Nove ragioni per voler dimagrire

No, chi ha un disturbo alimentare non vuole imitare l’ultima modella sulla copertina di Vogue. Non sta semplicemente rincorrendo una moda. Vi dirò di più: il suo obbiettivo non è nemmeno quello di essere bello.

Però sì, chi ha un disturbo alimentare vuole essere magro. Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, parlare di dipendenza, di bisogno di avere tutto sotto controllo, possiamo dire molte cose e probabilmente molte cose vere: ma è altrettanto vero che il desiderio puro e semplice di essere magro rimane.

Avete capito, chi soffre di dca vuole essere magro piuttosto che bello. Dirgli che “è troppo ossuto e non sta bene” non serve a un piffero, perché non gliene frega niente di stare bene, di essere carino. Chi soffre di dca vuole essere magro piuttosto che felice, figuriamoci se gliene frega di essere carino.

barbie magra

E ora la domanda: perché magro? Sembra talmente una cazzata, che qualcuno voglia essere così magro, troppo magro, che dimagrire diventi una ragione di vita. Certamente lo è. Comunque, ecco nove ragioni per cui chi soffre di dca vuole dimagrire.

1. La classica, per stare bene con se stesso. Immaginate di stare sempre male con voi stessi. Immaginate di sentirvi sempre un po’ troppo larghi. Immaginate di sentirvi sempre come vi sentite quando tornate a casa da un pranzo di matrimonio e pensate “domani devo andare a correre”. Cosi si sente chi soffre di dca.

2. Perché dimagrire è un modo di avere un obbiettivo, di potersi impegnare e raggiungerlo. Un obbiettivo difficile, ma che si è certi di poter raggiungere – perché in fondo si tratta di biologia. Insomma, si è all’altezza della sfida. Quando spesso, per molti altri aspetti della vita, non ci si sente mai capaci, e tutti i goal sembrano essere irraggiungibili, e tutto sembra cadere a pezzi.

3. E questo obbiettivo significa anche avere qualcosa su cui concentrarsi, qualcosa a cui pensare costantemente. Non dico che sia piacevole, ma è certo più facile pensare a dimagrire che pensare a molte altre cose della vita. E’ un modo per sfuggire a problemi insolubili.

4. E non soltanto problemi insolubili, ma anche per sfuggire al vuoto e alla solitudine. Cercare di dimagrire è qualcosa che ti occupa il tempo, una specie di orribile compagno di vita che sai per certo che non ti abbandona, a meno che non sia per tua scelta.

5. Poi, un’altra classica, perché stare a dieta è un modo per avere ogni cosa sotto controllo, almeno in un ambito della propria vita. Decidere quando, come e cosa mangiare, contare i chili persi, avere l’impressione di poter calcolare tutto fino all’ultimo ettogrammo.

6. Perché dimagrire è un modo per cambiare chi sei. E’ un modo per eliminare la persona che sei, e che magari odi, e diventare una persona diversa, la persona che vuoi essere. Riesci a sdoppiarti e ad identificare con la magrezza tutto quello che vorresti essere, per convincerti che puoi cambiare quello che sei e odi di te.

7. E non soltanto della tua personalità, ma anche della tua vita. Puoi identificare con la magrezza il tipo di vita che vorresti fare, e che magari non hai il coraggio di mettere in atto. E’ un modo per tenere in piedi una specie di speranza, rendere quella vita raggiungibile.

8. Odio scriverlo, ma… per essere notati. E non perché si è belli, badate bene, non sto dicendo quello. Spesso le attenzioni si riducono a “fai schifo da quanto sei magra”. Ma per molte persone, quella è perlomeno una prova che esisti, che qualcuno ti nota. Magari che qualcuno si preoccupa e ci tiene a te. La classica richiesta di attenzione, insomma, che magari non varrà per tutti ma sicuramente esiste.

9. Per farsi del male. L’anoressia è una forma di suicidio al rallentatore, una forma di autolesionismo indiretto, chiamatela come volete. Dimagrire oltre i limiti dell’impossibile, morire di fame, sono modi per punirsi quando ci si sente in colpa per qualcosa, e sono modi per sfogare delle sensazioni attraverso il dolore.

Quindi, per questo si vuole dimagrire. Non per essere magri: ma perché il solo processo di dimagrire da sfogo a tutte queste necessità, a questi malesseri.

Ne vale la pena? Ovviamente no. Ovviamente dimagrire non è la soluzione. Né il problema, per la verità: questi malesseri sono il problema, e dimagrire è solo un modo, sbagliato, per sfogarli e distrarsi. Ovviamente non si è mai abbastanza magri, ovviamente dimagrire non porta mai a stare meglio. Ma nella mia mente malata, che non conosce la tecnica per stare meglio, dimagrire è la migliore alternativa possibile per non buttarsi giù da un ponte. L’anoressia almeno è un suicidio lento, magari nel frattempo la tecnica per stare meglio la trovo.

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8 thoughts on “Nove ragioni per voler dimagrire

  1. “Chi soffre di dca vuole essere magro piuttosto che felice, figuriamoci se gliene frega di essere carino.”

