Disturbi alimentari a fasi

E’ common knowledge che una delle offese peggiori che si possano fare a chi soffre di disturbi alimentari è far equivalere “hai preso un po’ di peso” con “stai meglio”. Se non lo sapevate prima lo sapete adesso: non fatelo mai. “Hai preso un po’ di peso” può voler dire che “stai meglio”, ma nel novanta per cento dei casi vuol solo dire “sei in una fase diversa del tuo disturbo alimentare”. Probabilmente peggiore.

Sì, perchè i disturbi alimentari vanno a fasi. Nell’immaginario comune una persona si ammala di un disturbo alimentare, in maniera più o meno improvvisa, e poi peggiora finché non tocca il fondo e decide di guarire, o finché non muore. E questa concezione si può certamente far risalire alle decine di film sui disturbi alimentari, che per motivi di tensione narrativa e pathos seguono questo pattern. Vedi per esempio “For the Love of Nancy” o “Sharing the Secret” – la tizia si ammala, i genitori la scoprono, liti/casini/liti, finisce in ospedale e poi guarisce. Tutti felici e contenti.

Nella realtà, non c’è tensione narrativa lineare da costruire. E ciò significa, i disturbi alimentari non procedono con una gravità ascendente. Al contrario, periodi di malessere insopportabile spesso si alternano a periodi in cui si sta relativamente meglio, in cui si riprende il controllo, seguiti poi da infinite ricadute. Ci sono periodi in cui si mangia di più, periodi in cui si vomita di più, periodi in cui si digiuna per giorni. Alcune volte si cerca di guarire, altre ci si vorrebbe solo buttare giù da un ponte.

Si tratta di fasi diverse del disturbo alimentare, e nessuna di queste fasi rappresenta un sicuro avvicinamento ad una recovery a meno che la persona interessata non stia attivamente cercando di guarire. E anche in quel caso le ricadute sono spesso innumerevoli.

E’ una delle cose più frustranti dei disturbi alimentari – che sembra a volte di stare meglio e non è così, ed è così difficile liberarsene – ma è forse anche uno dei motivi per cui sono così persistenti. In un certo senso, è difficile stancarsi di un disturbo alimentare, visto quanto è vario e multiforme, viste le nuove sfide e sensazioni che presenta. E’ orribile da dirsi ma è così.

Credo che sia importante che chi cerca di essere d’aiuto a qualcuno che soffre di disturbi alimentari sia a conoscenza di questo aspetto. Perché non si illuda, innanzitutto, e non abbia aspettative irraggiungibili, o non consideri la persona guarita appena smette di vomitare quotidianamente. Finché una persona ha una determinata mentalità, non è guarita, e potrebbe ricominciare a vomitare quotidianamente da un momento all’altro.

E, va da sé, se ha preso un po’ di peso non è detto che stia guarendo. Magari passa tutto il giorno a casa a mangiare. E questo tipo di fasi, per chi soffre di disturbi alimentari, spingono al suicidio molto più di un semplice sottopeso.

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15 thoughts on “Disturbi alimentari a fasi

  1. L’ultima frase é da brividi, ma così vera! Come ho già scritto in un altro commento, l’equazione: un po` più in carne = in salute, é totalmente sbagliata ma anche radicata nella maggior parte delle persone. In effetti i periodi di abbuffate per me sono molto peggiori di quelli in cui riesco a mangiare pochissimo, perché in questi ultimi almeno ho la sensazione di avere tutto sotto controllo. Chissà quando tornerò in quella fase, spero presto, almeno la gente smetterà di insultarmi credendo invece di farmi un complimento e potrò smetterla di fare finti sorrisi a quei commenti del cavolo (che poi: chi ti ha chiesto qualcosa? pensa al tuo di peso!)
    grazie per questo post, ne avevo bisogno

  2. Direi che il fatto che “una persona che ha ripreso del peso è guarita dal suo DCA” possa rientrare a pieno titolo nel post che avevi scritto qualche giorno fa a proposito dei luoghi comuni sui disturbi alimentari. Luogo comune assolutamente non corrispondente a verità, come al solito. In realtà, innanzitutto non credo sia vero che, come pensa la gente, l’esordio di un DCA sia sempre acuto… per lo meno, nel mio caso non lo è stato. Così come non è vero che prima si scende nell’abisso, poi lo si risale, e tutti vissero felici e contenti. Questo può essere vero in un primo momento (voglio dire, c’è stato un momento in cui io ho toccato veramente il fondo e poi sono risalita – per forza di cose, perchè sennò sarei morta sul serio…) ma poi non è che, una volta risalita, la cosa finisce lì. Perchè quello che ti mette nella testa l’anoressia non lo cancelli con un colpo di spugna. E allora ci sono le inevitabili ricadute, che io credo ci siano anche nella persona più determinata del mondo a stare megllio. Ed è un po’ così sempre, almeno per quella che è stata la mia esperienza ormai più che decennale di DCA. Certo, una persona che non mi conosce e mi vede adesso, non credo potrebbe mai immaginare i miei trascorsi di anoressia. Ma io tutti i giorni devo comunque lottare con me stessa per evitare che certe dinamiche s’inneschino di nuovo, e a volte ho la meglio e a volte ho la peggio. Magari sto meglio dei miei “momenti peggiori”, ma non è che non abbia più niente. Gli altri mi vedono dall’esterno, ma chi si vede tutti i giorni “dall’interno”, chi tutti i giorni deve avere a che fare con la mia testa, sono io. E io so che non è ancora veramente finita.

