Il bisogno di parlare di dca

I disturbi alimentari sono le malattie dei segreti. E fin qui ci siamo. Spariamo centinaia di balle pur di non essere costrette a mangiare, pur di continuare a perpetrare indisturbate il nostro disturbo alimentare. Suonerà quindi un po’ paradossale se dico che, al di là di questo muro di bugie, molte anoressiche/bulimiche provano uno spasmodico desiderio di confessare tutto. Anzi, confessare non è la parola giusta: di parlare per ore, dettagliatamente, del proprio disturbo alimentare, di raccontare tutto, di rispondere ad ogni domanda.

Un po’, si tratta del peso dei segreti. E’ difficile vivere una specie di seconda vita malata, è difficile non avere nessuno a cui poter dire la verità. Ovvia conseguenza: si finisce con l’allontanare le persone, e di trovarsi ancora più soli (come se tutti gli altri comportamenti legati al disturbo alimentare non rendessero asociali abbastanza).

Un po’, un po’ molto, si tratta del fatto che chi soffre di un disturbo alimentare pensa a suddetto disturbo alimentare costantemente, lo ritiene forse la parte più significativa della propria vita, e quindi avrebbe mille cose da dire al riguardo. Potrebbe discutere per ore delle calorie che ingerisce; e non solo di quello, ma anche delle sensazioni, dei sintomi, di tutte le robe psicologiche varie. E’ abbastanza logico: se uno pensa continuamente a cercare lavoro, quando si vede con qualcuno per un caffè gli parlerà dettagliatamente di come sta cercando lavoro, e gli farà piacere condividere l’ossessione. Ed è la stessa cosa, in maniera un po’ più malata per i disturbi alimentari.

A causa di questo desiderio pressante di parlare del disturbo, nascono comunità online dove le persone con disturbi alimentari si sfogano. Non sto parlando di siti pro-ana. Sto parlando di cose un po’ come questo blog (la prova del mio bisogno di parlare dei dca) e di tutte quelle decine di blog personali dove chi ha un dca si racconta. Nonché dei video su youtube, lì ci sono perfino ragazze che mostrano tutto quello che mangiano durante un’abbuffata. E anche quelli che raccontano la storia di una guarigione, diciamo la verità, vengono messi per dimostrare le sofferenza dell’anoressia ma funzionano anche come un’ennesima confessione video.

Se tutte queste confessioni vengono fatte in rete, e spesso anonimamente, piuttosto che ad un amico, è per le varie paure che una confessione a tu per tu comporta: per dirne due importanti, beh, che tale amico possa giudicare o che possa cercare di far uscire dal disturbo alimentare. Indi per cui, le comunità online sono fondamentali – ovviamente se gestite con un po’ di sale nel cervello, evitando magari la comparsa dei dieci comandamenti ana e cose del genere. Indi per cui, anche, se la persona con dca non si sentisse minacciata (oddeus, mi sembra di parlare di un cucciolo di foca) ve ne parlerebbe volentieri.

Non so se chiunque, nel tentativo di aiutare qualcuno con un dca, sia in grado di mettersi nella condizione di ascoltare senza giudicare – principalmente perché le cose da ascoltare spesso fanno male. Io, per esperienza personale, credo sia possibile: come ho accennato sul post sul coming out, mi è successo di riuscire a parlare con qualcuno e, per quanto abbia sempre evitato i dettagli gore, di essere ascoltata senza eccessivi shock. Non so.

Comunque. Una cosa che sento dire da molte persone che stanno cercando di guarire è che una volta che cominciano non smetterebbero più di parlare di anoressia. Che togliersi il peso dei segreti è una delle sensazioni migliori di tutto il processo. Io, pur non essendo in fase avanzata di guarigione, condivido.

(ps: avete notato che sto usando sempre meno parolacce? wow. sto diventando una persona seria)

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21 thoughts on “Il bisogno di parlare di dca

  1. C’è una sola persona che è a conoscenza del mio dca e quando comincio a parlarne non la smetto più! Tanto che questa persona una volta mi ha interrotta dicendo “Basta, sei ripetitiva!”

