Svezia, ricerca di modelle in cliniche per l’anoressia

Chi legge da un po’ il blog sa bene che io ho detto stradetto e ripetuto che i disturbi alimentari non hanno niente a che vedere con la moda, con le modelle scheletro o con il desiderio di rientrare in determinati ideali di bellezza. Ho detto stradetto e ripetuto che i disturbi alimentari sono una malattia mentale e una compulsione, le cui cause sono molto più profonde di qualche capriccio estetico.

Però questa notizia va riportata (e grazie Marianna per avermela fatta conoscere). A quanto pare, a Stoccolma, hanno denunciato un’agenzia di modelle perché i suoi emissari cercavano nuove modelle adepte in una clinica per disturbi alimentari. Si appostavano letteralmente davanti alla clinica, aspettavano che le ragazze uscissero in passeggiata e poi proponevano loro di sfilare in passerella.

Non ho parole. Non penso ci sia nemmeno bisogno di enfatizzare quanto tutto questo sia stronzo e inumano. E’ un po’ come dire “la tua anoressia non è poi male, da anoressica almeno hai un lavoro” – che è una frase abbastanza pericolosa per chi sta faticando per uscire da un disturbo alimentare. E’ un po’ come dire “avevi ragione tu, solo da anoressica vali qualcosa”.

E noi non pigliamoci per il culo, siamo tutte intelligenti e sappiamo che, se uno del genere ci approcciasse, penseremmo bene che è uno stronzo malato: ma sappiamo anche che uscire dalla malattia è difficile e sentirci premiate per la nostra magrezza ci farebbe tutt’altro che bene.

Morale: spero che rinchiudano tutti questi emissari in galera.

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24 thoughts on “Svezia, ricerca di modelle in cliniche per l’anoressia

  1. Potrei dire qualcosa di diverso da “quoto al 100% quello che hai scritto” ? Evidentemente no.
    Anche perchè, considerato quant’è fragile una persona con un DCA nel momento in cui esce da una clinica, secondo me un approccio da parte di una persona che chiede una cosa del genere è assolutamente destabilizzante. Di più: può far sorgere l’idea che allora l’anoressia è addirittura utile, in determinati contesti, che è l’idea più sbagliata che possa nascere, perchè a mio avviso una delle spinte più forti per uscire dal DCA è proprio la constatazione che il DCA è inutile e cambia la nostra vita in peggio sotto ogni punto di vista.
    Che dire, hanno fatto benissimo a sporgere denuncia contro questi emissari, perchè io non le posso proprio vedere le persone che giocano con la vita e con la salute altrui, come se davvero l’anoressia fosse una dieta fatta allo scopo di diventare modelle, piuttosto che una malattia potenzialmente letale.

    • Già. Destabilizzante è la parola giusta. Io in prima persona ammetto che ci farei un pensierino, perchè la parte disturbata in me sarebbe subito rimessa all’erta. Yeah una scusa per ridimagrire, della serie.
      Quindi davvero, persone orride.

  2. Una notizia davvero terribile. Spero che abbiamo preso provvedimenti: non si può approfittare così di un disturbo alimentare gravissimo! Spero davvero che le cose cambino, che un modello di donna sana e in armonia con le proprie forme sia possibile!

    A questo proposito, ne approfitto per linkarti il video del casting curvy di Bologna! Una dimostrazione che anche la moda può dare un segnale positivo alle ragazze morbide!

    http://video.repubblica.it/edizione/bologna/la-sfilata-delle-modelle-curvy-per-un-futuro-nella-moda/130320?video

    • il video è molto interessante. alla fine quella sfilata è evidentemente un esempio di creative marketing, fatto per fare un po’ di pubblicità al prodotto dell’azienda che lo sponsorizza – però lancia un messaggio molto positivo, è divertente.
      la parola curvy mi piace e non piace allo stesso tempo, visto che tante volte viene usata come scusa per l’obesità – la qualche in molti casi è un disturbo alimentare tanto quanto l’anoressia. ovviamente una donna deve piacersi a qualsiasi taglia, dalla 36 alla 106, ma deve anche sempre tendere verso una taglia sana.
      poi, voglio dire, non c’è sempre bisogno di dividere le donne in taglie. secondo me un messaggio ancora più positivo verrebbe dato da una sfilata con donne di tutti i tipi e di tutte le misure, di donne normali e belle e basta. perchè alla fine l’opposizione binaria fra curvy e skinny non fa altro che rafforzare l’idea che uno è positivo e l’altro è negativo, quando il messaggio più corretto sarebbe che né l’uno né l’altro contano, e tutte le donne vanno bene.

