Stereotipi sui Disturbi Alimentari

“Soffro di Bulimia” Pausa. “E’ quella che vomiti, no?”

C’è sempre qualcosa di assolutamente sinistro nel fare coming out e scoprire che idee strampalate hanno gli altri dei disturbi alimentari. I mille stereotipi dei disturbi alimentari, costruiti da media a cui fa comodo concentrarsi su certi aspetti del problema e che non hanno voglia né tempo di andare un po’ più a fondo.

Questi stereotipi mi uccidono un po’ ogni volta. Ogni volta mi trovo a doverli distruggere uno ad uno, a spiegare alla persona con cui ho deciso di aprirmi che io non sono quello che dicono delle bulimiche in televisione, che i disturbi alimentari non sono così. E so, in fondo, che ogni volta un po’ fallisco, e tal persona pur cercando di credermi rimarrà sempre convinto che io da quel momento rientri in una nuova categoria, quella del falso stereotipo della bulimica.

In breve, diventa mille volte più difficile ammettere di avere un disturbo alimentare – e credetemi, succede spesso di rinunciare a cercare aiuto non solo perchè ci si vergogna ad ammettere che si vomita, ma perché non si vuole passare per una ragazzina viziata.

Voglio mettere qui un tentativo di lista di alcuni di questi stereotipi. So che c’è del vero in ogni stereotipo, non sono un’idiota. So che per qualcuno i punti di questa lista saranno realtà. Quello che cerco di dire è che non valgono per tutti e non sono caratteristiche portanti della malattia.

– “voglio essere magra come …”, insomma gli idoli di magrezza. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Il “voglio essere magra come (attrice/modella/altro)” è molto spesso una stronzata. E’ vero che “voglio essere magra”, ma l’ideale di magrezza va ben al di là di quello nutritomi dalla televisione.

– “voglio essere bella”. Sì, voglio essere bella, come qualsiasi altra persona credo. Ma non voglio essere magra esclusivamente per essere bella. Molte persone con i disturbi alimentari fanno fatica a riconoscersi nello specchio se non sono magre: non vogliono diventare belle, vogliono dimagrire per ritenersi accettabili, quindi in un certo senso credersi belle. Ma non più nè meno di qualsiasi altri individuo – solo, in maniera patologica. E la magrezza diventa più importante della bellezza, tanto che continuano a dimagrire anche quando sanno che per parere di popolo sono ritenute brutte.

– che siamo tutte donne e quindicenni, possibilmente emo. Queste, si sa, sono semplicemente balle. E balle gravi: pensare a queste malattie come problemi da quindicenni è un modo per sminuirle, prenderle meno seriamente, farle rientrare nella categoria degli scompensi ormonali.

– che pesiamo tutte trenta chili. Le fasi peggiori della mia bulimia sono state quando il mio peso raggiungeva i suoi massimi storici, per dire.

– che io controllo il mio disturbo alimentare. Magari. Una volta, all’inizio, ammetto di aver scelto consciamente di smettere di mangiare, o di iniziare a vomitare. Ora non ho scelta. Il disturbo alimentare controlla me. Questa è una delle cose più difficili da far capire – ed è comprensibile, se uno vuole essere magro e non mangia, beh, è facile credere che lo faccia apposta. I disturbi alimentari si radicano nel mondo delle paure irrazionali, dei comportamenti compulsivi e via dicendo. Credetemi, non posso semplicemente smettere, altrimenti l’avrei fatto.

– che è una cosa passeggera. Che soffri di bulimia per un paio d’anni, poi metti la testa a posto. Di nuovo, magari. Per alcuni sarà così, forse, beati loro. Nella maggior parte dei casi, ci si mette anni a guarire, devi combattere ogni giorno per anni, e anche chi guarisce ammette di essere ancora ossessionato.

– che non è una cosa seria. Come se stessi semplicemente facendo una strana dieta, e sono un po’ una rottura di palle a pranzo ma per il resto sono a posto. Odio dirlo, ma i disturbi alimentari invadono ogni aspetto della vita, diventano un’ossessione continua. Si tratta, in poche odiose parole, di una parte fondamentale della mia vita e della mia persona.

– (per la bulimia) che ogni volta che mangio qualcosa poi lo vomito. Per alcuni sarà così, per molti altri il vomito è preceduto da un binge. Odio il fatto che se mangio una mela e poi vado in bagno la gente mi segua per sentire se la sto vomitando. Non funziona così.

– che ho subito molestie sessuali da bambina. Ma per favore, Freud è ormai superato, non lo sapevate?