    • ahia! si capisco benissimo, anche a me è successo di annoiare, nonostante tutto quello che dicevo mi sembrasse diverso il mio interlocutore mi ha fatto notare che “in un verso o nell’altro sono tutte minchiate con il cibo, non c’è tanta differenza”.

  2. Wow, sì, ho notato. Complimenti.
    Comunque condivido quel che hai scritto, pure io nel blog ho scritto una cosa simile tempo fa… Avere una persona che ti ascolti senza giudicare ti fa sentire un tantino più leggera…

  3. Nonostante la voglia e il bisogno di parlarne, che mi ha portato ad aprire il mio blog di recente, ci sono dettagli del mio disturbo alimentare che farei davvero fatica ad confessare a chiunque, come certi gesti e comportamenti durante momenti di pura irrazionalità che sembrano più appartenere ad un animale piuttosto che a una persona. Farei fatica pure a scriverli sul blog perchè me ne vergogno!

    • Sì, anche quella è una parte importante. Alla fine internet è l’unico spazio dove non ci si sente giudicate per niente. Anche se devo dire che ultimamente sono stata a qualche gruppo di supporto dove mi sono sentita nello stesso modo.

  4. Sì, son d’accordo con quel che hai scritto… anch’io, che detesto parlare di DCA nella vita quotidiana, e che non vorrei che nessuna delle persone che ho accanto adesso venisse a sapere del mio passato/presente di anoressia, utilizzo comunque Internet come canale comunicativo rispetto al DCA.
    Hai mai pensato che questo fatto potrebbe essere anche un modo, per chi ha un DCA, di circoscrivere la propria patologia ad un ambiente relativamente “protetto” nonchè di scambio?… Scrivere sul un blog è un modo per “alleggerirsi” dalla doppia-vita che un DCA ti fa vivere, e allo stesso tempo ti permette di confrontarti con persone che hanno la stessa problematica (anch’io adesso mi riferisco a chi tiene blog tipo i nostri, non pro ana e cavolate varie) e che magari ti offrono spunti di riflessione e, perchè no, anche soluzioni cui la persona da sola, pur nel suo intorcinarsi in tutti i pensieri possibili ed immaginabili sulla propria condizione, non era riuscita ad arrivare. E’ una comunità in cui vige una sorta di “do ut des”, la possibilità di scambiarsi idee reciprocamente, che ritengo sia comunque, anche quando l’altro la pensa diversamente da noi (anzi, soprattutto quando l’altro la pensa diversamente da noi) un modo per arricchirsi come persone.
    Inoltre – ma qui parlo esclusivamente per me stessa, non intendo fare generalizzazioni – il tenere un blog che tratta di DCA mi ha permesso di limitare la trattazione dell’argomento a quei momenti (non più di 30 – 60 minuti al giorno) in cui sto su Internet, per poi potermi dedicare a tutte le millemila altre cose che ho da fare nella mia vita (studio e lavoro in testa…)
    Quindi, in definitiva, sì, penso che avere un blog, e scrivere, e scambiare commenti con persone che si trovano nella stessa situazione per quel che concerne il DCA (ripeto, parlo dei blog senzienti, non dei blog pro ana!), sia una buona integrazione al percorso di ricovero che, ciascuna a proprio modo, realizza nella propria vita quotidiana.