  3. Okay, forse il commento che sto per scrivere sarà abbastanza off-topic.
    Ma dato che si sta parlando comunque di disturbi alimentari e mondo della moda, e lo si fa su un blog che cerca di sfatare i numerosi luoghi comuni esistenti in merito a questo connubio, vorrei proprio poter dire la mia, dato il lavoro che faccio.
    Il 90% delle modelle/fotomodelle NON è magra di costituzione. Il 100% delle modelle segue diete ferree. Ma quasi nessuna è anoressica. Le modelle/fotomodelle possono essere – e spesso lo sono – effettivamente esageratamente magre. Premesso che nel 99,9% dei casi lo sono perché le loro immagini sono state modificate a dovere mediante l’ausilio di uno dei molteplici programmi di fotoritocco (non esiste singola foto di shooting che non venga ritoccata al Photoshop, non esiste proprio!), è pur vero che per lavorare come modella/fotomodella è spesso richiesta una magrezza fin troppo eccessiva. Ma magrezza. Non anoressia. Non facciamo confusione tra le due cose. Nella stragrande maggioranza dei casi la modella/fotomodella non mangia un cazzo perché se sei più magra (e più alta!) ti vengono affibbiati più lavori e guadagni di più. Tutto qui. Niente a che vedere con un disturbo alimentare. Difatti, una volta sopraggiunti i limiti di età ed abbandonata la professione, la stra-grande maggioranza di queste donne ricomincia a mangiare normalmente e se ne sbatte.
    Poi, effettivamente, c’è qualcuna che ha realmente un disturbo alimentare. Ma si contano sulle dita delle mani. Per la maggior parte, si tratta di ochette che vogliono essere più magre delle altre solo per lavorare di più, è una sfida prettamente fisica, non sussiste nessuno degli aspetti mentali che caratterizza l’anoressia come tale.
    Cioè, penso che chiunque legga abitualmente questo blog sappia bene che l’anoressia non è un discorso di magrezza, ma di sovrastrutture mentali, ossessioni, manie di controllo totale, che sono quelle che caratterizzano l’anoressia in quanto tale. La stragrande maggioranza delle modelle non ha nessun pensiero di questo tipo, pensano solo a dimagrire, ma non c’entra nulla con tutto il pattern mentale che è tipico dell’anoressia.
    I mass media vedono una modella/fotomodella eccessivamente magra e sbam!, si mettono a dire che è anoressica perché fa tanto notizia. Ma sono puttanate. Poi magari quella modella tira fuori una storiella lacrimosa su come ha combattuto contro l’anoressia e sbam!, miriadi di telecamere puntate su di lei a dire quant’è stata coraggiosa e strafiga. Ma sono puttanate. La modella ha fatto la fame per entrare nella taglia 36 e fare due servizi fotografici in più, poi ci vede l’occasione di un ulteriore guadagno se va in televisione a fare l’eroina tragica, e fa 2 + 2. Ma non c’entra una mazza con l’anoressia tutto questo.
    Quella magrezza spesso esagerata da opportuni software non ha niente a che vedere con l’anoressia, checché ne dicano i programmi in televisione.
    Poi, se c’è un gruppo di dementi svedesi che vanno a cercare modelle tra persone che hanno già l’anoressia, perchè così gli stilisti si risparmano la parte di minacce di licenziamenti in tronco e pesanti offese fino a che una non riesce ad entrare nella 36 (sì, che ci crediate o meno, succede proprio così), allora i malati di mente sono loro, e si meriterebbero di marcirci in galera; però, ripeto, il lavoro di modella/fotomodella in sè non c’entra praticamente niente con l’anoressia.

