Che cos’è un Binge

Back to the basics.

Ero su YouTube, intenta ad iniettarmi la mia dose quotidiana di eating disorder porn, quando mi imbatto in questo video. (Chiariamo: questa tipa non sono io. So che da come appare il post sembra che io abbia messo un video del mio stomaco. Non lo farei mai.  NON SONO IO)

Ora. Tralasciamo per un momento la questione “perchè diavolo questa cinesina (no aspetta, racism is not acceptable) questa tizia mette su YouTube un video della propria panza”, tralasciamo in toto il discorso dell’esibizionismo e cerchiamo di sopprimere l’odio istintivo verso questa novella showgirl dei disturbi alimentari – ne parliamo un’altra volta, okay? Promesso.

Quello che voglio chiarire in questo post è: quello non è uno stomaco post-binge. O perlomeno, non post-binge se per binge (o abbuffata, che dir si voglia) intendiamo il binge di una persona seriamente impantanata nella bulimia.

Che cos’è un binge?

So che non ha molto senso cercare di dare una definizione standard, dire un binge sono tot calorie assunte in tot tempo. La definizione da manuale è “l’assunzione in un tempo limitato di una quantità di cibo superiore a ciò che la maggioranza degli individui consumerebbe nello stesso periodo di tempo“.

Grazie al cazzo. Detta così, le mie abbuffate bulimiche e il pranzo di Natale a casa di mia nonna rientrerebbero nella medesima categoria – e vi assicuro che le dodici portate di delicatessen natalizie che cucina mia nonna, per quanto costituiscano una montagna di cibo, non hanno niente a che vedere con le mie abbuffate.

Lasciate che vi dia la mia definizione. Un binge, a differenze di “mangiare un po’ troppo”, è il risultato di una totale perdita di controllo e di una compulsione.

Vediamo ciò che solitamente che avviene durante un binge, nel senso bulimico del termine:

– punto primo, la persona mangia in maniera isterica, iper-veloce. Quello che la definizione da manuale formula come “in un tempo limitato” si può tradurre in modo più realistico con: in otto secondi la persona bulimica ingurgita quello che voi mangereste in un’ora. A volte non fa nemmeno in tempo a masticare, e grossi bobboni di cibo le rimangono incastrati in gola e le fanno mancare il fiato.

– punto secondo, la persona mangia qualsiasi cosa le capiti a tiro. Si inizia con le cose decenti ovviamente, e preferibilmente tutto ciò che è iper-calorico e iper-junkfood (poi ogni bulimica ha i suoi binge food preferiti, ma dubito che ne troverete una che vi dica che ama abbuffarsi di lattuga); ma poi l’isteria ha la meglio. Si mescolano i cibi, passando dai biscotti con la crema al formaggio stagionato in un nano-secondo. Si mangia cibo mal cotto (ho deglutito a fatica una quantità innominabile di cibo non propriamente scongelato). Quando le cose decenti finiscono, si passa a qualsiasi altra cosa sia a portata di fauci, che si tratti di panna acida o preparato per polpette. O cibo d’altri – perchè durante un binge non c’è razionalità che tenga, e la compulsione batte gli scrupoli morali contro il rubare dai propri coinquilini (ergo, mai condividere casa con una bulimica e, se si è bulimica, mai condividere casa con nessuno). Ma anche cibo scaduto, cibo nella spazzatura; tanto chissenefrega del gusto.

Ecco questa è la chiave: ad un certo punto, chissenefrega del gusto. Una persona non si abbuffa perchè non riesce a resistere alla tentazione del cioccolato. Magari l’abbuffata può iniziare così, con un innocente pezzo di cioccolato – non è l’inizio dell’abbuffata che dimostra la compulsione, ma tutto quello che succede dopo, che va ben al di là di essere dei golosoni e non sapere resistere una voglia.

– punto terzo: la persona non riesce a smettere, e spesso mangia fino a stare male. Chi non ha mai vissuto un serio episodio bulimico non ha idea di cosa significhi mangiare fino a stare male; e non ha nulla a che vedere con la fastidiosa sensazione di pienezza post-pranzo natalizio. Mangiare fino a stare male vuol dire non riuscire più a stare in piedi, camminare, ma nemmeno a stare distesi, nè proni nè supini. Vuol dire non riuscire a respirare, e rigurgitare continuamente. Mi è capitato un paio di volte che mi facesse perfino male la pelle da quanto il mio stomaco era gonfio – quindi no, niente a che vedere con lo stomaco della cinesina.