    L’ultimo motivo lo chiamerei anche “Voler sparire” …cozza un po’ col “Voler essere notati”, ma nei dca sfido a trovare qualcosa che non cozzi u.u

    Personalmente era solo per quello che volevo (voglio…) dimagrire: per sparire…ma poi si noterebbe troppo! XD ecco perchè poi sono bulimica u.u XD

    Però concordo su tutto.
    Ed ecco perchè tutte le pseudo ana e you-tubers anelanti all’anoressia mi fanno paura.
    Perchè fanno arrivare a 10 le motivazioni con l'”Emulazione”… so che non sono propriamente malate di dca, ma di sicuro qualche pecca mentale ce l’hanno…no???? O.o ci vorrebbe un settore medico a parte per queste tipe-tipi… =_______= occorre una sigla nuova (del resto non sono malate-classiche… magari dca-addicted??? proprio il colmo e il culmine dell’imbecillità che però fa i suoi danni…no?)

    • dca-addicted mi piace.
      e comunque hai ragione, voler sparire è una ragione parecchio diffusa. non mia personale se devo dire la verità, quindi non ci ho nemmeno pensato, peròè forse una delle più ovvie.

      • bene !!! coniato nuovo termine!!! XD XD facciamo un sondaggio??? chissà le you-tubers cosa ne pensano!!!! XD XD

        In effetti il voler sparire è una motivazione decisamente diffusa…diventare così eteree da non dover più sopportare niente. Sembra spesso la sola soluzione affinchè il dolore (di qualunque natura sia) passi “attraverso” senza ledere nulla di noi.

        Però la includo volentieri nel 9!!!

  2. Concordo con ogni singola parola, e proprio stamattina facevo di mio una riflessione simile.
    Ti ringrazio perchè il tuo blog è così sincero da disarmare, non ti riempi la bocca di belle parole sul ricovero ma scagli delle evidenze che demolirebbero le certezze di chiunque.
    E questo è quello di cui ho bisogno ora.

  3. Okay, adesso sembrerò la solita guastafeste.
    Ho letto il tuo post (diverse volte prima di decidermi a commentare, a dire il vero), ho letto i commenti precedenti, e… boh.
    “Boh” nel senso che non mi ritrovo.
    Io non ho mai avuto il desiderio di essere magra. Non sto cercando di fare quella che canta fuori dal coro, è che, molto più banalmente, io sono sempre stata magra.
    Tu pensi che il bisogno di avere tutto sotto controllo sia una voler girare intorno alla cosa, ma posso assicurarti che, per quanto attiene la mia personale esperienza, per me è stato davvero così. Io volevo avere il controllo assoluto. Su tutto. Su ogni singolo aspetto della mia vita. La cosa è partita da ambiti diversi dall’alimentazione e poi, in un formidabile colpo di coda, anche il versante alimentare è stato tirato dentro questo mio bisogno di programmare – e dunque controllare – ogni singolo secondo delle mie giornate.
    Volevo “semplicemente” avere sotto controllo ogni singolo respiro della mia vita, e questo controllo ad un certo punto ha iniziato a passare anche attraverso il canale alimentare. L’obiettivo della mia restrizione, in effetti era proprio questo: elaborare una forma di controllo su quello che mangiavo. Il dimagrimento è stata l’ovvia conseguenza, ma non mi ha mai fatto piacere, anzi, mi metteva a disagio, non avrei voluto (anche perchè comprometteva le mie prestazioni sportive, e al tempo ero a buon livello), ma avevo bisogno del controllo, e se “il prezzo da pagare” era quello di perdere chili, allora andava bene tutto, allora accettavo il compromesso, pur di non abbandonare la sensazione di sicurezza e di forza che quel (l’illusorio) controllo mi faceva provare.
    Forse sono scema, forse ho scritto cose stupide, ma questa è stata la mia esperienza. Tutto qui.

    • Figurati Veggie, io non scrivo perché tutti siano d’accordo con me, anzi. Io parlo di quello che ho vissuto e visto, e volente e nolente compio delle generalizzazioni. Quindi guasta tutte le feste che vuoi.

      Comunque. Trovo la tua storia un po’ insolita. Non voglio sminuire il bisogno di avere tutto sotto controllo, è un problema che affrontano molti anoressici. Ma pochi descriverebbero il dimagrimento come un prezzo da pagare

      Come ho detto nel post, credo che il volere dimagrire sia un modo per dare sfogo a certe necessità. Ma non deve essere così per tutti, ovvio. Se ho generalizzato nel post è perché, davvero, sei la prima persona con cui parlo che avrebbe preferito non dimagrire.

      Probabilmente abbiamo solo percorso delle strade un po’ diverse per arrivare ai disturbi alimentari. Se non sbaglio, poi, io e te abbiamo disturbi alimentari ben diversi; e per quanto dicano che la bulimia ha molto in comune con l’anoressia, se io mi mettessi a parlare di avere il controllo sulla mia vita mi riderei in faccia da sola.

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