    P.S.= Sì, avevo notato. Meglio: se voglio un coacervo di parolacce, vado a leggere il blog di Beppe Grillo. ^^”

    P.P.S.= Chiedo venia per il commento chilometrico che ti ho lasciato sul mio blog in risposta al tuo ultimo commento su “La strategia del derby perpetuo”… spero che non ti addormenterai troppo nel leggerlo… ^__^”

    • sono assolutamente d’accordo. per me anche solo questo blog è stato uno strumento utilissimo, e ovviamente lo scambio di idee su internet in generale. è la solito storia del “non sono sola”, in un certo senso, oltre a varie info per la guarigione che possono essere scambiate.
      ti dico, io certo non riesco a limitare il mio dca al tempo che passo su internet, e anche se lo facessi passo talmente tante ore su internet che sarebbe la stessa cosa. però in un certo senso credo che il blog mi aiuti a riflettere sul disturbo alimentare, alla zeno cosini diciamo, e quindi prenderne in un certo senso le distanze.
      quindi, assolutamente, viva internet.
      adesso vengo a vedere la risposta al commento, sono sinceramente preoccupata. scherzo 🙂

  5. ciao, sono sparita, cioè no, ogni tanto passo, mi aggiro come un fantasma tra le tue sagge e acute parole e dico: “cavoli! che bello come scrive questa ragazza, sono contenta che esista, un po’ meno che esista lo schifo di cui parla” (anche se ripeto, lo fai con estrema dovizia).

    nel mio caso, la combinazione anoressia/bulimia con feticismo per le parole è stata letale. insomma, ho sempre avuto bisogno, ho sempre rincorso il mio problema attraverso le piaghe del linguaggio, le seghe pseudo poetiche mentali e chi più ne ha più ne metta.

    adesso ho raggiunto un livello di sublimazione a affettazione teorica abbastanza elevato da poterci fare dei poemi sul corpo, l’anoressia e il porno. e infatti lo faccio, infestando la rete con le mie paranoie.

    insomma, sono una brutta persona che cerca di fare del suo meglio per elaborare il marcio che ha dentro, e a volte ci riesco pure in modo brillante, altre volte no.

    è normale. è umano. se c’è un segreto c’è anche l’impellente bisogno di confessarlo… il bello dei “segreti” è il loro essere pruriginosi. (e la letteratura vive di questi segreti pruriginosi)

    a breve forse aggiorno un po’ il blog per dare a voi amiche di percorso segni di vita intelligente
    (sigh. spero)

    un abbraccio cara trappolapertopi,
    Musidora

    • Yey grazie per questo segno di vita!
      Hai ragione – si tratta di bisogno di confessare segreti, ma anche di elaborare il disturbo alimentare in generale, e non c’è modo migliore di farlo che parlarne – o scriverci poesia, se uno è in grado 🙂 Credo che in entrambi i casi sia un processo che fa parte della guarigione, mentre il disturbo ti spingerebbe a tenerti tutto per te, e quindi ben venga.
      Aspetto il tuo aggiornamento, ma capisco benissimo che ci siano dei periodi in cui il blog proprio non lo puoi vedere. Quindi tranqui 🙂
      Un abbraccio back!

  6. Hai ragione…la voglia di parlarne da parte mia è tanta…se potessi starei ore a parlare del mio disturbo e non la finirei più sinceramente…ovviamente mi rendo conto che nessuno avrebbe voglia di ascoltarmi davvero…insomma dai…la gente si stufa di sentire parlare di queste cose..io non dico nulla con chi non mi può capire..e non esagero nemmeno con chi può capirmi, arrivo sempre a bloccarmi..anche se vorrei dire un sacco di cose…
    Finisco dicendoti che questo blog è fantastico 🙂 bravissima complimenti davvero 😉

    • certo, credo che si possa parlarne fino ad un certo punto, ovviamente non si può scaricare la propria ossessione su qualcun altro. per quello è bello avere un terapista, immagino. 🙂
      grazie per i complimenti!