Non dico che ogni binge arriva necessariamente agli estremi di mangiare cibo marcio e non riuscire a respirare, ma in un modo o nell’altro tutti e tre i punti sopra-elencati sono sempre presenti.

Ora. Io il perchè non lo so. Posso cercare mille contorte spiegazioni, di solito piuttosto personali: la verità è che durante un binge la mente perde qualsiasi barlume di ragione e passa in modalità puro-irrazionale. Per richiamare il paragone fra bulimia e cocaina, è come se si fosse sotto l’effetto di qualcosa, e la mente logico-pensante fosse semplicemente andata a puttane.

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21 thoughts on “Che cos’è un Binge

  1. Semplicemente, grazie per questo post.
    Io il binge finora effettivamente lo conoscevo solo tramite definizioni da manuale. O tramite persone che ho incontrato in clinica, ma che non avevano mai parole per spiegare cosa gli succedesse in quei momenti.
    Perciò, soltanto, ti ringrazio per avermi permesso di poter permeare almeno un pochino anche questo aspetto dei DCA.
    Non posso certo dire che capisco o che comprendo, sarebbe ipocrita perchè non si può davvero capire o comprendere un qualcosa che non si è vissuto, e io fortunatamente questo non l’ho vissuto… però, per lo meno, almeno quasto post mi fornisce l’impulso per provare ad addentrarmi un pochino, per provare a vederci qualcosa, per fare uno sforzo di comprensione. E questo credo sia importante. Perchè per quante facce possa avere la grama medaglia dei DCA, ce n’è una comune a tutte le sue forme: il dolore.

    • E’ proprio una bella cosa che pur non avendo mai vissuto un binge cerchi di capire cosa sia. Davvero. Hai ragione quando dici che è importante cercare di capire, se tutti cercassero di capire senza giudicare e cercare di risolvere secondo il loro giudizio forse sarebbe anche più facile venirne fuori.

  2. ahahah. Se la pancina della tizia nel video é da post-abbuffata, allora la mia cos’é? Ho appena fatto un’abbuffata di quelle toste, da stare male. Ho appena vissuto uno di quei momenti in cui, come dici tu, la mia mente da ragazza studiosa e che tutti sembrano trovare molto intelligente, é passata in modalità “irrazionale”. Ora sembro incinta all’ottavo mese, ma ho le gambine magrissime e braccine. E il culo piatto (ancora per poco, se continuo così)
    Grazie per questo post. Ho passato un viaggio in treno dicendomi “stasera non ti abbufferai, puoi farcela, non mangiare” e ovviamente ci ho dato dentro. Mica come la cinesina.
    complimenti per il sito, lo seguo da un po’ 🙂

    • Sì immagine perfetta – incinta e scheletrica. Quello è un post-binge.
      Più leggo quello che dicono in giro sui binge più mi incazzo. Oggi ho letto – ogni persona ha un’idea diversa di un binge, per qualcuno una fetta di pizza può essere un binge. E penso – okay, per qualcuno una fetta di pizza può essere mangiare-troppo, ma non è un binge. Non relativizziamo troppo. Se sei anoressica e vomiti qualsiasi cosa sopra le 300 kcal hai un disturbo alimentare, ma non hai idea di cosa sia un binge.

      Grazie per seguire il blog! Aspetto i tuoi commenti.

      • Lascia stare…certe cose non le posso sentire pure io! commenti da amiche magre e sane che ti dicono “mi faccio schifo iiiih quanto ho mangiato” dopo aver mangiato un tubetto di smarties e due righe di cioccolato…per non parlare di quando magari io voglio raccontare a un’amice del binge e questa non mi crede,e minimizza, solo perché sono magra…povere noi! per questo mi piace il blog…certo! a presto

