Nuove tendenze di alimentazione disturbata

Una volta c’era l’anoressia – ed era una malattia seria. Non un disturbo o un disordine. Una malattia di quelle per cui ti chiudono in manicomio insieme ad un branco di schizofrenici all’ultimo stadio, e lì rimani fino a che non ricominci a mangiare. Altro che behavioural therapy.

Poi la scienza della mente si evolse, le malattie mentali cambiarono, comparvero nei registri ospedalieri nuovi disagi che magari non avevano mai ucciso nessuno, ma certo erano indice di un comportamento anormale, che nessuno dovrebbe nemmeno sognarsi di mettere in atto. Infilarsi le dita in gola, per esempio. Compare la bulimia.

La linea fra normale e patologico, ovviamente, è una lina molto sottile. Finché si trattava di anoressia, era semplice. Non mangi = dimagrisci fino ad essere pelle ossa = anoressica. Ora vengono diagnosticate come anoressiche anche ragazze4ì normopeso, che pesò attuano comportamenti anoressici (ecco, questa io non l’ho mai capita tanto. Non dico che bisogna tutti arrivare ai trenta chili prima di essere curati, ma non è neanche possibile che girino su questa terra persone che sono definite dai medici “anoressiche da tre settimane” o giù di lì).

Comunque, il mio punto non è questo. Con il passare dei decenni, a quanto pare, questa linea fra il normale e il patologico sembra assottigliarsi sempre di più. Credo sia una questione di benessere: con l’aumento del benessere medio abbiamo tempo di rincorrere anomalie che in altre epoche sarebbero passate inosservate o castrate sul nascere. Poi ovviamente c’è il fatto che avere un qualche problema psicologico è trendy. O forse stiamo semplicemente inventando un sacco di nomi nuovi per cose che facciamo da sempre.

Così, recentemente, nasce il binge eating disorder, che prima era semplicemente chiamato “essere ciccioni”. Chi soffre di binge eating disorder ha tuttora difficoltà ha convincere il pubblico che si tratta di un problema patologico e non di semplice gola. C’è da dire che, da quando è stato scoperto/inventato, il binge eating disorder è diventato la scusa ideale per tutti i weight watchers falliti, patologici o meno. Io, personalmente, non me la sento di dire che il binge eating disorder è una stronzata, non lo credo, è una addiction seria come lo sono tante altre.

Non finisce qui. Sembra che il vocabolario dei disturbi alimentari sia destinato ad ampliarsi ad infinitum: nascono ogni anno nuovi termini, nuove malattie. Per un po’ pensavamo di essercela cavata con gli EDNOS, disturbi alimentari non meglio identificabili. Ma poi hanno voluto identificare anche gli EDNOS, non tutti, ma almeno qualcuno.

Ecco una lista dei Novissimi Disturbi Alimentari

– La Night Eating Syndrome, che ti fa alzare dal letto nel pieno della notte per andare ad abbuffarti. Boh, personalmente non credo che ci fosse bisogno di un nome specifico, bastava solo dire binge o bulimia durante la notte. Se tutto questo mentre continui a dormire, però, il nome cambia, e diventa Sleep-related Night Eating Syndrome, ed è anche molto più interessante.

– L’Ortoressia, ovvero l’ossessione per cui tutto ciò che mangi deve essere assolutamente sano e pulito, devi seguire un’alimentazione perfettamente bilanciata, insomma, il più ovvio degli ocd sul cibo, a mio parere.

– Il Picacismo, il disturbo alimentare che consiste nel mangiare costantemente oggetti non commestibili, dal metallo ai sassia, alla carta, e che ormai sta diventando una star della tivù tanto quanto anoressia e bulimia. Avete mai visto, per esempio, il programma di Channel Four (non so se lo danno in Italia) My Strange Addiction? Oltre a trattare di una serie di strani comportamenti che creano dipendenza, un episodio su due contiene dei casi di picacismo.

 

Drunkoressia, ovvero smettere di mangiare e assumere tutte le calorie che ti permettono di vivere tramite l’alcol. Di solito, è una specie di anoressia un po’ più socievole, che usa l’alcol per partecipare ad occasioni sociali nonostante non si possa partecipare a quelle che coinvolgono cibo.

