Bugie e Disturbi Alimentari

Stavo pensando a tutte le bugie che ho detto per nascondere il mio disturbo alimentare. Le centinaia di migliaia di bugie – dal semplice “non ho fame” a storie complesse, con vere e proprie trame, che ci potrei quasi scrivere un romanzo. Bugie che ho detto io, in questo caso, ma che credo abbiano detto tutti coloro che soffrono di un disturbo alimentare.

Se i disturbi alimentari sono le malattie dei segreti, è per ovvie ragioni – almeno due ovvie ragioni. Primo, perché non ti costringano a mangiare, e ti lascino perpetuare il tuo disturbo alimentare in pace. E questa mi pare abbastanza scontata, ci siamo passate tutte, soprattutto nelle prime fasi del disturbo alimentare, quando l’unica cosa che ti preoccupa è addentrartici sempre di più. E l’ultima cosa che vorresti, a questo punto, è che qualcuno si preoccupi e ti trascini da un nutrizionista. Ma poi si mente anche semplicemente per non passare per l’anoressica di turno. Per non avere l’etichetta della malata appiccicata sulla testa, e non condividere con ogni commensale i dettagli delle proprie ossessioni private. Per questa ragione si continua a mentire anche dopo la cosiddetta “luna di miele” con il dca, anche quando si sta cercando disperatamente di guarire.

Io, personalmente, ho detto bugie di tutti e due i tipi, di ogni tipo immaginabile. Ho finto malattie/ intolleranze/allergie. Immaginato brunch/aperitivi/merende, che mi avevano appena rovinato l’appetito. Imprevisti d’ogni genere per cui potevo raggiungere amici vari solo quando avevano finito di mangiare. Ho inventato aneddoti degni del Don Chisciotte per tirare pacco o spiegare “cosa hai fatto ieri pomeriggio” – l’immaginaria me non-bulimica aveva una vita affascinante. Le bugie più elaborate derivano dai miei periodi di peggiore magrezza, quando per distogliere l’attenzione del pubblico dalle mie clavicole ci voleva ben più di un “ho mal di stomaco”. Ne ricordo in particolare tre, le peggio del peggio.

1- Per tre mesi sono andata avanti con la balla dei denti del giudizio. Ho sostenuto che mi dovevano togliere tutti e quattro i denti del giudizio, uno ogni due settimane, e quindi dovevo stare a dieta liquida pr un fracco di tempo – e così per mesi amici vari non mi hanno fatto domande sui miei digiuni. Pensandoci adesso è una cazzata pazzesca, ma ha funzionato.

2- Per circa cinque mesi ho detto di pranzare fuori con le amiche ogni sabato, e ovviamente non lo facevo. La bugia non è tanto tragica di per sé: ma sicuramente lo è il fatto che uscivo da scuola alle undici e rimanevo da sola su una panchina a fumare fino alle due e mezza, per così rientrare a casa “dopo pranzo”.

3- Infine, e qui mi vergogno terribilmente, la bugia “mia nonna è morta”, con l’intento di saltare una specie di pranzo di laurea. Pranzo di cui ero praticamente la prima damigella, e che ho deciso di paccare presa dal panico all’ultimo minuto, e per cui quindi avevo bisogno di una balla potente. Quindi ho virtualmente ucciso mia nonna, e per una settimana poi ho dovuto accettare le condoglianze e i tentativi consolatori di diversi amici.

Il problema di tutte queste bugie è che non scompaiono semplicemente dopo che hanno svolto la loro funzione. Le bugie si accumulano, costruiscono una specie di scudo protettivo per la persona che soffre di disturbi alimentari. Nessuno si accorge di nulla (sembrerà strano, ma la gente quasi sempre crede ciecamente a queste bugie), la persona in questione continua ad avere la propria reputazione sana, ed intanto il disturbo alimentare nidifica sempre più profondamente in lei.

Sembra di vivere una vita parallela. Da una parte sei la ragazza che va fuori con le amiche e ha mal di denti, e poi diventi segretamente quella che ingurgita il supermercato. Stile Dr Jekyll e Mr Hyde. Ed è orrido, si è costretti ad inscenare una felicità fittizia e ci si sente sempre terribilmente soli: o meglio, soli con il proprio disturbo alimentare.

