorno la scoperta: il vomito.
    Prima ci avevo provato a vomitare ma senza “successo”, da quel giorno il delirio di onnipotenza. Forse sono andata vanti altri otto anni, e dico forse, perché, sinceramente, ho 38 anni e se leggo tutto insieme quel percorso, mi sembra sia partito talmente presto, che quei dieci anni mi sembrano addirittura “pochi”. Sono definitivamente fuori da ogni disturbo, sintomo e/o ricaduta anche psicologica da tre anni, se intendo proprio tutto.
    All’inizio della fase anoressico-bulimica, uno psichiatra – salto i dettagli – mi disse esattamente così: “il vomito crea dipendenza, come la cocaina”. Io presi e misi via, non mi riguardava. Bevevo molto a periodi, fumavo e avevo preso qualche trip anni prima ma veramente pochi e almeno cinque anni prima – mai più presi e sono passati venti anni!
    Ora, la cocaina. Usta quattro volte l’anno per qualche anno e sempre tenuta fuori dalle situazioni dove girava troppo perché ho visto il deteriorarsi totale, di tutto: relazioni, dignità, controllo. Una decina di anni fa mi allontanai da un gruppo di persone che frequentavo per questo motivo, perché la usavano troppo.
    Ecco, io lo sapevo quello che faceva. Ma l’anno scorso ci sono caduta. Mi ci ha portato una relazione: tossica in tutti i sensi perché lui è anche un narcisista anaffettivo. Ho iniziato a usarla regolarmente a fine dicembre 2013, un paio di volte a settimana. Fino a metà luglio è stato praticamente un uso quotidiano, ora no. Come è ovvio, ho chiuso con questa persona, bisogna fare così.
    Ora ho diminuito molto e sono decisa a uscirne, L’esempio con la bulimia è perfetto, perché la cocaina, a differenza di altre sostanze, influisce sulla dopamina. La “stranisce”, per semplificare. Lo stesso effetto lo fa la cocaina.
    Dunque, io scrivo. Fra le altre cose, anche su questo: dipendenze. Perché ci sono similitudini, oltre che con la cocaina, anche con la dipendenza affettiva in una relazione di tipo narcisistico, e tutto ha che fare con i ricettori della dopamina. Per l’anoressia è diverso, ha a che fare con la serotonina. La depressione di norma si cura o almeno si curava -parlo di quindici anni fa . con il Prozac, che è fluoxetina. Allora, il fluoro calcifica la ghiandola pineale, o vero ci inebetisce, lentamente ma in modo inesorabile.
    Mi fermo, che già so di aver scritto molto. Se qualcuna volesse contattarmi, sia perché appunto sto scrivendo e mi piacerebbe un confronto, e sia per altro. Io sono uscita, dopo varie terapie, da sola dalla bulimia, e ero devastata. Molto più asociale di una tossica. Molto più rinchiusa. L’ho fatto, senza rendermene conto allora, usando un modo che credo vada bene per la cocaina anche. Devo dire, con la cocaina sto facendo più fatica ma credo dipenda da altro. Spero che qualcuna mi legga. Vorrei condividere gli strumenti che ho acquisito, vorrei che nessuna stessa un altro giorno così.

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