– (suggerito da Veggie)  che “basta che riprendi i chili che hai perso, così poi sei guarita”, come se fosse una questione di peso, quando è una questione di testa. E (come dice Jonny) che è solo una fissazione, basta avere un po’ di volontà per uscirne.

– (suggerito da Veggie) che “hai una famiglia disfunzionale. Chi ha un DCA ha sempre alle spalle una famiglia disfunzionale”. Totalmente d’accordo con Veggie su questo. E’ vero in un caso su cento. Smettiamola con queste soluzioni facili alla Freud.

– (suggerito da Veggie) come in apertura del blog, la cantilena “la bulimia? è quella che vomiti no?”, e la sua esatta controparte “l’anoressia? è quella che non mangi niente, no?”. No. E che l’anoressia sia solo un problema col cibo, in generale, come se uno decidesse solo di non mangiare e tutto finisse lì. Il cibo è solo un sintomo.

– (suggerito da Veggie) che l’anoressia è una dieta finita male. Forse, in alcuni casi. Ma tutte le donne di questo mondo iniziano una dieta, il 2% diventa anoressica. Dev’esserci qualcosa in più.

– (suggerito da Veggie) come ho scritto qualche post fa, che le anoressiche si vedano obese. Il body dismorphic disorder non funziona esattamente così.

– (suggerito da Veggie) che ogni anoressica è una perfezionista. Pazzesco come queste teorie stentate ci mettano un attimo a diventare generalizzazioni, e ancora meno a diventare stereotipi.

– (suggerito da Veggie) che la bulimia è peggio dell’anoressia, perché almeno non vomiti. Io questo non l’avevo mai sentito, sinceramente. Avevo sentito il contrario, che la bulimia sia meglio dell’anoressia perché almeno mangi. Mah. 

– (suggerito da Jonny) che l’anoressia è solo il capriccio di bambine viziate che non sanno cosa significhi stare male veramente.

– (suggerito da Jonny) come ho scritto in qualche post fa, che è tutta colpa della moda, e della società che impone modelli di bellezza emaciati e scheletrici.

– (suggerito da Jonny) che i disturbi alimentari non funzionano come le altre dipendenze, che sono cose serie e chi ne soffre va aiutato. Chi soffre di disturbi alimentari vuole solo essere magro.

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9 thoughts on “Stereotipi sui Disturbi Alimentari

  1. Assolutamente vere le cose che scrivi, rientrano perfettamente in quello che la “gente media” – ovvero chi non ha mai avuto un DCA, e spesso non ha neanche mai avuto a che fare con una persona che ha un DCA – pensa a proposito dei disturbi alimentari.
    Già che ci sono, aggiungo qualche altro luogo comune che, in quanto anoressica, mi sono sentita dire da gente che di anoressia non ne capive una beata mazza.
    *Cose che mi sono state dette sul serio – No fiction*
    1) “Basta che riprendi i chili che hai perso, così poi sei guarita” – Vorrei davvero che fosse così easy, una mera questione di peso. Allora sarei già guarita, tra l’altro. Io credo che una persona possa essere anoressica anche a 70 Kg, perchè è tutta una questione di testa… di come ti SENTI, non di come effettivamente SEI.
    2) “Hai una famiglia disfunzionale. Chi ha un DCA ha sempre alle spalle una famiglia disfunzionale” – Può essere vero in alcuni casi… ma nella maggior parte dei casi, anche basandomi su me stessa e sulle persone che ho conosciuto, erano per la maggior parte persone che avevano alle spalle una famiglia in gamba.
    3) L’esatta controparte di quello che hai scritto tu: “Soffro di anoressia”. “Ah, è quella che non mangi niente, no?”. – No.
    4) “Sei diventata anoressica perchè hai fatto una dieta che poi è andata a finire male. Tutte le anoressiche iniziano perchè vogliono perdere qualche chilo, e poi esagerano” – Sì, tutte, proprio… si vede che ne conosci tante. Ma dove?? Sono sempre stata nel basso normopeso, figuriamoci se facevo la dieta per… per che cosa?
    5) “Anoressia? Ah, cioè hai un problema col cibo!” – Se si limitasse a questo, sarebbe una gran bella cosa. Credo che i veri problemi di chi ha un DCA vadano ben al di là dell’alimentazione.
    6) “Le anoressiche si guardano allo specchio e si vedono grasse anche se pesano 40 chili” – Nessuna persona con problemi di anoressia che pesi 40 chili si vede grassa… ha problemi di anoressia, mica di vista! Poi, può pure voler continuare a dimagrire, o meglio, a restringere l’alimentazione per sentirsi in controllo, per quelle che sono le dinamiche mentali che scattano con la malattia, ma non lo fa certo perchè si vede grassa!
    7) “Ma se sei anoressica, allora mangi solo frutta e verdura, vero?” – Direi che si commenta da sè.
    8) “Come tutte le persone anoressiche, sarai una perfezionista” – Personalmente, no. Ma ognuna è fatta a modo suo, come si fa a generalizzare una caratteristica caratteriale associandola a una malattia?
    9) “Meglio l’anoressia che la bulimia, è meno pericolosa, perchè non vomiti” – Hmmm, dev’essere per questo che chi ha l’anoressia campa fino a 100 anni ed oltre… E poi, tra l’altro, ma che senso ha mettersi a fare confronti tra DCA? Dire “è peggio”, “è meglio”… sono le 2 facce di una stessa medaglia, io ne ho vissuta solo una ma credo proprio che entrambe sono un inferno di discrete proporzioni.