Credo che smantellare Dr Jekyll sia il primo passo per affrontare il disturbo alimentare e magari iniziare a guarire – e per smantellare Dr Jekyll intendo: iniziare ad ammettere le proprie bugie. Non con tutti, ovviamente: come ho scritto sopra le bugie ti rincorrono ben dopo che hai superato la luna di miele, e va anche bene così, non si può parlare di vomito auto-indotto con tutta la mensa cittadina.

Però un po’, con qualcuno. Far sgretolare un po’ la facciata. E’ anche per questo che ho scritto questo post. E magari mi farebbe piacere che anche voi condivideste le proprie balle peggiori – e facciamo una lista dell’espiazione collettiva.

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32 thoughts on “Bugie e Disturbi Alimentari

  1. io non ho mai mentito sul non mangiare. speravo si rendessero conto che non mangiavo ma non succedeva mai,o non gli interessava abbastanza. ho cominciato a mentire per la bulimia,e lì sì che ci ho dato dentro.

  2. Sfido chiunque abbia un DCA ad affermare che non ha mai detto una singola bugia per coprire il proprio comportamento alimentare. Credo che ne abbiamo dette tutte… io, certo, ho mentito. E il motivo per cui l’ho fatto è quello riportato chiaro e tondo nel post: non ho mai avuto alcuna intenzione di passare per l’anoressica di turno. Perchè poi vieni etichettata (in maniera spesso e volentieri erronea, perchè sono tante le cavolate e i pregiudizi che girano sui DCA…) e quelle etichette con cavolo che si scollano… Ergo, ho mentito – e tuttora mento – per proteggere la mia presunta immagine di persona “sana”. Non penso che questo sia del tutto sbagliato… se lo pensassi non lo farei, ovviamente. Penso che sia necessario per proteggermi… non per proteggere l’anoressia, non più, adesso, ma per proteggere la mia immagine in un mondo poco pronto ad ascoltare ma molto pronto a giudicare (secondo i suoi molto arbitrari parametri…). D’altro canto, riconosco anche che queste bugie portino inevitabilmente ad isolarsi – è il rovescio della medaglia…
    Comunque, per non andare fuori tema e tornare alla condivisione delle balle peggiori… Diciamo che, a suo tempo, ho architettato una balla enorme da svendere alla gente che mi stava intorno, che è quella che tuttora mi porto dietro, ovvero: sono celiaca.
    Può sembrare una balla standard, niente di che, anzi, una cosa piuttosto classica… ma non è proprio così. Mi spiego. Il primo fatto notevole è che questa cosa l’ho inventata quando mi addentravo per la prima volta nell’anoressia (avevo sui 15 anni, per intenderci…) e avevo a malapena testa per continuare a studiare in maniera produttiva… ma, evidentemente, avevo un sacco di testa per inventarmi bugie credibili. Quando mi facevano notare le differenze del mio aspetto fisico tra le foto della 1^ superiore e quella della 3^ (ho perso peso molto lentamente, quindi lì per lì nessuno si era accorto di niente, ma tutti se ne accorgevano benissimo confrontando foto che differivano di un paio d’anni…), mi fingevo stupita e dicevo che, sì, anch’io avevo notato questo calo di peso che neanch’io mi sapevo spiegare perchè mangiavo sempre uguale (in effetti, quando mangiavo “in pubblico” mangiavo normalmente, così non destavo sospetti, restringevo quando ero a casa mia…) e che infatti mi stavo sottoponendo a degli accertamenti medici proprio per quel motivo. Dopo mesi e mesi e mesi di accertamenti medici (accompagnati da ulteriore dimagrimento, ovviamente…) ohibò, viene fuori che ho la celiachia!… Allora ho cominciato a diffondere questa balla a destra e a manca, e questo mi ha “protetta” sotto più punti di vista: spiegava in maniera apparentemente soddisfacente perchè fossi dimagrita così tanto (eh bè, tutto ciò che contiene glutine non lo assimilo!!…), e mi giustificava ogni qualvolta rifiutavo un invito a mangiare fuori (eh bè, perchè il glutine è in una marea di cibi, quindi praticamente dovrei stare a digiuno, quindi non vengo!!…). Dato che la cosa è andata avanti, posso dire che, in un certo senso, mi “protegge” tuttora: non rifiuto più gli inviti degli amici o dei colleghi, però seguendo un “equilibrio alimentare” che mi ha prescritto la dietista che mi segue, mi porto sempre il pranzo/la cena da casa, e il fatto che “io sia celiaca” spiega il perchè lo faccio, e quindi non desta sospetti in nessuno… soprattutto adesso, che ho un’apparenza fisica “normale”… Così posso uscire con gli altri evitando l’isolamento, e allo stesso tempo posso non sentirmi in ansia per quello che dovrei mangiare… cosa che succederebbe di sicuro se non potessi portarmi dietro le mie cose da mangiare da casa… (e, di sicuro, se non lo facessi restringerei, e allora sì che darei nell’occhio…). Quindi, diciamo che io ho avuto la bugia singola, però una bugia davvero “potente” nella sua organizzazione… Adesso la racconto ironica, so che più che ironica in realtà è triste, però d’altronde mi serve, quindi per ora le cose stanno così…