Anoressia Atletica, la chiamano, e sarebbe l’addiction a fare esercizio fisico, come modo per bruciare tutte le calorie che si assumono.

Bigoressia, che, per una volta, colpisce principalmente gli uomini. E’ il disturbo alimentare dei body builders, che comporta il non vedersi mai abbastanza muscolacciosi, sembrarsi sempre troppo magri e fragili, e di conseguenza fare esercizio fisico in maniera compulsiva ma soprattutto assumere dosi preoccupanti di proteine e perfino steroidi.

– qualcuno parla anche della Pregoressia, disturbo per cui alcune donne incinte cercano di non prendere i chili necessari in una gravidanza. Mah.

– un’ultima che è di solito inserita nella categoria dei disturbi alimentari, anche se io personalmente non la definirei proprio tale, è la Prader-Willi Syndrome, una malattia ereditaria per cui i soggetti che ne soffrono hanno un appetito che non possono mai placare. Se non vengono controllati, a quanto pare, possono letteralmente eat themselves to death. Ma questa, a me pare, è una cosa un po’ diversa dai disturbi alimentari.

Scusate il post da libro di scuola, ma visto che mi sono trovata a leggere articoli con centinaia di queste diverse definizioni, h0 pensato fosse interessante fare un riassunto. Ora, io non so se tutti questi nomi servono davvero a qualcosa, se queste sono tutte effettive malattie, o quanto pericolose sono. Insomma, finché chi ne soffre ritiene che siano un disagio, beh, tanto vale cercare di curarlo immagino. Se domani decidessi di volere i capelli verdi e mi ossessionassi così tanto da farmi la tinta ogni due ore, beh, forse non sarebbe una malattia con un nome preciso, ma credo che dopo un po’ vorrei essere aiutata comunque.

Comunque, ne conoscete altri?

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7 thoughts on “Nuove tendenze di alimentazione disturbata

  1. Da quel che so la Drunkoressia viene chiamata anche “Enoressia”, anche se poi quest’ultima sembrerebbe legata al vino.

    In realtà credo che il fatto di dare un nome ad un disturbo sia più legato ad una questione di “riconoscere” un problema che, come probabilmente saprai, è il punto basilare per una terapia.
    E’ una questione, a mio parere, di collegare terapie (o cercarne di nuove) per un determinato malessere.

    Il BED o l’anoressia non possono essere curati allo stesso modo, l’ortoressia e il picacismo neppure. Probabilmente avranno dei tratti comuni, ma si distingueranno (già all’interno dello stesso disturbo troviamo elementi diversi a seconda dei malati).

    E credo che il fatto che gli studi psichiatrici si evolvano, trovino ed identifichino nuovi disturbi, sia solo una cosa buona che permette di trovare ancora prima delle terapie adeguate grazie al “raggruppamento” di quelle tentate per quel disturbo specifico.

  2. Anoressica, bulimica, anoressica, bulimica, ortoressica (ortobulimica direi).
    Ho pure questo ormai, maledetta cultura sul cibo sano.
    Ho paura di ammalarmi se non seguo una dieta sana, ho paura dei latticini, della carne, dello zucchero, dei cibi lavorati, ho incanalato l’ansia dalle calorie alla salute.
    Ora alterno fasi di cibo sano e settimane di sfogo con cibo spazzatura, con conseguente senso di colpa tipico della bulimia. Sto peggio che mai e, nemmeno a dirlo, l’ossessione è quadruplicata.
    Fossi incinta avrei pure la progoressia o come si chiama.
    Sono inguaribile (e adoro il tuo blog).

    • Ahhhhh capisco benissimo. E mi hai fatto venire in mente che ci voglio anche fare un post su questo, cioè, sul mangia-sano-che-la-bulimia-ti-passa. Ti darò tutti i credits del neologismo ortobulimica.

  3. ne so un altro
    vomitarsi in bocca e ruminare il cibo pe diverso tempo e alla fine vomitarlo del tutto,sputarlo
    in clinica se ne sentono di tutti i colori.

  4. Pingback: 10 stereotipi e idee errate sui disturbi alimentari | Trappola per Topi

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