    • grazie mille per i suggerimenti! se ti va bene adesso li aggiungo nel post.
      devo dire la verità, io ho iniziato con una dieta. ero normopeso ma ho iniziato con una dieta. quello che la gente non capisce è che su 100 persone che iniziano una dieta, una diventa anoressica. dovrà pur essere qualcosa di più che “aver esagerato”.

      • Avoglia, aggiungili pure se vuoi!…
        In quanto al discorso dell’iniziare con una dieta… Personalmente non ho iniziato con una dieta, ma questo è irrilevante. Il punto è che la stragrande maggioranza delle ragazze/donne fa una dieta almeno una volta nella sua vita, magari di quelle per perdere qualche chilo in vista dell’arrivo dell’Estate e della prova-costume… ma la maggior parte di queste ragazze/donne, si ferma semplicemente a questo. Se poi in un caso sporadico la cosa evolve in anoressia, questo non vuol dire che il 100% delle persone che sviluppano l’anoressia abbia iniziato con una dieta che non è riuscita ad arginare perchè incapace (cosa che un sacco di gente pensa in maniera convinta), ma vuol dire piuttosto che quella sporadica persona aveva magari anche altre cose alle spalle, se una semplice dieta, una cosa che fa la stragrande maggioranza delle donne, si è trasformata in anoressia…

  2. Suggerimenti amenamente tratti da quella che è stata e tuttora è la mia aaaaaamorevole esperienza con l’anoressia:

    – L’anoressia è solo il capriccio di bambine viziate che non sanno cosa significhi stare male veramente. (Sì, infatti, perchè il DSM elenca i capricci, non le malattie.)

    – L’anoressia è un problema legato al cibo. (Cazzata enorme. La restrizione alimentare è il sintomo. I veri problemi sono le magagne interiori che ci portano a fotterci la vita col maledetto disturbo alimentare.)

    – E’ tutta colpa della società odierna che propone modelli di magrezza troppo estermi. (A parte il fatto che l’anoressia esiste da tempi remoti… se questo fosse vero, il risultato dell’equazione è che ogni qualsiasi ragazza ad oggi sarebbe anoressica. Perchè la matematica non è un’opinione.)

    – L’anoressia è solo una fissazione, basta avere volontà per uscirne. (Una fissazione che, a quanto pare, rappresenta la prima causa di morte tra le malattie psichiatriche. Ma solo perchè siamo delle smidollate di merda e non abbiamo volontà, si capisce.)

    – Poverini gli alcolisti, poverini i drogati, vanno aiutati perchè é il vino, é la coca che li porta a questo, mica loro. Invece le anoressiche sono delle stronzette che con un calcio in culo le facciamo mangiare e fine della fiera. (Io i calci in culo li tirerei a quelle teste di cazzo che dicono cose del genere…)

    – Infine, il luogo comune che è la più grande e micidiale minchiata che io abbia mai sentito: Dall’anoressia si può guarire completamente.

  3. “- che pesiamo tutte trenta chili. Le fasi peggiori della mia bulimia sono state quando il mio peso raggiungeva i suoi massimi storici, per dire.”
    Sacrosante parole! Basta mettere su qualche kg, e tutti subito a dire: ah allora ti sei ripresa che bello…
    e tu intanto ti odi, e vorresti buttarti dalla finestra!

      • Mi è successo l’anno scorso: dopo4 anni di semi digiuno e dita in gola per mantenere il mio peso intorno al grave sottopeso, ho iniziato ad abbuffarmi un sacco. Volevo morire mentre la gente mi diceva come stavo bene ora con 10 kg in più ( e si che partivo da un livello decisamente basso). Questo perché nella mente della gente c’è l’idea che la bulimia sia meglio dell’anoressia. Mah!

  4. Pingback: 10 stereotipi e idee errate sui disturbi alimentari | Trappola per Topi

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