Estratti da siti pro-ana, parte seconda

(a continuazione del post precedente)

Quindi. Tirando le somme. A me non me ne fregherebbe neanche tanto di questi innocui blog pro-ana, se non fosse per una cosa: che sono pubblici. Che tutti li vedono, tutti ne parlano, e tutti pensano che il cervello di una pro-ana possa essere paragonato al cervello di un’anoressica media.

Se le pro-ana formassero un club in stile massoneria segreta, non me ne fregherebbe proprio un fico, che facciano tutte le diete del pompelmo che vogliono e lascino in pace il mondo. Ma invece no. Aprendo questi blog pubblici, si offrono come target per tutte le critiche ignoranti contro l’anoressia. La gente già tende a pensare che l’anoressia è la malattia delle bambine viziate, e quell’esercito di bambine viziate che sono le pro-ana non fanno altro che dargli ragione.

E anche per questo ho degli esempi, trovati direttamente su blog e siti pro-ana, che dimostrano quanto le pro-ana fomentino l’odio contro chi soffre di disturbi alimentari (e dopo la xenofobia e l’omofobia, signori e signore, l’anoressicofobia) – e quanto rendano impossibile far sì che i dca vengano presi sul serio.

Ecco alcuni dei commenti.

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Non sono cose esattamente belline da leggere, che dite? Ovviamente non si può dare tutta la colpa alle pro-ana. Bisogna dire che chi lascia questi commenti spara le prime cose che gli vengono in mente e si preoccupa di essere il più offensivo possibile: insomma, si tratta anche lì di una schiera di coglioni che parla per dare aria alla gola, e non ci pensa due volte prima di sputare sentenze su cose di cui non sa davvero niente.

Però c’è un motivo se nel mio blog questi commenti non compaiono (e vi assicuro che non censuro) e nel loro sì. Perché io/noi abbiamo un cervello, nonché disturbo alimentare vero, di quelli che uno non si vanta di avere e sicuramente non si va a cercare.

So per certo che ci sono molte persone che capitano sul mio blog alla ricerca di regole pro-ana. Spero che abbiate il coraggio di ribattere e commentare; sarebbe davvero interessante sentire la vostra versione della storia. (Spero anche, onestamente, che questo blog generi una specie di ispirazione mistica che vi faccia smettere di essere pro-ana, ma non so se arriva a tanto).

ps: e scusate se parlo spesso di pro-ana, ma uno degli obbiettivi principali di questo blog è quello di distruggere i cliché sui disturbi alimentari, e le pro-ana rafforzano i cliché più fetenti.

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17 thoughts on “Estratti da siti pro-ana, parte seconda

  1. scusami, ma a me fanno ridere. Le pro-ana che scrivono c*****e, questi pseudo moralisti che fanno la paternale tutti furenti andando anche a scomodare i bambini del terzo mondo, le pro-ana che rispondono tutte in coro e avanti così…
    Insomma, davanti a queste piazzate mi sento come quando due persone si dicono bugie a vicenda e tu sei l’unica a sapere tutta la verità, ecco perchè mi fanno ridere.

  2. Si anche sta volta mi trovo d’accordo con te…tenessero le loro stupidate in segreto così da non far passare una malattia pericolosa come l’anoressia/bulimia per una strana fissazione per cui per essere belle bisogna essere magre, poi non troveremo così tante persone in giro come quelle che hanno lasciato questi commenti.

  3. Ho trovato il tuo blog ieri, credo di aver letto la maggior parte dei tuoi post e mi trovo d’accordo con molti di essi (non a tutti, lo ammetto, ma credo che sia normale). Ho sempre detestato chi pubblicizza i proprio problemi come le pro-ana, chi non vede l’ora che tutti sappiano che sono malate (quando neanche lo sono), chi è aggressivo senza ragione. Ma detesto ancora di più quelli che commentano, la verità è questa: la gente si sente sempre più utile se esprime giudizi che nessuno gli ha chiesto. Hai ragione tu, non dovrebbero essere pubblici, e non solo per i contenuti dei blog, ma anche perchè chi commenta alimenta pensieri sbagliati e intolleranti.

