Cosa un Disturbo Alimentare ti impedisce di fare

In passato, ho scritto un post su tutte le stronzate che un disturbo alimentare ti spinge a fare. Ricordate? Da rubare i lassativi dal cofanetto dei medicinali della nonna a frugare nella spazzatura in cerca di cibo.

Ora voglio scrivere un post su tutte le non-stronzate che un disturbo alimentare ti impedisce di fare – così, giusto per dare un’idea di quanto un disturbo alimentare ti impedisce di vivere una vita normale, o  anzi, ti impedisce di vivere una buona parte della vita a cui avresti diritto.

Allora vediamo:

1. Ovviamente, andare fuori a cena. Andare fuori a pranzo. Prendere un kebab dopo lezione. In pratica, qualsiasi occasione sociale legata al cibo (ed il 90% delle occasioni sociali sono legate al cibo) diventa una cosa complicatissima. Nella maggior parte dei casi, almeno per quanto mi riguarda, va semplicemente evitata in toto.

2. Andare al mare, in piscina, in qualsiasi posto dove è richiesto spogliarsi. Pianificare vacanze diventa una ricerca al posto più freddo, e le vacanze in spiaggia o in campeggio con gli amici saltano automaticamente.

3. Fare sesso. Cioè, calma. Non che ogni bulimica al mondo faccia voto di astinenza. Solo diventa mille volte più complicato di quanto dovrebbe essere (per non parlare di quanto complicato diventa raggiungere un orgasmo)

4. Avere una relazione, come diretta conseguenza del punto precedente, ma anche perchè è maledettamente difficile coordinare un fidanzato e le necessità del disturbo alimentare. E perchè è difficile trovare qualcuno che sopporti una persona che soffe di disturbi alimentari, perlomeno a lungo andare.

5. Convivere con qualcuno. Ora, dipende dal disturbo alimentare – ma personalmente qualsiasi esperienza con coinquilini è stata un casino da quando ho iniziato a rinunciare ai pasti in comune, ed è diventata una catastrofe nel preciso istante in cui mi hanno sentito vomitare.

6. Fare qualsiasi altra cosa, quando invece si deve abbuffarsi e vomitare. Per rimanere chiusa in casa a perpetuare il mio ciclo bulimico ho rinunciato a: feste di compleanno, gite in montagna, cinema, teatro, cocktail party, appuntamenti galanti, festival e musica dal vivo, chi più ne ha più ne metta.

7. Vacanze, almeno tutte quelle che implicano un contatto continuo – aka, non avere mai l’occasione di abbuffarsi e vomitare in pace. Una volta potevo fare domanda ad un programma di volontariato fighissimo, tre settimane all’estero, bomba – ma poi ho pensato che non sarei riuscita a stare tre settimane senza abbuffarmi o impazzire e ho rinunciato.

8. Girlish girls thingies, della serie cucinare tutte insieme e andare a fare shopping. Shopping con le amiche diventa un shopping per le amiche, senza cercare nemmeno una maglietta per sè. Shopping in generale diventa una guerra epica.

9. Ultimamente non riesco nemmeno a studiare. Non so voi, ma qualsiasi cosa richieda la mia concentrazione è complicatissima, visto che la mia mente fa questa cosa automatica di tornare a pensare al cibo ogni circa sei minuti. Senza contare tutte le lezioni saltate, causa abbuffata o simili.

10. Fare sport. Una persona con disturbi alimentari può passare ogni giorno della propria vita in palestra; ma quando si tratta di unirsi a qualche squadra, allora diventa impossibile. Non si sa mai che domani mi abbuffi e non voglia venire, o che fra un mese sia troppo grassa per avere la faccia tosta di fare questo sport.

11. (come suggerito da apitydormire. L’insonnia è una conseguenza fisiologica della sotto-alimentazione.

12. (come suggerito da Jonny) mantenere un lavoro. Come nel punto nove per quanto riguarda lo studio, per il lavoro non va molto meglio. Avere un disturbo alimentare ti impedisce di concentrarti, di essere produttivo, ma anche di riuscire veramente a dare un’importanza al tuo lavoro. Perchè il disturbo alimentare è sempre al primo posto.

13. (come suggerito da Jonny) visto che a causa del disturbo alimentare anche la salute va velocemente a puttane, molte persone che soffrono di anoressia/bulimia diventano sterili e non possono avere figli. In pratica, un disturbo alimentare ti impedisce di avere bambini e farti una famiglia. Cazzo.

