Cause dei Disturbi Alimentari

Ecco i motivi per cui io ho sviluppato un disturbo alimentare:

– Ho una madre oppressiva, che mi ha sempre tenuto sotto controllo e così io non ho mai potuto esprimere la mia vera personalità. Io sarei una giuovincella spensierata, ma lei no, mi ha oppresso crudelmente, oh ahi povera me.

– Sono una perfezionista. Volevo sempre prendere i migliori voti a scuola, poi sai com’è, una cosa tira l’altra e ho voluto essere sempre la più magra.

– I miei genitori sono molto esigenti: volevano che io facessi la giornalista-veterinaria-astronauta-presidente-dell’umanità e io avrei fatto qualsiasi cosa pur di dar loro soddisfazione, così ho smesso di mangiare.

– Quando ero piccola, sono stata molestata.

– Mi sono sempre piaciuti la moda e lo shopping, ho visto Kate Moss su una rivista un giorno e ho pensato “focca la bindella, farei qualsiasi cosa pur di essere come lei”

– Ero un po’ ciccia, così ho iniziato una dieta, e poi non sono più riuscita a smettere e così ho continuato la dieta ad aeternum.

– Sono stata vittima di episodi di bullismo: i miei compagni delle elementari mi chiamavano “cicciabombacannnoniere”.

– In Internet ho trovato dei siti che spiegavano come dimagrire e come vomitare, e che la magrezza da un senso alla vita, e allora ho detto “cacchio, questo deve essere il segreto esistenziale che non mi è mai stato rivelato” e ho obbedito alle regole di questi siti.

Piacere a tutti, sono lo stereotipo dell’anoressica/bulimica, una teenager secchiona e cicciottella, con i peggiori genitori del mondo, un prozio che allunga troppo le mani, un’iscrizione biennale a Vogue e TheHouseofThin fra i preferiti su Google Chrome. Piacere a tutti, sono una lunga lista di CAZZATE (e per chi è lento a capire, chiarisco che la lista era ironica, ripeto IRONICA IRONICA IRONICA – che, per chi è ancora più lento a capire, significa che questi NON sono i motivi per cui ho sviluppato un disturbo alimentare, ma una serie di generalizzazioni e stereotipi sul perché qualcuno sviluppa un disturbo alimentare)

Woman-Eating_Fernando-BoteroIo non spunto quasi nessuna di queste caselle. Forse una. Non ho madri oppressive né genitori esigenti: ho una famiglia fin troppo a posto, ho una famiglia lovely, e se davvero credessimo ancora a Freud dopo l’infanzia splendida che ho passato dovrei diventare l’adulto più amabile del mondo. Non sono mai stata molestata. Non sono mai stata sovrappeso, non prima del disturbo alimentare perlomeno, alle elementari ero una sottiletta e l’unico che mi ha chiamato cicciabombacannoniere era sicuramente più cicciabomba di me. Ho sempre strenuamente deriso tutte le mie amiche che compravano Cosmopolitan e che volevano essere magre. E sapete bene come la penso, e come l’ho sempre pensata, sulle pro-ana. Che sia io, la bulimica atipica?

Pensandoci, fra le persone con dca che conosco, molte spuntano diverse di queste caselle. Ma aspetta: tutte le persone che conosco, con o senza dca, spunterebbero diverse di queste caselle. La verità è che questo profilo della bulimica/anoressica tipica includerebbe più o meno metà della popolazione mondiale, per un motivo o per l’altro.

Tutti sono stati presi in giro alle elementari, chiamatelo bullismo o bambini cazzoni. Tutte le ragazzine, la maggior parte, seguono la moda o leggono qualche rivista sull’argomento. Tutto il mondo ha una famiglia un po’ del cazzo, che sia per un madre oppressiva, per genitori esigenti, o semplicemente stupidi: non per questo tutti generano prole con disturbi alimentari. E se tutte le persone studiose e ambiziose dovessero diventare anoressiche, allora Oxford sarebbe la tana degli scheletri viventi.

E l’ultimo punto: sì, molti disturbi alimentari iniziano con una dieta. Ma chi non ha mai iniziato una dieta scagli la prima pietra. Se dovessimo impedire le diete per rischio disturbi alimentari, vivremmo in un mondo di cicciabombacannonieri.