        • Hai scritto le cose così come stanno, senza scorciatoie e abbellimenti vari. Concordo pienamente è una grandissima stronzata, eppure essendo ciò controlla,limita o meglio manda a puttane la tua vita, gli anni più belli, quello in cui le uniche preoccupazioni dovrebbero essere come vestirsi per uscire con il ragazzo che ti piace, come rimediare un brutto voto a scuola piuttosto che essere ossessionata 24 ore su 24 dal cibo. È da 4 anni che sono impantanata in queste sabbie mobili, prima anoressia poi bulimia non purgativa, e ora boh una dca nas clinicamente, io con un’auto diagnosi direi un binge ancora normo peso,con una mentalità che è rimasta indietro negli anni. Il punto è che ho 18 anni e sto rischiando di perdere l’ultimo anno di scuola, vengo da il terzo hanno di superiori con ben 49 assenze e il quarto 4mesi di assenze, fortunatamente me la sono sempre cavata e ora sarebbe un peccato buttare tutto all’aria continuano a ripetermi i miei.. Mi sono dilungata un po’ troppo ma leggerti mi ha spinto ad aprirmi, dato che sono esausta di nascondere l’impossibile. Un abbraccio forte e grazie a te per aver creato questo blog!

            • Ti ringrazio e lo auguro anche a te! anche se, spesso come scrivi tu in un post, penso che senza il disturbo alimentare avrei difficoltà a gestire il tempo, ‘abituata’alla presenza costante della malattia, ma sono pensieri illogici come del resto lo è il disturbo.

  3. M’infilo in questo post come fossi dal confessore.
    Una mia perversione è fare la spesa virtuale dei sogni, riempire il carrello di schifezze. Lo faccio anche dal “vivo”.
    Giro nei supermercati ad osservare, annusare, bramare, tutto quello che non riesco a mangiare serenamente.
    Sbircio nelle spese altrui.
    Come fanno a non pensarci?

    Mi andava di scrivertelo.
    So che comprenderai.

  4. il tuo blog mi fa orrore e allo stesso tempo mi rincuora.
    a volte siamo la stessa persona! non so se ho capito male,ma mi pare che anche tu abiti in uk. come me.
    come me che sono stata anoressica e poi bulimica e ancora sto messa cosi’. pero’ sto guarendo,come te.
    a volte ci credo a volte e’ troppo difficile. a volte provo a spiegarlo alla gente, a volte la sola idea che qualcuno non capisca (e non capiscono!) mi terrorizza al punto che anche tentare di spiegare e’ inutile.

    ti mando un abbraccio

    x

    • Lo so – è strano anche solo pensare che qualcuno possa vivere le stesse cose, perché sembra che nessuno fra coloro che ti (mi) circondano le capisca. Anzi, dirò di più, sembra che tutti quelli che ti (mi) circondano le trovino stupide o disgustose.
      In questo momento mi sto identificando con te più di quanto forse dovrei. Però capisco 🙂

  5. Oh mamma, sarò pure crudele e insensibile ma appena ho finito di vedere il video sono scoppiata a ridere. Che roba… Grazie per il tuo blog, di nuovo 🙂

  6. …hai descritto bene l’abbuffata bulimica, complimenti.
    Una cosa, però…
    se si cerca bene in noi stessi, si sa molto bene PERCHE’ si entra in quel loop…
    Bisogna avere il coraggio di ammetterlo e di rinunciare a una pratica di per sé gratificante. Si, hai letto bene: gratificante. E non sto qua a spiegare il perché della mia definizione.
    E’ proprio come per una droga. O dipendenza qualsiasi.
    E, si, si può uscirne. Anche da soli. Quando si smette di auto-commiserarsi.
    Dobbiamo deciderlo noi.
    Bacio
    A,

  7. ps per me è stato come dicevi tu, la causa, l’hai detta in una frase:
    “incinta e scheletrica”
    E basta questo a definire la mia storia.
    Che oramai, ho accettato. Ho accettato e il disturbo se n’è andato. Si ripresenta qualche volta, ma sono io a dominare.
    Bacio ancora.
    A.

  8. io non so chi tu sia, non ho neanche letto la data degli articoli, nulla, ma cavolo, sappi che porco di quel cane ti do ragione su ogni fottuta cosa in questo blog! Davvero GRAZIE tutti dovrebbero sapere quanto la vita da dca non sia la classica visione della ragazzina esile e delicata che vuole essere leggera come una graziosa farfallina, o della donna in crisi che segue i modelli dei mass media, ma piuttosto l’opposto; perchè questa cosa ti toglie ogni minimo residuo di femminilità , ti rende un cazzo di sporco animale affamato (anzi, no, sto offendendo gli animali paragonandoli a noi)…davvero grazie, grazie, nessuno parla mai di quanto possiamo deturpare una bella torta, del nostro potere annientatore sul cibo, di quanto questo sia disgustoso..è stupido da dire ma davvero mi sento meno sola

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