  4. Concordo sul fatto che i blog pro ana dovrebbero essere privatizzati dalle rispettive autrici… ma così non potrebbe mai funzionare, per loro. Mi spiego. Come più volte si è detto, sul tuo e sul mio blog, le pro ana sono ragazze che non hanno un DCA, ma che per qualche astruso motivo vorrebbero averlo. E provano a fingere di essere anoressiche/bulimiche, credendo – nella loro ignoranza totale in materia – che un DCA sia solo una questione di peso/restrizione/vomito/diari alimentari, e su queste tematiche infatti incentrano i loro blog. Ma resta il fatto che non sanno cosa sia un DCA, e che tutto quello che vogliono è la considerazione altrui, il sentirsi parte di una “comunità virtuale” di piccoli cloni che lasciano commenti a stampino, il potersi lagnare così c’è qualcuna che le consola… insomma, il motivo primo per cui scrivono certe cose, secondo me, non è tanto il presunto DCA, ma semplicemente la voglia di essere al centro di un’ipotetica attenzione virtuale, di essere “viste”, lette, commentate. Se i blog pro ana venissero privatizzati, e quindi nessuna delle ragazze che vagano per Internet cercando blog di questo tipo potesse casualmente accedervi, leggere e commentare, i blog pro ana cesserebbero di esistere. Perchè non sono blog che parlano della malattia, nè valvole di sfogo: sono solo una richiesta di attenzione, fatta su tematiche sbagliate e che non conoscono. Se gli togli l’attenzione perchè privatizzi, non avrebbero più interesse a scrivervi. Non lo so, ovviamente, magari sbaglio, ma mi è venuto da pensare questo…

    A parte questo… senz’altro i blog pro ana fomentano i luoghi comuni sui DCA, quando a leggerli è chi non ha vissuto sulla propria pelle un DCA, e quindi di fatto non sa cos’è… su questo, sono d’accordo e condivido anch’io l’odio profondo verso chi contribuisce a diffondere tante e tali cazzate su anoressia e bulimia.
    Però, onestamente, biasimo anche la gente che lascia commenti del genere. Perchè penso che sia possibile criticare vuoi senza bisogno di aggredire (anche perchè se critichi aggredendo, legittimi l’altra persona a rispondere per le rime e a creare il mercato del pesce, però poi la critica non arriva a bersaglio, perchè coperta dai vicendevoli insulti), vuoi senza bisogno di tirare fuori cumuli di maleducazione (perchè puoi anche scrivere la critica più intelligente del mondo, ma se lo fai in maniera impropria ci fai la figura di quello che è dalla parte del torto anche se hai ragione). Senz’altro le persone che lasciano commenti come quelli che hai riportato non ne sanno nulla nè dei DCA nel del pro ana… però, più che altro, mi sembrano dei frustrati che sfogano le loro insoddisfazioni della quotidianità aggredendo verbalmente delle stupidine e facendosi scudo dell’anonimato… cosa che mi pare molto fine a se stessa.
    Tra questi commentatori e le pro ana, non so davvero quale sia la categoria peggiore. Certo è che se si mettono insieme rasentano veramente il peggio del peggio.