    

Insomma, quello che voglio dire è che sfido chiunque a non spuntare proprio nessuna di queste caselle. La verità è che spuntare una, due, tre di queste caselle non porta necessariamente a sviluppare un disturbo alimentare. Non esiste una bulimica/anoressica tipo: può darsi che esista una predisposizione, ma ancora non si può descrivere in maniera definitiva, stanno ancora facendo molta ricerca al riguardo. E sicuramente non si può ridurre alla comoda lista di fattori che ho indicato qui sopra.

In pratica, dimenticatevi le soluzioni facili. Non esistono delle cause dei disturbi alimentari valide per tutti: ogni persona sviluppa la malattia in maniera diversa, per una complessa serie di ragioni e problemi che finiscono col trovare sfogo nel cibo.

Quali sono queste ragioni? Mi piacerebbe tanto saperlo. Dopo anni che ci vivo dentro, conosco a malapena quelle del mio disturbo alimentari. E non c’è assolutamente nessun modo di generalizzare. E’ come chiedere cosa causa la depressione, o cosa causa l’alcolismo: ci sono millemila possibili risposte. C’è forse una predisposizione, c’è forse un episodio scatenante, ma fondamentalmente c’è qualcosa di più profondo, alla base, che non va.

Ovviamente la ricerca è aperta sull’argomento. Come per le origini dell’omosessualità, alcuni ricercatori che le origini dei disturbi alimentari sono nei geni. Altri dicono che sono il sintomo di un problema nelle secrezioni ormonali. Le teorie si moltiplicano di giorno in giorno.

Io direi, finché non lo sappiamo per certo, evitiamo di generalizzare. Evitiamo di ridurre la massa di persone con dca a teenager secchione e cicciottelle, è un tantino offensivo.

(Potrei farne uno slogan: PERCHé NOI NON SIAMO TEENAGER-SECCHIONE-CICCIOTTELLE). E con questo messaggio all’umanità, chiudo.

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28 thoughts on “Cause dei Disturbi Alimentari

  1. tutto è alla base anche della nostra famiglia…da qui sorge il problema che crescendo senza esternare la nostra personalità … siamo insicure , senza autostima e bla bla..e ci annulliamo…siamo ancora nel disturbo, una volta ,se si potrà uscire potremmo tirar fuori il nostro vero io , cioè chi siamo veramente, quell’io soffocato, senza il dca…mi sono rispecchiata praticamente in tutte le caselle che hai messo,tranne la moda e lo shopping , cioè quello non so cosa centri, si mi piace curarmi l’aspetto fisico e vestirmi bene quando esco ma non che mi interessi la moda del momento ..shopping non lo faccio da quasi 2 o 3 anni circa, siccome sono bassa mi stanno bene i vestiti che ho..

    • Le caselle che ho messo erano ironiche. Ironiche. Non stavo cercando di costruire un profilo della bulimica media, stavo cercando di sfotterlo. Io credo che ci siano molte ragioni per cui uno può sviluppare un dca, e visto che scientificamente non è ancora stata definita una ragione definitiva che sia valida per tutti, eviterei le generalizzazioni. Io do la colpa alla mia famiglia per il mio dca: come ho scritto, ho una famiglia splendida. Tutti gli psichiatri che hanno cercato di incolpare mia madre hanno fallito miseramente. Forse il post non era chiaro, vedo di fare qualche modifica.

  2. ma io sono una teenager secchioncella e paffuta!!!! 😀

    Scherzo…Il post per me era chiarissimo ed estremamente ironico senza bisogno di puntualizzarlo. Potrei spuntare giusto una , ma senza convinzione, delle opzioni causa che hai indicato. E comunque non basterebbero a mettermi l’anima in pace sull’origine del mio disturbo. Arrovellarsi sull’eziologia è inutile, per questo non credo nell’efficacia delle terapie psicoanalitiche, il passato è passato, non si cambia, l’unica cosa importante sono i nostri comportamenti nel presente, e i fattori di mantenimento che ci trasciniamo. Non c’è un’anoressica o una bulimica “tipica”, da “manuale” siamo noi tante volte che ci lasciamo suggestionare dalle descrizioni mediche e quasi ci dispiace se non rientriamo nei “canoni” come se essere diverse ci rendesse “meno malate”, delle anoressiche/bulimiche di serie B solo perché non abbiamo avuto un’infanzia difficile o dei voti alti a scuola.

    Non c’è niente da modificare in questo post, chi ha orecchie per intendere intenda.

