Lo Sketch Artist conferma: le donne sono più belle di quello che pensano

Ho trovato questo video molto interessante. Non tratta esattamente di disturbi alimentari, ma di percezione corporea. Uno sketch artist traccia il ritratto di alcune donne, prima secondo come si descrivono loro, poi secondo come le hanno descritte una serie di sconosciuti.

Queste sono alcuni dei ritratti:

Non si tratta di persone con un disturbo di percezione corporea, non vedono la propria immagine distorta quando si guardano nello specchio: sono donne normalissime che si vedono un tantino più brutte di quello che sono.

Quello che succede nel loro cervello (e nel mio, e nel vostro probabilmente) è semplicemente questo: tutta la loro attenzione si concentra su un dettaglio in particolare che si viene ritenuto fuori posto, e che diventa una specie di ossessione. Di fronte a questo dettaglio, l’immagine totale del viso scompare, ed è come se la donna vedesse il proprio viso sfigurato da quel dettaglio. Lo so, non è la scoperta dell’America né dell’acqua.

E ovviamente è la stessa cosa che succede a chi soffre di disturbi alimentari, che non si vedono necessariamente grasse ma concentrano tutte le proprie attenzioni su ogni centimetro di carne del proprio corpo, e si vedono ricoperta da dettagli grassi (ne ho già parlato QUI).

Sto cercando di fare un esercizio ogni mattina: mi guardo allo specchio e mi immagino un po’ più bella. Non eccessivamente, nella media. Distolgo lo sguardo abbastanza velocemente da non fissare troppo a lungo l’immagine che effettivamente vedo nel mio cervello, e mi concentro sull’altra.

Probabilmente, l’immagine un po’ più bella è anche un po’ più reale dell’altra.

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12 thoughts on “Lo Sketch Artist conferma: le donne sono più belle di quello che pensano

  1. Quanto è vero questo post… personalmente mi ci ritrovo proprio..credo di non essermi mai guardata allo specchio per intero.. solitamente mi focalizzo su parti ben precise che detesto e che da anni credo siano da modificare assolutamente.. Non so se abbia mai provato a pensare oggettivamente a te stessa, alla tua immagine, chiudendo gli occhi e cercando di vederti come riflessa in uno specchio… Personalmente, spesso ho difficoltà a “vedermi” e questa “distorsione” è direttamente proporzionale al mio grado di depressione del momento. Altrettanto frequentemente sono rimasta perplessa vendendo una foto con me e altre persone vicine, poichè spesso non c’era corrispondenza con l’immagine costruita dal mio cervello.. E così credo di aver reso abbastanza lampante quanto sia alto il grado di follia che deriva dai distrubi alimentari.. Il cervello ci da solo pensieri tossici e squalificanti e l’immagine che che vediamo è altrettanto squalificante: l’esatto opposto rispetto a ciò che vorremo vedere:(

    grazie del tuo bel post 🙂

    Sby

    • infatti – e ovviamente è impossibile ignorare completamente l’immagine che il nostro cervello ci lancia, ma credo che se ci rendiamo conto che quell’immagine è sbagliata e peggiore della realtà, e ce ne fidiamo un po’ meno, allora magari riusciamo un po’ alla volta a non darle così tanta importanza. io spero sia così, poi non so.
      è una cosa comunque che trovo abbastanza invalidante, per essere onesta.

  2. “Conoscevo questo “spot”, e mi piace molto: è una sorta di rappresentazione grafica di uno studio scientifico… e mi fa pensare a “Uno, Nessuno e Centomila”, il mio libro preferito.
    Penso che sia vero che nessuna persona riesce a vedersi esattamente per quello che oggettivamente è… non so esattamente quali basi neurobiologiche ci stiano alla base di quest’anomala percezione della propria immagine, ma so che vale lo stesso per la voce: quando io parlo, sento la mia voce… e, quindi, credo di avere una certa voce. Ma non è analoga a quella che sentono tutte le altre persone che mi ascoltano parlare. C’è una differenza tra la mia voce che io sento, e la mia voce che sentono gli altri. Forse, in una manera che non conosco, esiste un qualcosa di simile anche per il modo in cui ci vediamo… proprio un qualcosa di biologico, intendo, che esula prettamente dall’argomento “DCA”.
    Ripeto, io personalmente non lo so… però credo che sarebbe interessante se venissero condotti degli studi più mirati al riguardo… adesso andrò su PubMed per vedere se esiste già qualcosa del genere, visto che mi hai messo la curiosità…

