Cosa significa vomito autoindotto

Oggi volevo sfatare un po’ di miti legati al vomito.

Quando si parla di bulimia, sembra che la bulimica in questione un bel giorno si sia piegata sulla tazza del water e abbia vomitato cena pranzo e colazione. E che da allora dopo ogni pasto, per liberarsi dai sensi di colpa, si conceda quei dieci minuti di vomito e sollievo nel gabinetto. Insomma, le bulimiche dicono di vomitare venti volte al giorno, dicono che vomitare le fa stare meglio. Molte non riescono proprio a stare senza vomitare. Sembra logico credere che questa cosa del vomitare non sia poi troppo male.

Balle. Balle, balle, balle.

Le persone normopensanti, che normalmente odiano anche solo l’idea del vomito e non si metterebbero mai le dita in gola, tendono talvolta a pensare che per le bulimiche sia diverso. Che a loro piaccia. E queste, come ho detto, sono balle, e vi dirò di più: balle incoraggiate dalle bulimiche stesse.

Perchè cotali bulimiche (ehm, noi bulimiche) si vergognano talmente tanto di tutto quello che mangiano che vogliono sottolineare che non ne trattengono nemmeno un poco nell’organismo, che lo vomitano fuori tutto e senza fare storie. Nella mente malata di una bulimica, è meno disgustoso vomitare a fondo che mangiare troppo. E così non ci sarà mai una bulimica che vi parlerà del vomito come di una cosa dolorosa o spiacevole, anzi, lo definiranno liberatorio – mentre sarà probabile che definiranno l’atto di mangiare come qualcosa di odioso. Beh, sono balle anche queste.

Mangiare non è odioso, nemmeno per una bulimica. La sensazione de aver mangiato è odiosa, e poi ovviamente mangiare è odioso quando diventa un binge e si inizia a mangiare voracemente anche se si è pieni – quello, effettivamente, è spiacevole.

Vomitare, invece, è proprio odioso. Bulimiche in ascolto pensateci un attimo prima di contraddirmi: è splendido aver vomitato, più si vomita meglio si sta poi, ma l’atto di per sé non è straordinario. Mettersi le dita in gola fa male. I conati fanno male, e tante volte ci vuole del tempo prima di riuscire a far uscire qualcosa. Se si ha mangiato qualcosa di acido la gola brucia terribilmente. Per non parlare di quello che rimane a metà esofago, dei rigurgiti infiniti, del mal di stomaco. Scusate se sono stata un po’ troppo grafica, ma è così.

E non è nemmeno vero che, dolore non dolore, basta mettersi le dita in gola per vomitare. (No, non starò qui a scrivere come si vomita, non preoccupatevi). Per alcune persone vomitare è facile, hanno lo stomaco debole e vomitano con un niente. Ma non è così per tutti. La prima volta che ho vomitato, ho rigurgitato mezza patata bollita, in circa un’ora di tentativi. Ci si mette settimane, mesi ad imparare a vomitare bene. Ed è un processo doloroso e, a volte, anche dopo aver imparato, non si riesce comunque. Ci sono dei cibi che sono impossibili da vomitare. Se passa un tot di tempo non si può vomitare. E via dicendo.

Non sono qui per parlare del vomito come di un’arte o che so io (anche se ogni tanto ci penso) – voglio solo ammettere una volta per tutte che vomitare è doloroso. Non è come quando si parla di disturbi alimentari, “…e poi vado in bagno a vomitare”, non si liquida in una frase di cinque parole. Sarebbe più giusto dire “…e poi vado in bagno, e mi torturo e mi faccio del male finché non riesco a sputare quello che ho mangiato, e poi privata di ogni briciola di potassio nel mio organismo svengo sul mio letto”.

Il nocciolo della questione qui è che, per quanto doloroso possa essere vomitare, chi soffre di bulimia lo fa comunque. Ricordare che vomitare fa male, a mio parere, non può che evidenziare la gravità della malattia.

 

Ps: so che spesso parlo di persone che soffrono di bulimia e anoressia al femminile. Mea Culpa.