Work in progress. Suggestions welcomed.

Tolte tutte queste cose, non so bene a cosa si riduce la vita. Dormire e disturbo alimentare, suppongo.

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11 thoughts on “Cosa un Disturbo Alimentare ti impedisce di fare

  1. Una volta avevo pubblicato sul mio canale YouTube un video intitolato “With anorexia you can’t…”, in cui elencavo, proprio come in questo post, le limitazioni imposte alla vita quotidiana dall’anoressia. YouTube ha pensato bene di cancellare questo mio video adducendo a spegazione il fatto che avessi utilizzato come colonna sonora una canzone coperta da copyright (nella fattispecie, si trattava di “Hey You” di Madonna), e poichè per me quella era la soundtrack perfetta per quel video, non l’ho più ricaricato perchè cambiare canzone mi stonava col video.
    Comunque, dato che hai offerto la bella occasione di questo post, ne approfitto per riportare qui alcune delle cose che avevo messo in quel video… E che sono, in un certo senso, la “controparte” di quello che hai scritto tu, visto che io ovviamente vedo essenzialmente le limitazioni dell’anoressia…
    In ogni caso, i primi 4 punti della tua lista valgono perfettamente anche per chi è anoressica.
    Aggiungo anche, dato che si mettono in campo le relazioni umane, che l’anoressia t’impedisce anche di creare nuove amicizie e mantenere le vecchie. Non ti relazioni con nessuna persona nuova perchè temi che conoscendoti potrebbe venire a sapere del tuo DCA, quindi, no, eh!, meglio di no… E perdi anche i vecchi amici, sia perchè il DCA ti porta a mentire, e sono bugie che prima o poi vengono sgamate, e gli amici cominciano a perdere la fiducia in te, sia perchè poi sono gli altri ad allontanarsi perchè gestire un’amicizia con chi ha un DCA non è per niente semplice nè divertente.
    Anche nel punto numero 8 mi ritrovo.
    Negli altri punti no, ma perchè per l’appunto si tratta di un altro DCA che comporta limitazioni differenti.
    E quindi, per integrare la lista, aggiungo anche che l’anoressia t’impedisce di:
    – Fare sport agonistico. (Questa può sembrare una cavolata, ma io ero agonista e pure brava, e poi sono arrivata a un sottopeso tale che non ero più in grado di sostenere le competizioni, e ci sono stata malissimo – ma non abbastanza da decidere di mollare la restrizione alimentare, evidentemente, giusto per dire quanto essa può creare dipendenza…)
    – Dedicarsi ad ogni qualsiasi hobby o comunque passatempo, vuoi perchè ti diminuisce l’interesse per queste cose, vuoi perchè queste attività potrebbero non coincidere con le necessità di restrizione alimentare.
    – Evitare di controllare ogni singolo aspetto della tua vita. L’anoressica fa piani su piani. Organizza ogni singolo istante della propria vita, per essere sicura che le cose vadano come lei ha pianificato, in modo tale da potersi assicurare che lei sta controllando proprio tutto. Questo chiaramente comporta un grande dispendio di energie mentali e può essere pure un bel po’ stressante, ma la necessità di programmare tutto per sentire di avere il controllo su tutto la fa sempre da padrona.
    – Mangiare ogni qualsiasi cosa che non hai preparato con le tue mani, perchè non sai cosa c’è dentro.
    – Staccarsi dalla routine quotidiana, perchè deviare dalla routine significa esporsi alla comparsa di imprevisti che non possono essere calcolati nè controllati.
    – Avere rapporti autentici con gli altri.
    – Vedere come stanno realmente le cose, e dare importanza a ciò che nella vita veramente merita importanza. Voglio dire: quando ero nel pieno dell’anoressia, la mia vita aveva tutte le limitazioni che ho appena elencato, più quelle in cui ho scritto di rispecchiarmi tra i punti che tu hai scritto… cionnonostante, io non le vivevo come delle limitazioni. Ero talmente inebriata dall’illusoria sensazione di forza e di controllo che l’anoressia mi trasmetteva, che tutte queste limitazioni mi sembravano assolutamente insignificanti in confronto a come l’anoressia mi faceva sentire. Mi faceva sentire talmente onnipotente, che avrei rinuciato a tutto pur di provare per sempre quella sensazione. E’ una malattia egosintonica: e questa è la carognata e la limitazione più grande dell’anoressia.

