Twitter e disturbi alimentari

Come sapete, sto scoprendo Twitter. E non è che quello che sto scoprendo mi piaccia particolarmente – nel campo dei disturbi alimentari, perlomeno. Per carità, ci sono alcuni account che fanno qualsiasi cosa per lanciare messaggi positivi, postando ogni tre ore motivational statements pro-recovery, che ad uno viene da chiedersi dove le trovino tutte queste frasucole sdolcinate.

Ma, a parte questa minoranza, mi sembra che spopoli l’ignoranza, e che Twitter non sia altro che l’unico modo per rendere virale qualsiasi stronzata. Tipo il pro-ana, tanto per dirne una, che ovviamente ha invaso anche il regno del futile uccello azzurro (cit. Musidora) e ha generato mille account dove le ragazzette riportano ogni loro pasto e ogni pesata. Gli account più pallosi della terra, tutti fedelmente seguiti da millemila followers.

Il pro-ana, però, non è quello che mi infastidisce di più di Twitter. Ormai a quello ci ho fatto il callo. Quello che mi infastidisce di più sono i compiangimenti che sembrano fiorire su questo social network: aka, tweets lanciati all’aria da gente che con i disturbi alimentari non ha niente a che fare, e che funzionano praticamente come un messaggio della l’Oreal, una specie di “perché voi bulimiche/anoressiche valete”. Anzi, peggio: visto che questi caritatevoli messaggi tendono ad accomunare qualsiasi tipo di problema mentale esistente, finiscono con l’essere più tipo “perchè voi bulimiche/anoressiche/autolesionisti/depressi/schizofrenici/altro valete”.

Per esempio: questa foto, accompagnata dal tweet “questo volevo dedicarlo a tutte quelle che soffrono di autolesionismo, bulimia, anoressia, ecc.” (sottolineo l’ecc)

Oppure questo:Screen Shot 2013-06-05 at 10.21.19 AM

 

Ora, io lo so che queste persone vogliono solo essere carine, ed offrire un messaggio di conforto a coloro (noi) che sono in difficoltà. Però permettete che io mi senta un po’ presa per il culo, a sentirmi dedicate queste filastrocche sulle malattie mentali in una serie infinita di retweets. “Perché voi valete” – non credo che leggere un tweet del genere possa fare alcuna differenza nel mio disturbo alimentare, e mi risulta difficile credere che la persona che lo ha postano creda che mi possa aiutare.

Sarà anche che questo fenomeno mescola pericolosamente disturbi alimentari e Justin Bieber, e quindi non posso che immaginarmi che a scrivere questi tweets siano una massa di ragazzette che praticano la loro solidarietà verso i meno fortunati in maniera religiosa e fasulla. Perché alla fine fa figo scrivere messaggi sull’anoressia, anche se poi non te ne frega assolutamente un cazzo delle anoressiche.

Boh, sarà anche che sono io che pretendo troppo dal mondo. Però Twitter mi ha un po’ deluso, ci sono troppe quindicenni. Ma io continuerò a twittare, con la speranza di scoprire una nicchia un po’ più adatta a me.

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19 thoughts on “Twitter e disturbi alimentari

  1. Per ora non sono ancora una Twitter..che poi come si dirà?Twitteriana?Twitterina? ‘nsomma ci siamo capite. In ogni caso ho trovato anche io quei messaggi abbastanza fastidiosi. L’impressione che mi danno è quella di essere rivolti a persone considerate un pò idiote, un pò bambine, un pò capricciose, che digiuano, si abbuffano, vomitano, si tagliano, così tanto per fare. Li trovo quasi offensivi. Come se andassi da un tossicodipendente con un cartello con scritto “la droga non è un gioco” decorato da cuoricini e smile colorati. Mi prenderebbe probabilmente a schiaffi, credo sappia benissimo che la droga è una merda e non è certo divertente.
    é importante diffondere una maggiore informazione e consapevolezza sui DCA, vista l’ignoranza diffusa anche dalle stesse persone che dovrebbero essere competenti, ma non mi sembra questo il modo. Piuttosto diffonderei messaggi come “Dai Disturbi alimentari si può guarire” o “chiedi aiuto, non sei sola”.

    • esatto, io non sono contro gli sdolcinatissimi messaggi pro-recovery, alla fine possono essere utili. ma questo supporto alla cavolo di cane mi sembra tanto per dare aria alle gengive. e contribuisce a sminuire la malattia, a mio parere, perché danno corda al capriccio delle twitterine (?)