    *Sorry per l’off-topic*

    • Wow questo commento è davvero interessante. Per quando io abbia sempre sostenuto che moda e anoressia non hanno niente a che fare l’una con l’altra, non sapevo come funzionasse davvero all’interno del mondo della moda, e in effetti me ne non me ne era mai fregato tanto se le modelle fossero anoressiche o meno, l’unica cosa di cui ero/sono certa è che la moda non causa l’anoressia.
      Comunque questo commento è interessantissimo – anzi, stavo pensando, ti dispiacerebbe se lo trasformassi in un post, ovviamente dandoti tutto il credito? O se preferisci scrivermi qualcosa in stile testimonianza-dal-photoshoot o una roba del genere, mi farebbe davvero piacere. E’ uber-interessante e io ovviamente non posso parlare per diretta esperienza come puoi fare te.

  4. Nessun problema, utilizza pure il mo commento come credi.
    Se poi vuoi che scriva qualcosa in particolare, dimmi pure come preferisci che faccia.
    Ti mando tramite Twitter un PM con il mio indirizzo e-mail.

  5. Non riesco nemmeno a pensare a delle persone del genere, insomma come si può solo pensare una cosa del genere? Il mondo ormai è pieno di gente malata. Ce n’è davvero troppa.

  6. è successa una cosa non posso dire “simile” ma senza dubbio con sfumature sgradevolmente affini (almeno da quanto mi è stata riferita con disgusto dalla mia psicologa) è avvenuta nella clinica dove sono stata ricoverata io.

    un noto fotografo internazionale -non faccio nomi, ma è noto per le sue provocazioni – era venuto per fare delle foto alle ragazze malate di anoressia, alcune avevano accettato di fare “da modelle”, altre si erano rifiutate, altre ancora erano minorenni e c’era in ballo il permesso alle famiglie, che in diversi casi, gli e lo davano pure!!

    cioè… se mia figlia fosse anoressica, ma anche da persona esterna, a me una cosa del genere sembra aberrante… anche perché così si rischia di dare di nuovo enfasi ad un sintomo (la magrezza) che diventa un fattore di mantenimento potentissimo per chi cerca di intraprendere un percorso di cura. quindi, avere un flash puntato addosso, per quanto “valido” posso essere il motivo (ricerca, pubblicità progresso…) io lo trovo un fenomeno profondamente viziato e scorretto prima nei confronti della persona, e poi nei confronti della sua malattia che rende vulnerabili, e ahimé a volte facilmente manipolabili da terzi

    • io ricordo la campagna di oliviero toscani con isabelle caro qualche anno fa – che ha causato un’enorme controversia all’epoca. le foto erano certamente shockanti, il problema è che invece di mostrare le complessità della malattia mentale mostravano solo la ragazza emaciata. diventa una specie di oggettificazione in negativo della ragazza malata, piuttosto che un raise awareness sul problema.
      comunque. a volte la pubblicità deve ricorrere a mezzi non completamente corretti, il grande pubblico vuole un po’ di sensazionalismo e un po’ bisogna darglielo – ma non a spese delle persone con un problema, porcaccia.