    • Sono d’accordo con i tuoi punti, assolutamente. In particolare l’ultimo: con un disturbo alimentare, le proprie priorità sono completamente stravolte. Io spesso mi rendo conto di quanto idiotiche le mie priorità sono, ma non ci posso fare niente comunque. Palestra viene prima di uscire con gli amici, abbuffarsi viene prima di andare ad un concerto o studiare per un esame.

      Ps: vuoi magari mettere il video qui? togliendo la colonna sonora. 🙂 sarei contenta se qualcuna di voi ragazze volesse dare qualche contributo a questo blog.

      • Volentieri!
        Soltanto, due cose:
        1) E’ un video che ho realizzato quando avevo tipo 17 anni, ergo più di 10 anni fa, quindi non aspettarti un granché, non è affatto profondo come le riflessioni qui condivise, ed è “tecnicamente” molto semplice, fatto usando Movie Maker…
        2) Come faccio a farti avere il video affinché tu lo possa caricare qui? Te lo mando via e-mail? (La mia è veggie.any@gmail.com)

  2. Anche dormire non si può. Non ti racconto delle nottate insonni causa anoressia o causa abbuffata. Stavo sveglia perchè il mio cervello mi diceva che dormendo non avrei consumato una caloria di quello che avevo mangiato.

  3. Verissimo tutto quello che avete scritto, ragazze.

    Just my two cents…

    Il lavoro. Ho mandato a puttane diversi lavori causa la stronza di anoressia. Un po’ perchè ero talmente dannatamente flashata da tutte le mie seghe mentali che non facevo a modino le cose che sarei stata tenuta a fare; un po’ perchè io avevo i miei rituali del cazzo da ottemperare, e me ne fottevo se lo svolgere uno qualsiasi di questi rituali mi faceva arrivare a lavoro con mezz’ora o più di ritardo; un po’ perchè quand’ero veramente sotto-peso collassavo ogni tre due e dunque non ero in grado di fare quel che avrei dovuto (una volta son svenuta proprio mentre ero a fare una passerella, e menomale che era di secondaria importanza, mi son ripresa e c’era lo stronzo di turno che da una pate mi porgeva un bicchiere d’acqua e intanto diceva “Sei licenziata”. Da comiche, davvero. Da tragicomiche, ripensandoci.). Conclusione: ti fotti il posto di lavoro. Con la cazzo di anoressia di lavorare in maniera senziente e continuativa te lo scordi proprio.

    La salute. Che fa un po’ ridere considerato che sono io che lo scrivo, può sembrare che ci vado giù pesante d’ipocrisia con tutto quello che mi son fatta, ma razionalmente lo penso davvero. Con la stronza di anoressia non puoi procreare (non che volessi, ma con i danni che mi sono arrecata adesso non potrei più neanche se volessi), devi stare attenta a come ti muovi (perchè hai un’osteoporosi fottuta), e reni e fegato e compagnia bella se ne vanno a puttane. Devi stare a raccattare i pezzi che neanche fossi una 90enne, mentre i tuoi coetanei fanno di tutto e di più. Se non è una limitazione questa…

    • Hai completamente ragione. Non posso parlare di lavoro, ma sto sicuramente sputtanando l’università causa disturbi alimentari, e ho mollato tutti i miei lavori part-time perchè finivo col mandare a puttane anche quelli per dedicarmi al mio rituale bulimico.
      E per quanto riguarda la salute. Beh. Hai già detto tutto.

  4. condivido pienamente quello che avete scritto. anche io faccio davvero fatica a concentrarmi mentre studio perchè c’è una parte di me che si agita come un drogato che da troppo tempo non si fa una dose… e sembra di impazzire. i disturbi alimentari ti fanno rinunciare davvero a molto… io non ricordo più che gusto abbia un gelato o come sia uscire tranquillamente con gli amici per una pizza, non ho più cucinato torte e dolci ( cosa che io ho sempre amato fare prima ) e ho dovuto rinunciare a battesimi, matrimoni perchè solo l’idea del pranzo dopo la cerimonia mi terrorizzava! e come se non bastasse non c’è solo da considerare l’aspetto del cibo ma anche tutti i riscontri psicologici che si nascondono dietro e che personalmente rendono la vita un inferno in cui la felicità è qualcosa di irraggiungibile

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