  2. Con tutto il rispetto, e sai che condivido e apprezzo molto quello che scrivi però non sono d’accordo su quest’ultimo argomento. E va bene i blog pro-ana (anche quelli sono uno schiaffo in faccia ) però andare a cercare su Twitter…cosa vuoi che ci sia? È ovvio che trovi ‘ste cose. Sui social network cosa vuoi trovare? Se non questo?.. Anch’io ho Facebook però non lo uso per parlare di queste tematiche. Le uniche ‘fonti’ valide possono essere i Blog, esclusi i pro-ana e simili, o i forum di auto aiuto (di cui non ne conosco e quindi mi astengo dal parlarne) purtroppo non puoi cercare di eliminare la stupidità dal pianeta. Anzi, come mi ripete spesso mia sorella, beate loro, non correranno il rischio di ammalarsi. Scusami magari può sembrare un po’ incazzuto questo commento ma ti assicuro che non lo è 🙂 è solo il mio punto di vista.

    • no macché incazzuto. io certo non credo di trovare la verità su twitter, stavo solo commentando un fenomeno che ho osservato. twitter può essere molto utile per diverse cose, solo che effettivamente è anche invaso da bieberiane e via dicendo che postano queste cose. solo che io non posso frenarmi dall’odiarle.

  3. Molto semplicemente, anche se non sono su twitter, io penso che questi messaggini lasciano il tempo che trovano. Leggere cose del genere non mi fa sentire nè peggio nè meglio, alla finfine nella bulimia ci sono io, e io me la devo gestire. Quello che fa il resto del mondo a livello di internet in merito alla pubblicazione di twitter del genere, mi sembra molto fine a se stesso. Bò, forse sono troppo terraterra, ma la (mia) verità è che a me leggere cose del genere scritte da perfetti sconosciuti che non parlano perchè sanno di che si tratta, ma solo per sentito dire, o perchè è carino diffondere un messaggio del genere, senza comprenderne affatto la portata, non mi tocca minimamente.
    Con questo non voglio essere fraintesa, non voglio gettare biasimo sulle persone che lo fanno, per carità, meglio questo che diffondere messaggini proana, ci mancherebbe, però sono fini a se stessi, a me non suscitano nessun sentimento nè nessuna voglia in più o in meno di darmi da fare per contrastare la “mia” bulimia.

  4. Citando una frase che ha detto qualcun altro (ma adesso non mi sovviene chi…): “Non sono le pistole che sparano, bensì le persone”. Twitter, come del resto i blog, è un mezzo. Come tale, è intransitivo. Sono poi le persone che lo utilizzano a decidere cosa farne… se utilizzarlo in maniera effettivamente utile, o, quantomeno, tendenzialmente supportiva (ammetto di essere follower di diversi di quegli account che pubblicano frasucole sdolcinate pro-recovery…), o scriverci cavolate assolutamente illeggibili come diari alimentari and so on… Qui sta alll’intelligenza (o alla mancanza d’intelligenza…) individuale.
    Questo detto, quell’insieme omogeneo di persone che pubblica tweet con frasine fatte contro l’anoressia & company come i 2 esempi che hai riportato in questo post, a me personalmente fanno un po’ vento… nel senso che sono fondamentalmente d’accordo con quello che ha scritto Wolfie: son cose che non mi fanno nè caldo nè freddo. Penso che vengano pubblicati da ragazzette/i che non hanno la più pallida idea di cosa sia un DCA, vedono un hashtag che fa trend, e si mettono lì a retwittare o a scrivere qualche altra frase fatta al riguardo, vuoi per sentirsi che hanno fatto la buona azione di giornata (sì, queste cose che fanno molto boy scout…), vuoi semplicemente per seguire quella che è la moda del momento, senza magari neanche rendersi propriamente conto di quello che vanno scrivendo o retwittando… Se avessi letto frasi del genere, scritte da perfetti sconosciuti, quando ero nel pieno dell’anoressia, ci avrei fatto una bella risata e sarei passata oltre dimenticandomene dopo 10 secondi al massimo. Ora come ora, mi paiono frasi o frutto d’ipocrisia (per la serie “guardate quanto sono figa/o, io sono socialmente impegnata/o, pubblico tweet che aiutano quelle disaddattate di anoressiche/bulimiche/etc!!”), o frutto di voglia d’omologazione seppure in completa estraneità al vero problema.
    E per quanto riguarda, infine, gli accout palesemente pro ana… come si dice dalle mie parti: “la mamma dei cretini è sempre incinta”…

    • si, sono un po’ inutili e dovrei farci finta di niente, però non ce la faccio, mi scoccio e ci scrivo un post. perché boh, alla fine parlo tanto di ignoranze sui disturbi alimentari, e non mi sembra che questa sia da meno, e anzi mi sembra che fomenti il fenomeno “non ho mangiato a pranzo sono anoressica”. e poi perché forse sono solo una mediocre leggitrice di foucault, e tutto quello che contribuisce alla formazione di un certo discorso sociale erroneo mi da fastidio. ma alla fine avete ragione voi, lasciano il tempo che trovano.