  7. I disturbi alimentari sono una malattia mentale? Mi dici come hai fatto a scoprirlo, visto che la mente non lo sa nessuno cosa sia?
    Comunque non volevo polemizzare ma invitarti a venire a conoscere la terra dove l’amore è positivo (e dove nessuno parla di mente, ma sempre e solo di cervello).
    La terra attuale non si può correggere e se dovessimo mettere in galera tutte le persone che speculano sulla sofferenza altrui mi sa che resterebbero fuori in pochi, ammesso che resterebbe fuori qualcuno.
    In compenso rifarne un’altra, di terra, è facile. Peccato che interessi ben poche persone, visto che tra le 20 mila persone passate sul mio sito nel suo primo anno di vita, solo un ragazzo mi ha detto che trovava interessanti i miei commenti ai film (prima di scomparire anche lui).
    Nonostante questo, penso che entro 10 anni (ma io spero entro il 2020) scoppierà il caso “dell’amore negativo” e dopo sarà questione di mesi prima di trasferirsi tutti su Terra2. Senza nessuno dei molti problemi che oggi si imputano alla mente (perchè imputandoli al cervello avrebbe sollevato il caso del cervello, ignorato fino ad oggi nelle questioni di psicologia perché meno si capisce dell’amore negativo e meglio è, fino a che non avremo deciso di voltare pagina passando all’amore positivo).
    Nel frattempo cercate di sopravvivere, perché in caso contrario vi perdereste la più fantastica delle rivoluzioni e il paradiso che seguirà dopo. Che sarà ancora più bello per le persone che conservano memoria di che bruttura era la terra prima di questo cambiamento epocale.

    • okay, capisco che questo commento è solo un modo per fare pubblicità al tuo astrusissimo sito, ma lo pubblico lo stesso perché boh, non ho nessun motivo valido che censurarlo.
      non ho capito molto di quello che hai detto. sono abbastanza sicura che i disturbi alimentari siano una malattia mentale, ma tu usa la terminologia che preferisci, alla fine io non sono un medico e mi occupo del loro impatto più che delle loro cause. e so che molte persone speculano sulla sofferenza altrui, ma il fatto che lo facciano in molti non vuol dire che sia un atto giustificato, quindi continuerò a cogliere ogni occasione per condannare determinati comportamenti.
      non capisco però cosa c’entrino con la tua terra dell’amore positivo. spero per te che tutte le tue predizioni d’amore e cervello si avverino.

      • Volevo intanto ringraziarti per una risposta che inizia con “okay” e termina con “spero per te che le tue predizioni d’amore e cervello si avverino”.
        Poi volevo chiederti cosa c’e’ di “astrusissimo” in un sito dove si commentano dei film e dove speravo di poter mettere a confronto quello che ho visto io in un film con quello che ci hanno visto gli altri.
        Colgo l’occasione per chiederti se ti andasse di mettere a confronto la tua opinione con la mia sul comportamento utile/dannoso per la protagonista dei genitori e/o degli amici nel film Maldimiele. Evitando il “secondo me il comportamento dei genitori/amici è dannoso/utile” e cercando invece i fatti mostrati nel film a favore della propria tesi. Io cerco i fatti a favore della mia tesi e alla fine, che si converga o meno su una tesi condivisa da entrambi, si è parlato rispettando le emozioni e la sensibilità altrui.
        Quanto al “cosa c’entra la terra dell’amore positivo”, tieni presente che essa è la terra dove non si condannano i comportamenti che non ci piacciono, ma si amano i comportamenti che ci piacciono. Dove porta la prima strada lo sappiamo, perché porta al mondo attuale. Dove porta la seconda è da scoprire, ma a giudizio del mio naso profuma di buono.
        Buona giornata a te e grazie per aver pubblicato il mio commento.
        Guido

  8. Ciao!!!!!!!
    Sono approdata al tuo blog tramite un link che ho trovato sul blog di Veggie, ho cominciato a leggere qualche post, e devo dire che il tuo blog mi piace molto e da ora in poi sarò tua fedele lettrice. Anche perchè anch’io ho il tuo stesso problema (la bulimia, intendo), e quindi credo proprio che mi serva il confrontarmi con persone che hanno la mia stessa problematica.
    Comunque mi piace molto il fatto che tu riesca a dire schiettamente tante cose sui dca, penso che ce ne vorrebbero di più di blog come il tuo, e come quelli delle persone che, come te, parlano di queste malattie non per sentito dire, ma perchè sanno cosa significhi veramente, perchè l’hanno vissuto. Dopo la demoralizzazione che mi viene quando vedo quanti sciocchi blog proana impestano il web, tiro un sospiro di sollievo quando posso finalmente leggere un blog come il tuo. Perciò, semplicemente, ti ringrazio per scrivere questo blog.
    Tornerò a leggerti quanto prima!!!!!!!!
    Spero che questo commento non ti abbia dato fastidio.
    Un abbraccione!!!!!!!!!!!

