Storia di anoressia su Le Iene

Sono assolutamente sconvolta.

Per caso mi sono imbattuta in un servizio delle Iene che è stato mandato in onda qualche mese fa. L’argomento? La storia di una ragazza anoressica, tale Sara Zanin, delle mie parti oltretutto, che dopo anni di lotta contro la malattia si è tolta la vita.

Il video lo trovate online, questo è il LINK.

sara zanin iene anoressia

Tutto inizia così quando le Iene ricevono una lettera “che li ha molto allarmati”. La manda una non meglio definita “persona del paese” che ha visto la magrissima Sara Zanin fare l’elemosina al mercato e ha deciso di rivolgersi alla trasmissione televisiva (e chi altri sennò?) affinché con le loro telecamere guaritive giungano a salvare la povera Sara. La Iena Nadia Toffa accorre.Di servizi/interviste/report sull’anoressia ne ho visto uno sfracello: ma non ne ho mai, mai, mai visto uno fatto così male, non ho mai visto un tale veicolo di disinformazione, non ho mai visto una reporter così sfacciata e ignorante. E sì che le Iene mi piacevano pure.

La prima parte del servizio comprende le interviste a Sara e la storia della sua malattia. Lei ha 24 anni,  è anoressica da almeno dieci e non pesa nemmeno trenta chili. Ha diversi tentativi di terapia falliti alle spalle e di tornare in ospedale non ne vuole sapere.

Il modo in cui queste interviste sono condotte è vergognoso. Innanzitutto, all’inizio Sara nemmeno sa di essere su un programma televiso. Sarebbe troppo scontato andare da lei e chiederle di raccontare la sua storia, come andrebbe fatto con qualsiasi altro essere umano. Invece no: Nadia Toffa si presenta come l’amicona di turno, le da un passaggio in macchina e la accompagna al bar, e un po’ alla volta inizia a farle domande sulla sua vita. Solo dopo (credo) le spiega di essere delle Iene.

Con la storia di fare l’amica le dice anche che sua sorella soffriva di anoressia ed è guarita: cioè, le mente spudoratamente. Più avanti nel servizio, Sara spiega che le farebbe piacere incontrare tale sorella. E la Toffa cosa fa? Prende la rubrica telefonica e trova un’ex-anoressica a caso.

Ci sono poi le interviste ai compaesani che la vedono passare (perché l’opinione della giornalaia è sempre fondamentale), qualche perla di saggezza della Toffa e le descrizioni delle varie ossessioni, sempre accompagnate dai commenti moralistici.

Quello che più mi da fastidio nel video, poi, è il tono che viene usato. La Toffa parla a Sara come a una bambina di cinque anni: fa quella vocetta da papera, usa mille diminutivi, “magrolina”, “soldini”, “pancino”, e via dicendo. La voce narrante esterna, invece, quella che le Iene aggiungono sempre ai filmati, adotta lo stesso tono tragico-apocalittico che usano per sette sataniche e affari mafiosi.

La mia domanda a questo punto è: che cazzo di senso ha questo servizio? Della serie, prendiamo un’anoressica x, la quale non ha mai chiesto di andare in tivù a parlare della sua vita, la prendiamo in giro per qualche settimana e poi lo mettiamo sulla rete nazionale.

Primo, sicuramente non hanno aiutato Sara. Secondo, non hanno fatto prevenzione contro l’anoressia, non hanno creato un deterrente per le future anoressiche: per la semplice ragione che i deterrenti contro l’anoressia non esistono.

Che abbiamo mostrato la realtà dell’anoressia? Forse. L’unica cosa che apprezzo nel servizio è che non abbiano censurato l’esperienza di Sara, facendo perlomeno vedere che l’anoressia è una malattia seria e che non sia la solita fissazione per la moda o per la bellezza.

Però mi sembra anche che, in fondo, non abbiano chiarito la realtà dell’anoressia; ma abbiano invece finito con lo sfruttare i soliti elementi sensazionalistici, ossia la ragazza scheletrica, i denti marci, il semi-digiuno, per fare un po’ di audience. Ma alla fine non hanno fatto che ricalcare le solite idee stereotipate: prima fra tutte, che le anoressiche non hanno un cervello. Il risultato finale del servizio è una mera, inutile compassione verso l’anoressia. Grazie al cavolo, quella la sapevamo già fare da soli.

Fondamentalmente, le Iene non sanno come parlare di anoressia. Perché sono ignoranti in materia e perché non è il loro ruolo: e, di conseguenza, non dovrebbero affatto permettersi di parlare di anoressia. Come dice il dottor Cardone, direttore sanitario dell’ospedale di Monselice, nella seconda parte del servizio: signora Toffa, “se lei dice delle robe di cui non sa, è meglio che taccia”.