  5. cosa dovrei promettere io a ‘sta cretina col cartello?? O_o

    p.s….e ricordatevi che una dieta sana ed equilibrata previene il rischio di abbuffate, che chi è alta 1.60 deve persare 50kg e le verdure fanno bene!

  6. Ipocrisia portami via!
    Adesso chiappo un cartello, e mi faccio una foto che pubblico sul mio Twitter dopo aver scritto: “Promise me you won’t do such twerp thing again, jerk!!” e la dedico a tutte le bimbeminkia che impezzano i loro account con stronzate simili. Ma andate a succhiare il latte dalla mamma, cretinette!
    (Non che io non scriva minchiate su Twitter, eh, ce le scrivo eccome, ma per lo meno conservo una parvenza di neuroni che fanno sinapsi in quel che scrivo.)

    Oh, appello a m., la grande guru delle scienze alimentari: Tesoro, sei ufficialmente ingaggiata come mia dietista! Menomale che hai messo il tuo P.S. aprendo queste stolte menti deviate dai disturbi alimentari relativamente ai dettami di un’alimentazione salutare, perché ora che ho letto le tue parole ho trovato una ragione per vivere e tutto in questo mondo ormai marcio acquisisce un senso! Con quale dieta si previene invece il rischio di restrizione? E una persona alta 160,3572524 cm quanto dovrebbe pesare? E una fettina di culo fa bene? E l’acqua calda l’hai scoperta te??
    Spero che risponderai celermente alle mie domane, e non mi lascerai nell’abisso dell’ignoranza ma m’illuminerai con la tua competenza e saggezza alimentare estreme.

    • Si appunto. Io scrivo minchiate in Twitter, anche perché non saprei bene che altro scriverci. E come hanno scritto negli altri commenti, queste tipe lasciano il tempo che trovano, okay. Però che palle, che fastidio infinito, che cervellini striminziti, e odio sentire questa compassione digitalmente diffusa alla cazzo. E odio questa compassione in primis.

    • ho appena letto una tua risposta incattivita di brutto!non mi ero accorta né che mi avessero risposto,né che fosse la stessa persona. e anche risposte lunghe e articolate! bello, non credevo per così poco

        • beh devi ammettere che così è un po’meno noioso
          e non far finta di niente,sapevi benissimo che era ironico:,ho già scritto qui (e tu guardi di sicuro chi scrive) e NESSUNO che soffra di dca direbbe seriamente cose simili
          però il blog è tuo e posso anche non essere bellicosa o levare le tende
          e ricorda che bisogna mangiare poco di tutto e masticare bene,m raccomando

          • wei ciccia, se ti riferisci al post sullo sketch artist, il commento acido era di jonny, non mio! io e jonny non siamo la stessa persona. anzi, io nella risposta al suo commento ho scritto “lascio rispondere a m.” aka “vedetevela fra voi io me ne lavo” 🙂

            • si,era suo il commento acido mail blog è sempre il tuo e magari le provocazioni o le battute non sono gradite:meglio chiedere
              comunque non hai fatto notare a jhonny l’ironia anche avevi colto benissimo
              quindi ti sei goduta la scena indignata sghignazzando,o almeno spero! se ti avesse lasciato indifferente l’unica a scaldarsi sarebbe stata jhonny e mica sarebbe giusto
              per me è stata reazione, piacevole e inaspettata
              confido in nuovi articoli !

              • nono io adoro i commenti acidi di jonny tanto quanto le tue provocazioni, figurati. solo che beh, si, mi godo tutto sghignazzando. per quanto riguarda quel commento, ero in disaccordo conlaprima parte. della seconda avevo colto l’ironia, ma sapevo ti saresti difesa benissimo da sola.

  7. “promettimi che non ti farai del male”
    un po’ come dire a uno con l’influenza :”promettimi che non tossirai”.
    che glielo spiega al mondo che lo “starving” è un sintomo della malattia e non un capriccio?
    quanto mi innervosisco quando mi accorgo che per la maggior parte delle persone un male psichico non è una vera malattia, bensì è solo uno stile di vita sbagliato o un voler fare del vittimismo!
    spesso chi soffre di dca soffre anche di depressione ed è davvero mortificante sentirsi dire: “dai, pensa a chi sta peggio” ,”dai che la vita è bella”, “dai, perché non fai qualcosa che ti piace?”…questa ignoranza ci distrugge, perché ci fa sentire ancora più sole e ci fa smettere di chiedere aiuto. grazie per questo blog, almeno qui non ci sono stereotipi!

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