    • credo che quello che dici nella prima parte del commento abbia molto senso, e in effetti non ci avevo pensato. che alla fine i blog siano una richiesta di attenzione intendo. in realtà riesco ad immaginarmi abbastanza bene la scena: ragazza che guarda la tivù, fanno un servizio sulle pro-ana, e lei pensa con un certa soddisfazione “non ci capiranno mai”. quindi si, credo che si nutrano non solo dell’attenzione che si danno a vicenda, ma anche di quella che ricevono in generale.
      poi. ovviamente non giustifico chi lascia quel tipo di commenti. è una della cose che mi scazzano di più di internet, e io amo internet con tutto il mio cuore – ma non capisco perché chiunque si senta in diritto di dire qualsiasi cosa su qualsiasi argomento e nel modo più offensivo possibile. a me da piccola hanno insegnato l’autocensura, della serie “prima pensi, poi parli, non parlare per dare aria alla bocca”, però a quanto pare non è lo stesso per tutti.
      quello che penso, però, è anche che per quanto esagerati i commenti dimostrano quello che tante persone pensano dei disturbi alimentari. io spero che al mondo ci sia gente migliore, e sicuramente c’è tanta gente che non lo esprimerebbe mai in quei termini. però credo che sia abbastanza significativo che le pro-ana, anche se su una parte particolarmente maleducata della popolazione, abbiano quell’effetto lì.

      • Innanzitutto ti faccio i complimenti per questo tuo blog…non penso sia facile anche solo scrivere e parlare di certe cose, avendo una tale sofferenza e continua lotta dentro di sé.
        Sono finita qui dopo aver letto alcune cose pro-ana (non le cercavo), sono rimasta sconcertata, e devo dire che condivido ciò che dici…sarebbe importante che venissero fatte le dovute distinzioni, e che le persone fossero più informate sui DCA (questo blog è molto utile al riguardo) dal momento che di cazzate se ne dicono molte…nonostante ciò mi è sorta una riflessione…mi chiedo se sia così facile distinguere in modo netto e certo le ragazze che fingono anoressia da quelle realmente anoressiche (ovviamente, senza conoscerle dal vivo, intendo)…precisando che mi sono chiare le differenze…penso anche io che la maggior parte di quelle ragazze che si definiscono pro-ana non soffrano realmente di un disturbo alimentare…nonostante ciò considero valida l’ipotesi che fra tutte quelle possa esserci qualcuna realmente anoressica o bulimica, oppure che lo diventeranno…ovviamente chi soffre di questo disturbo e conosce questo inferno, può solo sentirsi infastidita o ferita da persone che affermano di desiderarla…ma può darsi (lo chiedo anche a te) che nella fase iniziale della malattia, per alcune ragazze, questa venga “cercata” e “voluta” a livello più conscio? non mi riferisco ovviamente alle ragazze interessate a perdere peso solo per essere belle e a situazioni simili, ma persone che abbiano già un determinato vissuto ossessivo e problematico all’interno di sé, nel rapporto col cibo, ma che in più abbiano un bisogno maggiore di “attirare l’attenzione”…questo non visto come un banale o superficiale “esibizionismo” ma espressione più profonda di un disagio e una mancanza di amore. In fondo credo (correggimi se sbaglio!) che anche una malattia come l’anoressia possa, in alcuni casi, essere mantenuta perché alla mente della persona che ne soffre, pare offrire dei “vantaggi” (poi del tutto illusori, e questo la persona lo capisce solo quando se ne trova davvero immersa fino al collo e capisce che di vantaggi non ce n’è nessuno). Non sottovaluterei l’aspetto del “cercare attenzione”, perché non è per forza banale o qualcosa di adolescenziale… pure sapendo che l’anoressia è un problema assai complesso e che trova le sue radici in altri vissuti più profondi, avevo letto di anoressiche che spiegavano come in parte quel loro stesso “sparire” celasse un bisogno di essere “viste”, in fondo era un urlo di disperazione e richiesta di aiuto.
        Leggendo su uno di quei siti, “Lettera da Mia” (non vorrei fare pubblicità ma solo farti capire a cosa mi riferisco), ho trovato descritti diversi aspetti, nell’identificare la malattia come parte scissa di te che ti ossessiona, e tutto questo mi ha portato a chiedermi se delle ragazze in cerca di attenzione possano davvero arrivare a desiderare certe cose fino al punto di parlare di morire (perché spesso vengono usate queste parole, ed espressi desideri di distruttività e autoannientamento).
        Un’altra cosa…hai indubbiamente ragione, riguardo al fatto che non basta voler essere anoressiche o leggere quei siti per diventarlo…dunque chi sviluppa un tale disturbo lo svilupperebbe a prescindere da quelle cose…al tempo stesso però non darei per scontato che invece alcuni di quei siti possano nuocere e incoraggiare alcune ragazze a intraprendere percorsi distruttivi…e non solo per motivi “estetici”.
        Ti chiedo scusa per essermi dilungata, ma ci terrei a precisare che questa è solo una considerazione e volevo sapere il tuo parere…assolutamente non giudicare o difendere una parte invece che un’altra…è proprio un mio interesse all’argomento…sicuramente motivato da certi miei vissuti.
        Ti sono vicina e hai tutta la mia stima…spero tantissimo che potrai lottare fino a poterti liberare di questo “mostro”
        Un caro saluto, e grazie, se potrai rispondermi