  3. Dio santo…se avessi la fortuna di conoscerti o anche solo incontrarti per strada ti farei una statua! Ahahah no scherzi a parte, niente di più vero potevi scrivere e io ci aggiungo per il 99% se hai una variazione di peso, un aumento, senza girarci troppo intorno allora ti stai, se non sei già, impantanata nella cacca per benino. Finisco sempre per leggerti quando sto male * (faccio parte degli affezionati che digitano addirittura trappola per topi 😀 ) e la messa giù così può risultare un po’ triste, però leggerti mi distrae un po’ dalla mia situazione in sè, e sarò banale ma è consolatorio sapere che dietro l’angolo o a un mille miglia di distanza c’è qualcuno che condivide molti aspetti, pensieri,sensazioni ecc decisamente delicate.

  4. Dio santo..ti farei una statua! Niente di più vero!! Anche se io aggiungerei nel 99% una variazione di peso, un aumento, è indice tutt’altro che di benessere* (stare un po’ meglio, forse benessere è un po’ eccessivo 😁). Scherzi a parte, sarò banale, ma adoro leggerti (mi sa che rientro, se non compongo, la categoria che ti cerca digitando trappola per topi, eh si sono affezionata :P) mi rilassa, é l’unica cosa che riesco a fare dopo essere stata male tanto..riesco a concentrarmi per un po’ su quello che scrivi e penso un po’ meno alla mia condizione psicofisica, più fisica forse perché la pancia che tira, nella mia situazione fa molto più male dei sensi di colpa, o di altro. Buonanotte

    • grazie mille! ti dirò, rincuora anche a me tantissimo vedere che c’è qualcuno che condivide quello che scrivo, persone vere e non le immagini costruite dai media, e mi fa sentire un po’ meno una povera idiota abbandonata.
      (e capisco benissimo la sensazione della pancia che tira, che sembra che le smagliature ti stiano solcando la pelle con un uncino)

      • Scusami non me n’ero accorta, ho scritto due commenti.. Beh. Comunque il messaggio è arrivato. Ti dirò di più, è l’unico blog ‘sul problema’ che leggo.. Forse perché è quello che mi rispecchia di più, stendendo un velo pietoso per tutti quelli scritti da non saprei definire, su come diventare super magre super belle super tutto… O addirittura pro ANA.. Comunque scusa se divago: ma che palle!!!! Quelle che dipingono le anoressiche come anime deboli fragili delicate, ma vaffanculo va! Ahahah .sono delle stronze assurde lo posso confermare e riconfermare non sono mai stata più stronza in quel periodo e mia sorella (più piccola, è una stronza allucinante..ebbene si anche lei si è ammalata) ossignore! Ora devi andare a scuola, sono in quinta superiore..e ho ripreso da poco scuola..non ho frequentato da settembre a fine febbraio..ho avuto una ricaduta pesante..chiusa in casa, peggio di una suora di clausura, dove mi abbuffavo e basta, non riuscivo a fare nient’altro. Ora sto meglio rispetto a prima, però quando capita la crisi mi butta giù parecchio…cavoli, mi sono sgogata/aperta, spero non ti dispiaccia..sai parlare con te mi fa sentire…capita, un po’ come quando esco dalla paicologa. Ok basta complimenti, però cavoli è vero, e quando è così non riesco a tenermi per me quello che penso. Buona giornata, sperando sia migliore di ieri!

        • Capisco benissimo cosa significa una crisi durante la quale non riesci nemmeno ad uscire di casa. Come una depressione, tranne il fatto che sei sempre strafatta di cibo. E’ davvero difficile uscirne, e sono contenta che tu ti sia ripresa!
          Comunque si, io ho aperto questo blog perché non mi sentivo rispecchiata in tutti quelli che non facevano altro che parlare di diete, di comandamenti ana e di thinspo. Non sono reali, idealizzano la malattia e dicono tutto tranne com’è veramente.

  5. finisce prima o poi? o si continua a camminare avanti e indietro sull’orlo della depressione cercando di non cascarci dentro? sono in cura da tre anni ma non capisco mai se ne sono uscita, se non ho fatto neanche un passo, se sto cambiando, se mi sto solo illudendo di cambiare

  6. Il tuo blog? Una voce sincera in tutto questo mare di incomprensione e disinformazione che c’è.
    Non riesco a smettere di leggere i tuoi articoli specialmente perchè qui non si fa più distinzione tra “magrezza autoindotta” e malattia e tra tanti piccoli fattori come lo stare bene/stare guarendo associato al prendere peso. È uno specchio sulla malattia quella vera non quella tanto amata dai siti pro-ana.
    Quando ogni tanto saltavo un pasto o contavo qualche caloria mi sentivo dire “mangi poco, vuoi diventare anoressica?” No cavolo! Mi piace il fisico skinny non la malattia, vorrei essere magra non anoressica!
    Detto ciò ti ringrazio per questo blog così vero, perdonami se centra poco col post.

    • Grazie Mille per il commento!
      Ovviamente il peso c’entra poco con la malattia, si può essere normopeso ed essere più incasinate di molte altre, e non si guarisce né perdendo né aumentando di peso.
      D’altro canto certo, non si può uscirne a meno che non si riesca a superare la restrizione e l’ossessione con la magrezza. Purtroppo è improbabile, dopo aver avuto un dca, riuscire ad essere semplicemente a dieta come persone normali.
      Però le persone che inseguono una magrezza inesistente, dichiarando di essere pro-Ana ma volendo in realtà solo essere carine, beh, a mio parare non hanno idea di cosa significhi avere un disturbo alimentare. Ma quella è la mia opinione 🙂
      Grazie per essere passata!

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