    I quadri di Botero non mi sono mai piaciuti (chissà perché?) ma riconosco una fierezza tragicomica nelle sue modelle.
    Ad ogni modo il mio vate è Schiele, al massimo Bacon, ohibò! Sono una fascista della storia dell’arte, chiedo venia 🙂

    • anche io adoro bacon. in realtà qualsiasi cosa grottesca, oscura e distorta mi attrae. 🙂

      sono d’accordo con te, tante volte noi cerchiamo di rientrare nelle definizioni per sentirci meno peggio. e questo vale per i motivi come per le malattie. la prima volta che ho letto la definizione di bulimica e ho scoperto di rientrarci ho tirato un sospiro di sollievo. d’altronde riuscire a razionalizzare qualcosa è un modo per tenerlo sotto controllo, accettare che certe cose sono impossibili da razionalizzare è più difficile.

      onestamente, vive les thérapies comportementales!

  3. Ho deciso, dopo secoli di latitanza di riaprire il blog che tanto tempo fa avevo altrove qui. Sono capitata per uro caso su questo spazio. Giuro che ho iniziato a leggere e ho continuato per post e post successivi (e ne ho ancora!). Scrivo sotto questo solo per non commentarli tutti. Volevo semplicemente dirti che questo è uno di quei blog che vale la pena leggere, dove aspetti con ansia il post successivo perché, diamine, c’è sempre scritto qualcosa che avresti voluto dire tu (ma probabilmente non hai mai detto). Bello forse non è l’aggettivo esatto, eppure questo mi viene.

  4. Ciao!
    l’ironia si coglieva e come..già dalla prima riga… la tua “coraggiosa ironia” si coglie sempre..
    Hai un modo di affrontare il problema molto maturo…sembra una contraddizione ma è cosi e apprezzo infinitamente il fatto che fai da portavoce di tutte/i coloro che hanno un problema di salute grave come questo, difficile da curare e bla bla bla e oltrettutto devono vedersi appioppare miliardi di banali, insulse e offensive ettichette da il resto della popolazione che oltretutto, non soffrendone e non avendo le competenze mediche per sentenziare, danno solo aria alla bocca. Non capisco perchè per il resto delle “tossicodipendenze” non si sia così cinici, cattivi e saputelli.
    Non capisco come si possa ancora oggi, nonostante il dilagare dell’informazione, leggere, le poche volte che i media ne parlano, cavolate simili come quelle che hai IRONICAMENTE elencato tu.
    Sarebbe più carino che, dato che non si hanno sufficienti informazioni riguardo l’epidemiologia, i fattori di rischio e bla bla, non si abbia la decenza di tacere.
    Non mi sembra che altre patologie che “godono” ugualmente di tanto mistero (come il Parkinson, la demenza senile, L’Alzheimer disease) o per le tossicodipenze ripeto, si trovino altrettanti comizi di stupidità nel web e in altre fonti di informazione…La gente non sa e ha la decenza di tacere, almeno in rispetto di chi ne soffre..
    Non bastano queste cretine pro-ana…
    Era meglio quando purtroppo mi sono ammalata io (nel 1995)…non c’erano ancora i cellulari, la tv ne parlava pochissimo, in casa non ne ne parlava perchè era fonte di disagio, dolore e paura e tutti tacevano e nessuno rompeva i coglioni almeno…. ed è ancora così…tutti almeno hanno la decenza di stare zitti..

    scusa lo sfogo..

    ancora complimenti per il tuo bel blog.. leggo perchè non ho il coraggio di far altro…
    Il tuo e pochi altri sono catartici.. molti altri..bò…sembra che qualche autori giochi e scherzi con un serio problema..
    beate loro.. io è dal 95 che mi cago perchè “volevo fare la modella”…. e ironizzo….

    • Lo so, odio le persone che danno per scontato di sapere le cose, senza rendersi conto che sanno solo ciò che gli è statodetto da un determinato tipo di media, e poi si permettono di giudicare. Ma quello sarebbe il minimo: il problema vero è che poi le stesse idee viaggiano nella testa delle persone a cui magari qualcuno di malato deve fare, diciamo, coming out, e così tale persona si trova subito considerata un’idiota. Odio.

      Ti dico, secondo me ci sono abbastanza stereotipi anche per le tossicodipendenze, penso che anche loro abbiano i loro problemi.