  7. Da disturbata alimentare quale sono quando ieri ho scoperto questo blog l’ho letto tutto in una volta,abbuffandomi di tutte queste parole che,a posteriori,diversamente da quanto fa il cibo mi hanno fatto sentire veramente meglio.per la verità dopo la chiusura di splinder avevo abbandonato i contatti con persone che soffrono di dca forse col tentativo di estraniarmi dai dca altrui per concentrarmi solo sul mio e cercare di risolverlo da sola una volta per tutte. Ciò che scrivi è non solo profondamente reale ma penso anche che possa essere veramente utile per coloro che ci stanno vicini e che per forza di cose non capiscono bene cosa fare con noi. Ho girato il link di questo blog alla persona piu legata alla mia vita in questo momento (ho paura paura paura a dire “al mio compagno”,come se potesse rompersi qualcosa),chissà se lo leggerà, se capirà qualcosa in più. Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto cosa farò della mia vita dopo il lavoro estivo (che mi occuperà tutti i giorni 24h al giorno).gli ho detto che passati questi 4 mesi l’unica cosa che so per certo non è dove vivrò o che lavoro farò:sono sicura però di tornare in terapia. 8 anni di dca sono già troppi. anche se ho avuto la forza di costruire una vita nonostante il sintomo, convivere con la bulimia è troppo pesante (e psicologicamente “invalidante”?)per non volerla debellare. Ho parlato troppo,vomitato parole quando forse non avrei dovuto. Non so. So che è stato bellissimo leggere questo blog e leggere nero su bianco molto di ciò che penso. continuerò a farlo, offre molti spunti di riflessione. In sostanza, grazie. Sei molto sincera con te stessa e la tua bulimia, questo non puó che fare bene al lavoro sul tuo dca.

    • Sono molto contenta che il blog ti piaccia, io cerco di dire le cose come stanno e spero che qualcuno sia d’accordo con me 🙂
      Ammiro la tua sicurezza nel voler tornare in terapia – io dal mio canto sono molto più incerta, e finisco sempre col posticipare senza nessuna ragione valida. Questa sicurezza ti sarà sicuramente d’aiuto. E sì, la bulimia è davvero invalidante, ma in tutta onestà ti dico che ammiro molto che riesce ad ucciderla, perché nonostante tutto il suo peso io mi trovo ancora qui appesa nel disturbo, sincerità o meno.
      Quindi grazie mille per essere passata, spero di sentirti ancora. Un abbraccio.

  8. Ciao,
    ho appena scoperto l’esistenza del tuo blog e ho capito che anche io probabilmente soffro di dca.Non so di che disturbo possa trattarsi,sono arrivata ad odiare la pasta ne mangio poca e quasi mai,mi impongo di mangiare dell’insalata e quando mangio qualcpsa

  9. Ho capito di soffrire di dca da quando la mia unica ossessione è la magrezza,la bilancia è la mia più grande nemica.Io mi faccio schifo così come sono e lo so che non sono grassa perchè sono in normapeso ma è più forte di me io devo dimagrire..quando mangio qualcosa che per me ha molte calorie mi incazzo con me stessa e per il prossimo pasto mi impongo di mangiare solo insalata.Penso che il mio moroso si sia accorto che ce qualcosa che non va,ma l’unica cosa che sa dirmi quando io gli dico che mi sento grassa è:se dimagrisci ancora io mi incazzo,tu devi mangiare di più,se tutte fossero grasse come sei te,tu mi piaci così anzi mi piacevi quando eri anche più cicciotta.Perchè non mi capisce?

    • Scusa se ti ho scritto per sbaglio un commento non finito è che è la prima volta che lo ammetto anche a me stessa quindi è stato un po difficile capire cosa scrivere 🙂

    • Se pensi di soffrire di un disturbo alimentare, la prima cosa che ti consiglio di fare è quella di farti vedere da un medico e farti fare una diagnosi. Secondo me, personalmente, l’autodiagnosi è molto pericolosa – perché tendiamo generalmente a vederci in modo diverso da quello che siamo, e a crederci meno malate o più malate di quanto siamo.
      Poi. Non credo che tu ti possa aspettare che il tuo ragazzo di capisca, penso che questo tu lo sappia. Dal tuo commento però non capisco bene se l’ossessione ti pesa, se vorresti liberartene, o se al momento ti va bene così. Ci sono varie fasi in ogni ossessione, non capisco in quale sei 🙂

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