Ad un certo punto del servizio, le interviste a Sara si interrompono. La ragazza, costretta al ricovero e poi scappata dal centro di cura, si è tolta la vita. E dell’episodio del suicidio, ovviamente, ci vengono raccontati tutti i dettagli morbosi.

La seconda parte del servizio, quindi, si occupa della ricerca dei colpevoli. Qui compaiono i genitori della ragazza, povere anime, che ovviamente non riescono a darsi pace sulla morte della figlia. E allora la Toffa cosa fa? Corre all’ospedale dove Sara era ricoverata per chiedere perché non sono riusciti a guarirla e perché è riuscita a scappare; e, neanche a dirlo, per scagliare colpe a destra e a manca.

Vaglielo a dire te alla Toffa che, se una ragazza anoressica non decide di guarire in prima persona, c’è assai poco che i medici possono fare. Che la colpa non la si può dare ad un medico, la si può dare solo alla malattia.

Insomma, morale della favola: se lo potevano risparmiare. Se lo potevano davvero risparmiare. Questa è anoressia usata per fare audience, alle spese della memoria di una ragazza che è morta e dei genitori che non riescono ad accettare il lutto. E’ una delle cose più orride che io abbia mai visto.

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19 thoughts on “Storia di anoressia su Le Iene

  1. Inutile servizio, che io, come una scema, non mi sono persa.
    Quindi cosa ha imparato la gente da questo servizio?
    Che le anoressiche sono inguaribili e vivono di cappuccini?
    Mi viene da piangere.

  2. Che odio, altrochè!
    Io questo servizio delle Iene non l’avevo visto… ne avevo visto un altro sempre sulla tematica DCA, ma diversi anni fa, che mi era parso decisamente migliore… questo l’ha decisamente – passami il francesismo – smerdato.
    Peraltro, non mi è piaciuta affatto la parte finale in cui si parla di colpe. Colpa del medico, colpa del personale sanitario, colpa dell’ospedale, colpa della famiglia, colpa di Sara… e che è, un tribunale??… E’ ovvio che la migliore equipe medica di questo mondo non può fare niente se la persona non è benché minimamente aperta all’idea di cambiare la sua situazione… ed è altrettanto ovvio che, se una persona con l’anoressia (o la bulimia) non decide di cambiare la situazione, non lo fa perchè è stupida barra matta barra egoista e viziata, bensì perchè il sintomo rappresenta una forma di coping così totalizzante che se non vengono viste alternative è impossibile da mollare. In tutto questo, non mi sembra si possano ravvedere colpe… perchè nessuno sceglie un male sapendolo tale, ma solo se, per sbaglio, in un certo momento della sua vita lo percepisce come un bene rispetto a un qualcos’altro che viene visto come un male maggiore.
    Inoltre, la mia opinione è che non hanno mostrato la realtà dell’anoressia: hanno solo fatto vedere un caso estremo e dal finale tragico che, proprio per queste caratteristiche, fa aumentare lo share. Ma quella di Sara, a mio parere, non è la realtà dell’anoressia, è solo uno spaccato particolarmente spinto, un caso non proprio comunissimo… La realtà dell’anoressia (o, comunque, più in generale, di un DCA) è quella di noi ragazze comuni che con un peso più o meno nella norma cerchiamo di affrontare la vita giorno dopo giorno con quella voce nella testa che non se ne vuole andare neanche dopo anni, noi ragazze comuni che ogni tanto ricadiamo, noi ragazze comuni che magari non riusciamo ad andare a mangiare una pizza con gli amici come fanno tranquillamente tutti i nostri coetanei, noi ragazze comuni che a volte abbiamo ancora difficoltà a concentrarci sullo studio/sul lavoro perchè prevalgono certe fisse, noi ragazze comuni la cui vita è nella sua quotidianità pesantemente condizionata dalla presenza di un DCA, pur non essendo più esageratamente emaciate. Questa è la più comune forma di realtà dell’anoressia. Esistono certo casi estremi, ma non sono la regola. Io stessa, diversi anni fa, per un certo periodo sono stata un “caso estremo”, ma è stato un periodo che si è concluso relativamente in fretta, se consideriamo unicamente l’esteriorità. E quello non è stato forse neanche il peggio. Il peggio è venuto dopo. Quando ho iniziato a combattere. Questa è la realtà dell’anoressia: questo pantano nel quale si rimane mentalmente invischiate e non te lo scolli di dosso, diamine, neanche dopo anni ed anni. Ma nessun servizio delle Iene questo lo dice.

    • Sono perfettamente d’accordo Veggie. Io l’unica cosa che riconoscevo al servizio delle Iene è quella di non aver fatto passare l’anoressia come la malattia delle modelle. Ma come ho detto sono caduti nell’altro stereotipo, quello del sensazionismo via ragazza-scheletro. Poverina.
      Quello che mi da più fastidio è che avrebbero effettivamente il potere di fare qualcosa: un sacco di genitori, amici, fidanzati di persone con dca guardano le iene, e se proprio hanno intenzione di fare un servizio sull’anoressia almeno potrebbero dare qualche consiglio unico.
      Invece niente. Facciamo audience.