    • ah, mi piace molto il risvolto della medaglia. alla fine io mi trovo ancora in difficolta a pranzi e cene vari, in cui cerco di mangiare normalmente ma certe cose so che devo evitarle per scongiurare triggers vari. e certo non mi va di mettermi a spiegare il mio dca ad ogni commensale. una cosa del genere alla fine mi farebbe molto comodo, mi libererebbe da molte ansie inutili… in pratica hai saputo usare la tua super-bugia malata per un sano scopo.

  3. caspita ragazze,
    mi sa che alla fine non siamo state molto fantasiose. Si è proprio vero, la gente crede alle bugie..Forse perchè per le persone normali è inconcepibile raccontare una balla per non mangiare una prelibatezza. Che tristezza non sapere come si fa e che tristezza entrare in panico ogni volta che si è davanti ad un pasto non programmato.
    Io onestamente mi vergogno tantissimo perchè alla mia età porto avanti ancora questa bolla dell’intolleranza al lattosio dalla nascita. Nel senso che è vero che alla nascita mi fu diagnosticata un intolleranza al lattosio, durante l’allattamento ma, a differenza di tutto il resto del mondo, la mia invece che regredire, è peggiorata. Anzi io l’ho fatta peggiorare a 15 anni quando ho iniziato a digiunare… Scriverlo ora mi fa venire la pelle d’oca perchè con questa balla persevero prendendo in giro un sacco di persone che poverine si sforzano pure di cambiare totalmente il loro menù ogni volta che ci sono io o sostituendo latte e latticini con latte di soia e roba vegetale.. Che schifo di persona sono..
    Tutto è incominciato cosi con i primi digiuni… Ovviamente meno mangi, più cibi escludi e meno il tuo corpo è in grado di metabolizzare.. Qualsiasi cibo era indigesto e qualsiasi cibo mi faceva star male ogni volta che mi sforzavo di mangiare davanti agli altri.
    Effettivamente mi faceva venir da vomitare qualsiasi cosa ma io mettevo enfasi sui cibi particolari, affinchè, agli occhi degli altri, fossero i responsabili del mio malessere. A metà degli anni 90, le intolleranze non erano così diffuse e sopratutto il lattosio non era ancora cosi “rintracciabile” nei cibi. Si sapeva che veniva utilizzato come edulcorante ma non si sapeva gran che.
    Ora che le intollaranze sono esplose come epidemie e “può contenere tracce di latte e derivati” c’è scritto anche nel detersivo, la mia super balla regge ancora di più e anzi, i miei genitori, che erano gli unici che vivevano l’inferno con tutte le cavolate che facevo pur di non mangiare (quelle che fa ogni persona con un disturbo alimentare perchè tanto quando si tratta di malattia siamo tutti uguali e il cervello regredisce), sembra quasi che ora vorrebbero chiedermi scusa.
    Mi vergogno da morire ma come farei ora a raccontare la verità?
    Mi sembra che mi faccio proprio schifo.
    Forse per chi ci ha conosciuto brutte, cattive e isteriche per una briciola mandata giù anni fa, pur di vederci mangiare e avere una parvenza di normalità, magari si accontentano di credere a questa cosa e “stanno al gioco”..almeno magari per me è così…

    Non so però credo che ora mi sento davvero un imbecille.
    Grazie del post… davvero… è un misto di liberazione, quasi una catarsi e grosso schifo verso me stessa, esser riuscita a scrivere.. Mi rattrista molto prendere coscienza di come sono..