    • Macchè fastidio, sono molto contenta che il blog ti piaccia! Io faccio del mio meglio nell’essere onesta – visto che mi ha sempre frustrato vedere quante concezioni sbagliate dei dca ci sono. E soprattutto quanto poco si sa della bulimia.
      Aspetto i tuoi prossimi commenti!

  9. Bé ma che schifosi!!ma domando davvero che gente esiste…come dici tu questa ENORME SCHIFEZZA offende chi sta cercando di uscirne…son rimasta a bocca aperta dal disgusto…davvero che gente di merda che si permette di prendere x il culo (perché per me questo è prendere per il culo una persona che soffre) ragazze malate senza considerare quanto soffrono…in clinica ti dicono che devi cambiare e queste vanno fuori e le premiano x rimanere malate…è una presa per il culo pazzesca…non solo per le ragazze ma anche per chi cerca di aiutarci davvero a guarire

    • Lo so, infatti i medici appena l’hanno scoperto gli hanno subito fatto causa. E spero onestamente che portino avanti la causa fino a metterli tutti in galera, anche se non so bene con che capo d’accusa. Infami.

  10. Vorrei suggerire un post…
    Perchè le persone non capiscono che se ti abbuffi non ti abbufferai mai di carote o mele? Che non funziona dirsi “adesso vado a farmi una corsetta o un giro in bici” eccecc? Come far capire che questa cosa è davvero molto più potente della volontà? E che se riuscissimo a mettere in pratica queste cose ne saremmo già fuori da secoli? Per spiegarlo cercavo un paragone da non disturbata alimentare ma non riesco a trovarne…anche le dipendenze non vanno bene perchè uno potrebbe dire “perchè invece di sniffare non vai a farti un giro?”…che poi come dicevi in un altro post, per le dipendenze “basterebbe” eliminare la sostanza stupefacente e la cosa sarebbe a posto anche se è tremendamente difficile perchè c’è l’aspetto della dipendenza fisica mentre per il cibo NON si può eliminare la sostanza anche se non c’è l’aspetto della dipendenza fisica (o meglio, c’è ma per le persone senza problemi è “gestibile”)….
    Capito il problema? 🙂

    • non proprio 😀 nel senso, so a cosa ti riferisci, però mi sembrava di averlo un po’ coperto con il post su che cos’è un’abbuffata. stavo pensando di scrivere una specie di panoramica dei pensieri bulimici pro-post-abbuffata – forse quello lo spiegherebbe meglio? o forse più qualcosa tipo le differenze fra la bulimia e la cocaina? spiegami 🙂
      (apprezzo molto i suggerimenti post comunque! thanks)

  11. Ecco si, forse mi riferivo soprattutto ai pensieri pre. Poi, per il “come mai una si ritrova con le mani in mezzo chilo di biscotti anzichè mezzo chilo di carote” hai dato una ottima spiegazione in post precedenti.
    E scusa la confusione, sono proprio alcune giornate totalmente “no” dove (oltre al sintomo) sono alla ricerca di risposte risposte risposte e forse anche di un segnale, ma quando si è alla ricerca di un segnale specifico (e magari ci si pesa, che stronzata, pensando che sia quello il segnale) non si guardano gli altri che forse sono addirittura quelli di cui si avrebbe davvero bisogno.

    • nella mia esperienza, i segnali non funzionano. nonostante io continui a cercarli, irrazionalmente. ma la realtà è che se cerco segnali che vengono dall’esterno, allora poi trovo anche giustificazioni dall’esterno per ignorare il segnale. della serie: è successa questa cosa x quindi oggi non farò la bulimica. e dopo qualche ora: è successa quest’altra cosa x quindi oggi devo proprio fare la bulimica.
      ma rileggendo il tuo commento forse non è proprio quello che intendi.
      spero che i giorni no passino, non so che dire, alla fine passano sempre…

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