DCA e Celebrities

Allora. Mi stanno girando i coglioni. Ma davvero.

Guardo un po’ di tivù l’altro giorno e tah! Mi sparano che Lady Gaga soffre di anoressia e bulimia da quando aveva quindici anni. Non soffriva. Non una o l’altra. Soffre di anoressia e bulimia, da un decennio. Ho trovato un articolo a caso che riporta la news che ho visto in tivù, eccolo qui.

Ne salta fuori una ogni mese, a me pare, una celebrity che soffre di disturbi alimentari, che sta combattendo duramente contro la bulimia o l’anoressia, che si fa ricoverare in qualche clinica da miliardari. Esempi famosi sono l’adorabile Lindsay Lohan, Nicole delle Pussycat Dolls, Amy Winehouse, dalle nostre parti Ambra Angiolini e perfino Federica Pellegrini. E non dimentichiamo Snooki di Jersey Shore.

Ora. Io so che in ambiente come quello dello show business viene data ancora più importanza all’immagine, ed è quindi assai probabile che un fracco di gente finisca prima o poi per ficcarsi le dita in gola nel tentativo di essere all’altezza del proprio lavoro o della propia celebrità. Io non voglio sostenere che tutte queste vip stessero dicendo stronzate, che non abbiano avuto disturbi alimentari. Ma ci sono vari livelli di disturbi alimentari. E se queste tizie se ne stanno sullo schermo a mostrare i loro corpicini semi-nudi, beh, di disturbi alimentari più di tanti non ne hanno.

Mi pare, più che altro, che i disturbi alimentari facciano notizia, diventino qualcosa da paventare grottescamente per finire sulla prima pagina delle riviste. E questo è odioso.

E ne ho sentite di storie di ragazze con disturbi alimentari (e mi sono ripetuta la mia fin troppe volte) e vi assicuro che, chi arriva a stare veramente male, prima o poi manda qualcosa a puttane. Non continua a fare tour e partecipare a serate mondane mostrando le proprie ossa e rilasciando interviste sui disturbi alimentari. Più probabilmente, invece, non esce tanto di casa, si vergogna di sè e vive per il disturbo alimentare.

Quello che voglio dire, fondamentalmente, è: non volgarizziamo troppo i disturbi alimentari. Non tutti soffrono di disturbi alimentari, o perlomeno non tutti soffrono di disturbi alimentari con la stessa gravità. Notiamo la differenza. Altrimenti finisce, come al solito, che mangiare un po’ meno ed essere anoressiche diventa la stessa cosa, e finisce soprattutto che io e Lindsay Lohan abbiamo lo stesso problema, quando io non esco dalla mia stanza e lei va a fare shopping con Nicole Richie e paparazzi al seguito.

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8 thoughts on “DCA e Celebrities

  1. Esatto, funziona così ora: Lady Gaga che è famosa diventa un piccolo simbolo della lotta contro i disordini alimentari, mentre tu che non sei nessuno, soffri in silenzio, mangi cibi light mentre tutti intorno a te pensano che stai solo facendo una semplice dieta. E il tuo sincero e veritiero blog non lo caga nessuno, mentre la foto del suo culo finisce in prima pagina.

  2. cosa fa federica pellegrini quando non si allena?
    mangia e vomita pavesini!
    ahah
    se è vero,è la pubblicità è davvero di cattivo gusto.e poi vorrei vedere che gran prestazioni sportive darebbe…

    • infatti mi sembra strano onestamente. magari in passato, magari è solo un gossip. però non si sa mai, alla fine i disturbi alimentari sono diffusi in molti sport, nonostante le atlete abbiano comunque bisogno di molte energie.

      • Allora che io sappia è una cosa di qualche anno fa quando ha cambiato allenatore. Ora però dovrebbe essersi ripresa cioè non so quando uno ci si possa riprendere dipende da come dici tu, dalla gravità del dca

  3. Andrebbe scritto un post sul fare coming out riguardo al proprio dca.
    Conviene? Non conviene? Essere franchi ed aperti con gli altri aiuta?
    Su siti web a riguardo ho sempre letto che bisogna parlarne con le persone care, famiglia, amici, dottore. Che parlarne aiuta.
    Per la mia esperienza, è l’esatto opposto.
    La famiglia non ha mai capito, semplicemente si è rassegnata che io sono così, amen.
    I “cari” amici…beh, quando hai 15 anni si interessano con candore ed ingenuità al tuo problema, più spinti da quel senso di soddisfazione per il proprio ego che ti spinge a fare il crocerossino quando sei piccolo. A 25 li stessi se ne fregano ampiamente. Anzi, qualche “amica” pure fa la battuta se ti vede dimagrire/ingrassare. Questi quelli che restano. Ad altri sei costretta a spiegare che hai una dca perché sei semplicemente fuori di testa in alcuni periodi e nonostante tutti gli sforzi per sembrare normale si nota lontano un miglio che non stai bene. Non stai bene per mesi, ti chiedono che cosa non và. Tu glielo spieghi, perché ti senti in colpa, perché il dca sta rovinando anche l’amicizia appena nata, perché vuoi giustificare quanto si stronza e non vorresti esserlo. Glielo spieghi e poi si allontanano, “Ah, mi dispiace”..sono quelli che non sentirai mai più.
    A lavoro è un dramma. Sei discriminato, punto. Ed il problema per chi è malato da più di metà della propria vita è che non si sa più nemmeno Che Cosa faccia notare agli altri che non stai bene. Viene meno pure la consapevolezza di come si faccia ad apparire normali. E questo allontana le persone e basta.
    Le star sono star, fanno soldi e basta proprio perché qualunque cosa dicano o facciano suscita il voyeurismo della gente annoiata. Ma in fondo quando sei milionaria puoi permetterti di raccontare di tutto, mica ti presenti al provino dicendo “ehi, sono bulimica, saró un simbolo per milioni di ragazzine”.
    Un consiglio, per la mia esperienza, è: tenetevelo per voi il vostro problema, parlatene solo con chi è psicologo o medico ed è tenuto al segreto professionale. Al resto del mondo, che voi abbiate un dca, frega poco, anzi, niente. E se vi sarà l’occasione, useranno il sapere che avete un dca contro di voi. Come chi viene additato dicendo: “quello è un tossico”.
    Non fidatevi di raccontarlo in giro.
    Del vostro dca, non frega nulla a nessuno.

    • Ho scritto un post sul fare coming out, anni fa ormai.
      Sinceramente fare coming out a volte funziona e a volte no. Bisogna trovare persone e parole giuste. E poi credo bisogna capire anche che le altre persone non ci saranno sempre per noi, che ci ascoltano ma poi dobbiamo uscirne da sole. Le mie amiche se ne fregano se mi vedono ingrassare o dimagrire, ma poi mi ascoltano se voglio parlare o se ho bisogno che mi accompagnino a una sessione di terapia. Questo mi sembra sufficiente. Le persone ti possono stare vicine, non possono toglierti le dita dalla gola.

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