    P.S.= L’esercizio che fai la mattina allo specchio piglia bene!… “

    • in effetti quando una persona si guarda in una foto si trova sempre diversa da come si immagina – o almeno in una gran parte dei casi, non solamente per persone con DCA. credo anche che alcune persone si immagino più belle di quello che sono in realtà, e quelle a mio parere hanno vinto il gioco della vita.
      se c’è una ragione biologica o evolutiva alle spalle di questo, beh, davvero non riesco a pensare a cosa potrebbe essere. però non sono un’esperta. fatto sta che non sapremo mai se il naso ci pende veramente a destra 🙂

  3. conoscevo questo video e mi aveva già fatto ridere in passato
    ma andiamo,dai…
    figurati se la sconosciuta diceva “Ah sì,quella lì era un bel cessone, con un naso che manco la baba yaga…”
    e poi il tono commuoviamoci-insieme del tutto e le musichetta..somachevole

    • non credo che il punto del video stia in quello – se tu guardi i due ritratti e poi la persona reale, ti accorgi che la descrizione dello sconosciuto corrisponde alla realtà più di quanto faccia la descrizione data dalla persona stessa. gli sconosciuti saranno anche stati gentili e tutto, ma comunque alla fine sono più realisti, più di quanto non lo siano le donne stesse che tendono ad evidenziare i loro difetti piuttosto che vedere l’immagine completa.
      per carità, è sicuramente sdolcinato e tutto, ma credo che quello che cerca di comunicare dia abbastanza da pensare: ci vediamo peggio di come siamo in realtà. non solo ci vediamo peggio di come ci vedono gli altri, perché come dici tu può darsi che gli altri ci descrivano meglio di come siamo solo per gentilezza, ma ci vediamo semplicemente peggio della realtà. niente, io ho trovato che meritasse un pensiero.

  4. Penso che questo video rende bene il fatto che nessuna di noi si vede esattamente per quella che è, dca o meno; tutte tendiamo a concentrarci più sui difetti che non sugli aspetti positivi del nostro aspetto fisico. Forse perchè, essendo noi stesse, ci vediamo “come ci vogliamo vedere” e non come siamo veramente, perchè forse quello che vediamo riflette anche, in un certo senso, quello che pensiamo di noi (e spesso, per lo meno io, non penso cose particolarmente belle o positive su di me). Quando arriva invece un estraneo, riesce a vederci per quelle che siamo, il bello e il brutto, perchè non ha condizionamenti, non conoscendoci, quindi sicuramente la visione che un estraneo ha su di noi è più realistica di quella che abbiamo noi su noi stesse.
    Mi piace molto l’esercizio che fai ogni mattina, e sappi che te lo “ruberò” perchè mi sembra proprio una bella idea, e voglio provarci a farlo anch’io.

    • molto interessante questo commento! si collega molto bene al mio post sul disturbo di percezione corporea. credo tu abbia ragione, che ci vediamo un po’ come ci vogliamo inconsciamente vedere, o meglio come la nostra autostima e le nostre paranoie mentali vogliono che ci vediamo. d’altronde credo che sia comune notare che quando si sta bene, si è di buon umore e le cose stanno andando per il verso giusto ci si vede un po’ più belle.
      ruba pure! spero che funzioni 🙂

  5. Commento bipartito, stavolta.

    Prima parte: il post.
    Più che vederci per come si è veramente, secondo me ci si vede per come si pensa di essere. Se una si sente un cesso, può essere anche la più strafiga del mondo a detta degli altri: quando è da sola e si specchia, si vedrà un cesso. Perché l’immagine che vediamo nello specchio integra il messaggio visivo portato dagli occhi, e il messaggio emotivo che riflette quello che noi pensiamo di noi stesse. Il fatto che quando vediamo la nostra immagine ci concentriamo sui nostri difetti piuttosto che sulle cose che vanno bene, può anche avere un senso del momento che se chiunque si concentra su ciò che già va bene, non ha alcuno stimolo per cambiare ovvero per migliorarsi. Il fatto di vedere di più i difetti, invece, ci dà quella spinta per cercare di limarli, di coprirli in qualche modo, che è ciò che ci permette di migliorare. Il che va benissimo fino a che la cosa non diventa patologica – che è quello che succede nei disturbi alimentari: quando si vede (o meglio, quando si vuol vedere) solo il negativo a oltranza. In fin dei conti, la nostra mente è ampiamente capace di modellare la propria realtà per distorcerla in funzione di quelli che sono i nostri pensieri, per cui dubito che saremo mai pienamente capaci di vederci per come effettivamente siamo. Senz’altro, uno sguardo esterno è più obiettivo del nostro, perché non risente dei nostri condizionamenti mentali a ciò che vediamo. Il difficile è riuscire a credere a coloro che ci dicono che siamo meno peggio di quel che crediamo di essere, poiché alla fin fine applichiamo al mondo il nostro punto di vista, e trasfiguriamo anche le opinioni altrui sulla base di quelle che sono le nostre opinioni su noi stesse, ritenendole (a torto o a ragione) immeritate lusinghe.