  5. sarò una voce un po’ fuori dal coro… è vero: i siti pro-ana non creano un DCA. Possono però incrementarlo in chi ci è già, ma magari non sa di esserlo. Per quanto mi riguarda,il momento in cui digitai per la prima volta “bulimia” su google marcò per me l’ingresso nei dca veri e propri. Ero terrorizzata dall’idea di ingrassare già a 11 anni e cercavo di saltare i pasti quando potevo. Forse però sarei andata oltre o forse no. Ma leggere quei commenti sul vomito autoindotto e vedere quelle foto scheletriche hanno probabilmente peggiorato tutto. Protetecontraddirmi ma io un dca me lo sono creato da me: dopo aver girato tra quei blog il mio pensiero si èdecisamente focalizzato sul cibo e sulle calorie. Mi hanno dato l’impressione che forse non era poi così sbagliato. Sono riuscita ad imparare a infilarmi due dita in gola. Da sola probabilmente non ci sarei arrivata. E anche dopo le sedute di terapia, quando mi avevo fatto raggiungere il sospirato normopeso, l’esistenza di questi siti mi faceva credere che avrei potuto ricominciare da capo e ogni anno puntualmente ci ricascavo. Secondo me quindi i siti pro-ana e pro-mia possono sicuramente intensificare e “normalizzare” i dca in persone già predisposte.
    Vabbè la finisco qui.

    • E’ un punto di vista interessante.
      C’è veramente da chiedersi se una persona propensa può essere spinta sulla strada dei disturbi alimentari da un sito pro-ana. La tua storia discorda un po’ dalla mia esperienza. Per quanto io abbia visitato siti pro-ana in passato, li ho sempre trovati un po’ inutili, ed anzi, ho cominciato a visitarli ben dopo essere caduta nella malattia.
      Credi che siano stati i siti pro-ana a farti credere che potevi ricominciare sempre da capo, e a farti ossessionare? Non lo so, mi sembra che un po’ tu stia scaricando la colpa. Però voglio dire, ognuno vive le cose in maniera diversa, e posso capire che il sito pro-ana possa aver intensificato o reso più rapido un processo che stava già avvenendo.

      • Uhmm. Non lo so, forse sto attribuendo troppa importanza ai siti pro ana. In effetti, ora che sono più grande e anche più lucida questi siti non mi dicono granché: sono un po’ come il fenomeno degli Emo che tutti hanno associato al ben più complesso problema dell autolesionismo. All’ epoca però ero adolescente anch’io e quindi più suggestionabile. C’è da dire che dopo qualche mese, io stessa ho lasciato perdere quei siti ma per avere una situazione più normale mi ci sono voluti altri 6 anni.
        Comunque grazie sai? ? Mi hai fatto riflettere di più sul mio dca di quanto faccia di solito. ..

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