Annunci

12 thoughts on “Cosa significa vomito autoindotto

  1. Il tuo blog è un’unica sacrosanta verità a proposito dei dca.
    Lo penso da un po’,è in particolare dal post sulla dismorfofobia.Leggendo la definizione canonica che se ne da, io non mi ci sono rispecchiata; men che meno ho trovato un’affinità nella presunta sensazione che dovrebbe esemplare l’ormai fin troppo nota immagine dell’anoressica che allo specchio si vede pienotta e rotondetta:piuttosto io avverto un senso di insufficienza:non sono abbastanza.Posso essere sì magra,ma ne vorrò ancora.
    Esempio pratico:la settimana scorsa ho dato un esame e i periodi d’esame mi prosciugano totalmente.Il controllo è ben saldo,la bulimia scompare.La mattina del mio esame, nel vestirmi,mi sono osservata attentamente:vita piatta,costole,clavicole,ma non era abbastanza.Io ne volevo ancora.
    E ne voglio ancora.Il vomito,poi.Quella che hai scritto è un’altra verità.
    Nella mia mente malata,distorta e ormai compromessa,viene formulato questo ragionamento:un male meno grave al posto di uno più grave: vomito piuttosto che soccombere al senso di colpa,di pesantezza,di schifo,di sporcizia,di degrado,di disordine,di nullità.
    Anche a me vomitare costa fatica,e dopo sono inservibile.In tutti i sensi:mentalmente e fisicamente.Credo che sia anche per questo che ho imparato a controllare la bulimia nei periodi d’esame:so che 2 ore “consacrate” alla bulimia manderanno a puttane il resto della giornata di studio e concentrazione.
    Scrivi:”Ci si mette settimane, mesi ad imparare a vomitare bene. Ed è un processo doloroso “: ecco un’altra verità.E’ tremendamente mostruoso dirlo e-credimi- ti scrivo tutte queste cose con un profondo senso di vergogna,ma hai ragione.Più convivo con la bulimia,meglio riesco a gestirla.e con questo non voglio solo dire che meglio riesco nell’atto compensatorio,ma anche nel nascondermi,nel celarmi,nel farlo in silenzio,senza destare sospetti.Nessuna dubita neppure.Ma a me sta bene.Non vorrei essere scoperta.Nessuno sa,men che meno ho intenzione di rivelarmi.
    Non voglio neppure immaginare cosa si crederebbe di me se si sapesse.Senza dubbio perderei di stima agli occhi degli altri.
    L’unica mia preoccupazione è:”Ora ho 22 anni,ma che donna sarò? Una bugiarda che mente al proprio fidanzato eventuale marito?Una possibile madre che quando sarà libera da impegni lavorativi e familiari si piegherà sul cesso?
    Posso io essere all’altezza di tutti i possibili ruoli che potrei trovarmi a rivestire pur con questo segreto?”
    Io non lo so.Stringo solo i denti.

    • sono d’accordo con te. più passa il tempo meglio lo gestisci e nascondi, e meglio lo nascondi meno ti sembra un problema, perché per assurdo riesci a conviverci meglio. anche se spesso gli episodi si fanno solo più frequenti.
      io spero che prima o poi la voglia di fare qualcos’ altro nella vita mi dia il coraggio di uscirne. la voglia di essere una donna responsabile, e magari avere una famiglia. però so anche che la voglia di essere una studentessa responsabile, un’amica e una fidanzata quel coraggio non me l’ha dato. non so.

      • “più passa il tempo meglio lo gestisci e nascondi, e meglio lo nascondi meno ti sembra un problema, perché per assurdo riesci a conviverci meglio”: mi leggi nel pensiero.

  2. Non sono mai passata dall’esperienza del vomito autoindotto, fortunatamente… Ma, in ogni caso, non ho mai pensato che potesse essere una cosa semplice, e men che meno piacevole. Il punto, secondo me, è che il vomito autoindotto, così come potrei dire tante cose analoghe per l’anoressia, sono nient’altro che strategie di coping. E se metti in atto una strategia di coping, lo fai perchè in fondo stai male, e devi trovare un modo per gestire quel malessere. E qualsiasi comportamento messo in atto per tacitare un malessere, non può mai essere una cosa “non tanto male”. Al di là dell’atto in sè, anche solo per il dolore sotteso allo stesso.

  3. Grazie per il tuo blog, sei sensazionale! Giusto qualche giorno fa parlavo con la mia migliore amica di quanto siamo stanche di leggere i soliti stereotipi di anoressiche/bulimiche che scrivono nei blog. Grazie. Ti leggo sempre.

      • Ciao ti leggo x caso xche stas son stata male di stomaco e ho la gola bruciata e cercavo una soluz x spegnerla :). Purtroppo però anke io passò fasi dove la bulimia prende il sopravvento. Sono abbastanza magra, considerata molto carina, ho un bel lavoro e una vita comunque fra alti e bassi ma molto solida. Nessuno sospetterebbe: non i miei ai tempi in cui vivevo con loro, non il mio ex ragazzo con cui ho convissuto anni, non l’attuale, non le amiche. È un segreto che mi portò dentro. E le tue parole sono la sacrosanta verità. Fa male!! Fa male al fisico, fa male alla mente. Vediamo il bello in uno schifo di gesto solo perchè il fatto di aver mangiato ci pesa e ci fa vergognare ancor di più. E prende la mente. Ma anche a noi fa schifo, a nessuno piace esser schiava di questa cosa, di trovare sotterfugi, di farci del male. Grazie amica sconosciuta x aver espresso così chiaramente quello che è in ognuna di noi. Noi che silenziosamente ci confidiamo fra gli altri, siamo gli altri! Grazie

  4. mangio sempre in funzione a come poi vomiterò, anche l ordine non é mai casuale. Se é un periodo brutto, scelgo ciò che viene più facilmente, altrimenti la tortura diventa davvero troppa, se invece sono passati miracolosamente due o tre giorni “buoni” allora mi concedo di tutto, é già più semplice se lo stomaco, la gola e le ghiandole sono rimaste tranquille. Grazie per questi tuoi post, in tanti anni di blog letti e scritti non avevo mai trovato simili realtà. Mi fai sentire meno pazza. Mirtilla

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...