    Seconda parte: il commento di m.
    Non c’è peggior idiota di chi non vuol capire – parafrasando un noto proverbio.
    A me mi fa ridere il commento di m. Ma ridere parecchio, eh!
    My dear m., lascia che ti sveli un segreto: la stragrande maggioranza (per non dire proprio tutto) di ciò che vediamo in televisione (le pubblicità, i film, i video come quello presente in questo post, etc…) è fiction, ed è preparato. Le persone che lavorano per la televisione si chiamano “attori”, e quello che fanno è recitare la parte che gli è stata assegnata da un’altra persone che si chiama “regista”. Ogni qualsiasi cosa trasmessa in TV gioca sul coinvolgimento emotivo dello spettatore: da qui le musiche, le voci fuori campo, la capacità interpretativa di chi recita. Mi permetto di spiegartelo dal momento che il tuo secondo commento lascia intendere che non ti è del tutto chiara la discrepanza tra “vita reale” e “quello che si vede in televisione”.
    Al di là di tutto, il senso del video in soldoni è: nessuno si vede per come realmente è, perché nessuno è capace di essere oggettivo con se stesso, per cui il parere di uno sconosciuto sulla fisicità risulta più veritiero del proprio.
    Ed è banalmente la verità.
    Se riesci a capire questo e stai facendo la finta tonta o quella che si diverte a fare la bastian contraria, la provocatrice, perché pensi che l’opporti all’opinione comune ti faccia sembrare intelligente e capace di ragionare con quei 2 neuroni che ancora riescono a fare sinapsi, allora ti sbagli e hai un problema: risolvitelo, e tra l’altro fai anche un po’ pena.
    Se non riesci a capire neanche questo, allora hai un problema anche più grosso.

    • wow jonny, dopo questo commento io mi posso ufficialmente ritenere una persona diplomatica! 😉
      comunque si, sono d’accordo sul fatto che non ha senso concentrarsi sullo staging del video, ma sul messaggio. detto questo, lascio rispondere a m.
      per quanto riguarda la prima parte del commento – in effetti l’idea che la distorsione sia dovuta ad una specie di spinta a migliorarsi è interessante, però è anche vero che esistono persone che si vedono meglio di quello che sono. il che va un po’ contro quest’idea, per quanto rifletta quella che noi vediamo quello che crediamo di essere e che vogliamo vedere.
      poi è vero, noi distorciamo le parole degli altri in maniera assurda, è una cosa che ho sempre trovato molto interessante. nel 90% dei casi sentiamo solo le cose che confermano la nostra opinione e quindi quello che vogliamo sentirci dire, in particolare per quanto riguarda complimenti e cose del genere, ma anche per cose negative. sentiamo anche tutto il resto, ma ci diamo meno peso e ce lo dimentichiamo prima. per questo per riuscire a cambiare idea su qualcosa dobbiamo farcelo ripetere diecimila milioni di volte. anzi, neanche per cambiare idea, solo per considerarlo.

    • wow è una bella risposta lunga
      A me mi fa ridere il commento di m.– bene,anzi meglio così!mica mi offendo
      ciò che vediamo in televisione ed è preparato.– Lo so
      nessuno si vede per come realmente è etc. –Non è una novità,tantomeno per chi soffre di disturbi alimentari
      stai facendo la finta tonta o quella che si divete a fare la bastian contraria, la provocatrice –Abbastanza
      , perché pensi che l’opporti all’opinione comune ti faccia sembrare intelligente e capace di ragionare– No quello no
      con quei 2 neuroni che ancora riescono a fare sinapsi– sei un po’ fissata con sinapsi e neuroni mi pare
      e tra l’altro fai anche un po’ pena– Beh pure te che spari ‘sti buffi papiri pieni di improperi non scherzi, però più che impietosirmi me la rido
      hai un problema anche più grosso.– Poco ma sicuro!
      Mi sembrava un video un po’ troppo stucchevole. Trovavo un po’ troppo carini anche i commenti.

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