      Comunque grazie per il tuo commento-sfogo, sono felice di dire delle cose vere, parlare per più di me stessa.

  5. Hey io volevo solo ringraziarti per questo tuo blog perché da quando l’ho scoperto (ieri) non posso fare a meno di leggere i tuoi post…e mi sento un pò meno sola…altre persone hanno i miei stessi pensieri e si sentono come me…so che è brutto da dire perché siamo nella stessa barca ed è una barca in cui non avrei voluto salire ma è bello sapere che non sono l’unica…grazie mille… 🙂

    • Guarda, sono davvero davvero felice che quello che scrivo faccia stare meglio qualcuno, è vero, siamo nella stessa barca e ci si sente sempre terribilmente soli. Grazie davvero a te per il commento!

  6. Sè, allora io sono l’anoressica atipica perchè non spunterei nessuna di queste caselle.
    Detto questo, hai completamente ragione. E, sì, che eri ironica ovviamente lo si capiva, e credo sia proprio il tono giusto per affrontare l’argomento.
    Io dico sempre che ogni persona è una storia a sè, e che non esiste l’Anoressia per antonomasia, ma tutt’al più le anoressie, una per ogni persona che la vive.
    Anche perchè, oggettivamente, se ci fossero delle cause fisse e ben precise che portano ad un DCA, sarebbe facilissimo eradicare anoressia e bulimia: basterebbe impedire a dette cause di insorgere fin dall’inizio con una bella campagna di prevenzione… e, zac!, fine dei disturbi alimentari.
    Ovviamente non è così easy… e non lo è proprio perchè io credo che la multifattorialità dei DCA sia sterminata, non sono da individuo ad individuo, ma anche all’interno di una singola persona ci sono tantissime concause che in qualche modo si sono combinate complessamente tra di loro per portare alla realizzazione del risultato finale, ovvero del DCA stesso.
    La cosa più buffa è vedere come la gente “media” crede veramente in queste cose, e le prende come fossero oro colato… Mah… Alla fin fine, l’eziologia dei DCA è estremamente complessa, e comunque ancora non nota. Non sarebbe perciò meglio darsi da fare per fare dei passi avanti in questo senso, piuttosto che concentrare le attenzioni su questi stereotipi come i mass-media non mancano mai di fare??!…

    • Già, se si sapessero le cause per certo allora il problema sarebbe pressocchè risolto. Tutti quelli con un neo sul gomito sinistro sviluppano i dca? Si fa una campagna terroristica e si dice di stare sull’attenti a tutti quelli con suddetto neo, o si toglie il neo. Oh, che bella che sarebbe la vita (e che stupida metafora che ho usato).

  7. Sono d’accordo col tuo articolo. A volte è frustrante vedere il dilagare della disinformazione: come un marea nera che si espande.
    Tempo fa seguii un programma dove si parlava di anoressia. Venne chiamata una collega a dare qualche spiegazione e disse: “Alla base dell’anoressia c’è sempre una violenza sessuale infantile”.
    Mi misi le mani davanti agli occhi per non vedere: milioni di spettatori (dis)informati da un “esperto”.
    Mi rincuora che l’Ordine tempo dopo richiamò certi colleghi ad attenersi a criteri di etica e deontologia, più che a manifestazioni da talk show.

    • Già, io considero la disinformazione un problema terribile, in particolare perché sono poi le persone con dca a dover fare i conti con gli stereotipi e le idee sbagliate.

      Speriamo che si riesca, prima o poi, a cambiare qualcosa.

      Grazie per il commento!

  8. alla faccia vostra,io sono Lo Stereotipo!la gioia degli psicologi!la luce degli occhi degli scrittori di manuali!
    Ho una madre prevaricante-non oppressiva va beh,però prevaricante!ho un fratello molesto!mi piacciono i vestiti!ho fatto una dieta e avevo anche compagni mediamente stronzi! probabilmente avrei pure fatto volentieri la modella se mel’avessero proposto
    l’unica cosa che non ero è secchiona,facevo solo il minimo indispensabile
    forse non considerano le molte altre occupazioni di un anoressico-bulimica u.u
    ma ora viene il bello.. la vera ispirazione mel’ha data una tizia che era venuta a parlare a scuola per la prevenzione dei disturbi alimentari 😀

    • ahaha beh si, immagino che gli psicologi si divertano più con te che con me. io ad ogni domanda rispondo “no – non sono io – no”.
      la cosa della tizia credo sia più comune di quello che si pensa sai? il che dimostra che i disturbi alimentari non si prevengono chiudendo siti pro-ana o robe del genere. tanto prima o poi ogni persona ci entra in contatto in un modo o nell’altro, e anche se il contatto in questione fa di tutto per sconsigliarti certi comportamenti, è facile caderci. io non sono assolutamente contro la prevenzione, anzi, ma parlare nelle scuole mi sembra più informazione che prevenzione. che non fa male, ma non previene niente.