  3. Appunto, io il servizio l’ho visto con mio papà e pure lui che non mi capisce si è tanto incazzato xk non ha trovato nessun consiglio ne rispetto x la ragazza e x i genitori…io ero incazzata xk ho solo visto una ragazza malata imbrogliata da una giornalista che non sa niente di niente sull’anoressia…xk dai…se sapesse qualcosa non sparerebbe cazzate come ‘si sta GUSTANDO fino all’ultimo sorso il suo cappuccino‘…forse parlo solo x me ma io il cibo lo odiavo(forse odio ancora)tutto quanto…di certo non lo gusto…cmq da quello che avevo capito no Nadia non ha mai detto a Sara di essere delle Iene…l’ha detto solo dopo la sua morte quando è andata a parlare coi genitori e la sorella…pessima -.-

    • Dici che non gliel’abbia mai detto? Che non abbiano mai tirato fuori le telecamere?
      Oddio, spero davvero di no. Sarebbe ancora peggio di come ho pensato.
      Comunque sarebbe quasi da scrivergli una lettera di sdegno.

  4. Sinceramente non ne sono sicura totalmente…però mi sembra di aver capito così visto che la telecamera era sempre nascosta quando parlava con lei…

  5. Ho visto anch’io questo servizio ed ho pensato esattamente le stesse cose. Peccato, lo ritenevo un programma sopra la media (eccetto per i conduttori-velini). Ancora peggio vedere il servizio con i genitori del mio ragazzo che non ne capiscono una beata minchia (perdona il francesismo) e dicevano “ah si si è proprio così, giusto giusto…”

    Comunque, ho un pensiero per te sul mio blog, se ti va passa a ritirare il premio e fammi sapere se ti va di essere aggiunta alla mia “ragnatela”:
    http://whatithinkisperfect.blogspot.it/2013/04/bellissimaio.html

    • Lo so, alla fine mi è sembrato che le Iene dicessero solo quello che la gente voleva sentirsi dire sull’anoressia, e soprattutto che volessero solo incolpare qualcuno. Che schifo.

      (ps: NO. IO NON PERDONO I FRANCESISMI. 😉

      Grazie mille per il pensiero!!!!! Grazie mille, sono felice che il blog ti piaccia! Cosa vuol dire far parte della tua ragnatela di blog amici? Io ci entro volentieri, sono una ragnatellover, ma cos’è esattamente?

      • Non avevo ancora visto che mi avevi risposto qui scusa. La “ragnatela”, consiste semplicemente nell’aggiungere il link al tuo blog in una colonna sempre visibile sulla mia pagina, così da far notare il tuo spazio a qualche lettore in più. Lo scopo è diffondere blog meritevoli e che trasmettono messaggi positivi (anche se so bene che non vuoi essere definita come una pro-ricovero o qualsiasi altra cosa).

  6. Non avevo mai visto un video che trattasse di dca… e devo dire che questo mi ha davvero sconvolta.
    Ma che roba è? La ricerca dei colpevoli?
    Mi ha spiazzata. Sono senza parole. Forse si dovrebbero fare altri servizi su queste malattie, ma con lo scopo di sensibilizzare le persone al disturbo alimentare, visto quasi sempre come un capriccio.

    • Si io sono assolutamente pro informazione, il problema è che questa informazione la danno persone che non hanno idea di cosa stiano parlando. E così diffondono stronzate.

      Avevo postato una recensione di un documentario qualche tempo fa, si chiama Thin e si trova su Youtube. Quello a mio parere, è un po’ meglio. Non direi perfetto, ma decisamente meglio de sta schifezza.

  7. è schifoso, è schifoso.
    è schifoso non ho altre parole.
    Quando la descrive alle macchinette. è schifoso. Le interviste a caso. tutto. Il modo in cui la tratta, il suo rompere i coglioni. Eccetera.
    Che rabbia!

    • Lo so, la scene delle macchinette è terrificante. Sembra che tutto sia fatto per dimostrare che questa ragazza è un’idiota. E’ consumata dalla malattia, questo è palese, ma è ancora un essere umano, porca miseria.

      • fa schifo. mi è salita una rabbia infinita. la toffa mi fa schifo. questi servizi mi fanno schifo. la descrivono come una bestiolina. che dovevano tenerla sotto chiave. ma perchè mi chiedo, perchè… ringrazio di aver chiuso la tv anni e anni fa…

  8. Non lo avevo visto prima questo servizio. Ora ho iniziato, ma mi sono fermata a metà, non ce la faccio proprio a finirlo. Sto male. Terribile.

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