      • ah,e sapessi quando dico che sono bugiarda patologica, promiscua, propensa all’abuso di alcol quotidiano e sostanze varie, al furto e via dicendo…quasi quasi mi vengono lì davanti!
        comunque sì,la prevenzione è quasi più dannosa che altro. ma non lo nego ,è quasi certo che ci sarei arrivata ugualmente.
        però mi fate un po’ ridere “no-non sono io-no”(wow!)
        “no -non sono un cliché-NO IO sono DIVERSA…” beh..quest’ulimo è il Cliché Supremo..mi spiace!

        • non mi ritengo, e credo che sia lo stesso per le altre commentatrici, diversa dalla massa. speciale, per così dire. mi ritengo diversa da un’idea stereotipata sbagliata di persona media che cade nel disturbo alimentare. credo che la maggior parte di persone che cadono nei dca siano diverse da quello stereotipo semplicemente perché quello stereotipo non esiste.
          credo che tu stia interpretando in maniera sbagliata il mio post. non intendo dire che io sono superiore a quelli che hanno una fissazione per la moda o che hanno una madre oppressiva, intendo dire che non è necessario avere una fissazione per la moda o una madre oppressiva per sviluppare un dca. che io, per esempio, pur non avendo avuto nessuno dei due, ho sviluppato lo stesso il disturbo. e che quindi bisogna andare un po’ più a fondo a cercarne le cause.

          • e anche quelle che corrispondono ai parametri hanno altri motivi. semplicemente questi parametri servono a poco o niente, per questo è irritante quanta importanza gli viene data. e il perfezionismo,nello studio e nel resto.. beh..è solo un altro sintomo per qualcos’altro,immagino
            in realtà avevo capito il post ma non riesco proprio a fare a meno di polemizzare
            sono il tuo perfetto modello di malata-stronza per il post “anoressiche angeli o demoni” 😀

  9. Ho sentito dire che si stima che una percentuale che va dal 20 al 50% di persone che soffrono di dca, ha subito abusi durante l’infanzia. Non è un dato sbandierato, anzi il trauma dell’abuso sessuale infantile è un argomento che non va più “di moda”, evitato il più possibile non solo da psichiatri ma anche psicologi. Dunque per te è anche questo soltanto uno stereotipo? eppure nei casi di trauma rimosso non lo si potrebbe sapere.
    Interessantissimo blog!

    • Mi fido poco di queste percentuali, mi viene da chiedermi come siano state fatte. In particolare se, come dici tu, in molti di questi casi si dovrebbe parlare di trauma rimosso. Chi hanno intervistato per ottenere questi dati? Senza contare che dal 20 al 50 è talmente vago che conta poco come statistica.
      Personalmente credo di si, credo che sia uno stereotipo strascico dell’era freudiana nella psichiatria. Poi, non dubito che un abuso possa contribuire ad un disturbo alimentare. Ma ci sono altre cause, e ci sono altri modi per reagire ad un abuso, e dubito fortemente che una persona con dca su due ne sia stata vittima.

  10. Ciao!
    So che il post è un po’ vecchio, ma lo commento perché solo oggi ho scoperto il tuo blog. E ne sono rimasta folgorata.

    Mi ritrovo troppo nelle cose che scrivi. E apprezzo tantissimo la tua ironia. Perché a un certo punto diventa anche essa un’arma di salvezza per non affondare. O, perlomeno, io la uso così.

    Soffro di dca da anni ormai. Sono passata dall’anoressia alla bulimia al solo binging, e ogni volta senza un motivo preciso. O forse questa è solo la mia impressione.

    Ti ringrazio per le tue parole. Io sono stufa di sentire persone esordire con “vomitare non deve essere poi così difficile, dopotutto …” E che credono di avere un dca perché a volte saltano un pasto o scelgono l’insalata invece di un primo.

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