    Grazie ancora

    Sby

    • credo che le persone che sanno, per cosi dire, si accontentano per lo stesso motivo per cui noi mentiamo tuttora, cioe’ per non dover riaffrontare l’argomento disturbi alimentari ad ogni pasto. e un po’ va bene cosi’. il problema e’ se questo funziona sempre, e l’argomento disturbi alimentari non riappare mai. credo che bisogna parlarne, credo che le bugie vadano rivelate, ma nello spazio giusto. un po’ di autoconservazione, non del dca ma della sanita’ mentale, ci vuole…

  4. Va beh, io cose banali… ‘Ho già mangiato’ e ovviamente inventato tanti pranzi,cene,merende in cui mangiavo davvero un sacco. Mentre invece stavo morendo di fame. Poi (nel mio caso) inizi a mentire sui tagli, dici che sei caduta nei rovi, che il gatto del vicino (che non ha un gatto, ma chi se ne sbatte) ha fatto il birbantello. Una MONTAGNA di panzanate assurde.
    Mi vergogno un pò a ripensarci…

  5. CI ho pensato e ripensato e ne ho dette talmente tante di balle per giustificare, coprire, perpetuare il mio disturbo alimentare da far fatica anche a ricordarle. Nei periodi di anoressia banalmente dicevo di aver mangiato con un’amica ai miei, o di aver già mangiato con i miei all’amica, oppure di avere dei gusti difficili, o di non mangiare pasta, pane e simili per una questione di principio (ma che poi principio di che?bah.). Per giustificare dimagrimenti repentini usavo la scusa del “tra lavoro, università ecc sono sempre in movimento”, o il banale “Sono stressata”. Poi per coprire le giornate passate ad abbuffarmi inventavo visite ai nonni, impegni famigliari improvvisi. Ecco forse quella della visita ai nonni è stata una delle scuse che più ho usato quando qualcuno mi chiedeva di uscire ma io avevo programmato di abbuffarmi. Ho mentito più volte quando spariva il cibo in casa, per cui dicevo di non aver mangiato chessò, il pacchetto di cereali di mio fratello, sperando che la colpa sarebbe ricaduta su mia madre, tanto è malata pure lei (che infame che sono). Mesi fa ho smesso improvvisamente di uscire perchè ero entrata in una fase di abbuffate quotidiane, e mi sono inventata un’influenza lunga più di dieci giorni. E ci hanno creduto tutti, compresi i miei familiari, anche se io non mi ammalo praticamente mai. Come hai scritto, probabilmente il primo passo per guarire e smettere di mentire, far crollare i castelli di bugie ed è quello che sto cercando di fare negli ultimi due mesi. Ho detto a tutti i miei più cari amici del mio disturbo alimentare e rivelato alcune delle cose di cui più mi vergognavo, e mi sono liberata da un peso. Sono ancora pienamente dentro il mio disturbo alimentare ma mi sento un poco più leggera.

    • lo so, ci si sente molto meglio. e se hai amici decenti, come posso dire di averne qualcuno io, poi cercano di evitare troppe occasioni legate al cibo, o non si lamentano se ti presenti dopo cena. non tutti, ovvio, ma con qualcuno mi e’ andata bene, ed e’ diventato molto piu’ facile non deluderli a causa del disturbo.

  6. Bugie che ho raccontato per coprire la bulimia??????? Una marea!!!!!!!!
    Allora, diciamo che io ho iniziato con un’anoressia che però è rapidamente degenerata in bulimia nel giro di pochi mesi, quindi in realtà non avevo perso così tanti chili da destare sospetto o preoccupazione in chi mi stava intorno. Per cui, diciamo che la prima parte del dca non ha avuto bisogno di grandi bugie per essere coperta. Tutt’al più, siccome frequentavo il liceo all’esordio del dca, dicevo ai miei genitori che mangiavo al bar della scuola con le mie compagne subito dopo aver finito le lezioni e poi tornavo a casa. In realtà prendevo il bus che faceva il tragitto più lungo, e quindi tornavo a casa tre quarti d’ora dopo il solito, così sembrava che avevo davvero mangiato a scuola con le mie compagne.
    Poi, quand’è iniziata la bulimia, allora si che hanno iniziato a volare bugie di tutti i tipi!!!!!!!! Molte delle bugie che ho raccontato sono le stesse che tu hai elencato: fingevo malattie o intolleranze, raccontavo di aver già mangiato altrove, fingevo impegni inesistenti per non partecipare a pranzi o cene di gruppo.
    Le mie peggiori bugie????? Allora:
    -C’è stato un periodo in cui frequentavo un corso di teatro, e l’orario era tale che quando si finiva tutto il gruppo andava a cena insieme dato che, tra l’altro, la famiglia di uno dei componenti del corso gestiva un ristorante. Io cercavo d’inventarmi scuse per rifiutare, però capivo che se l’avessi fatto sempre poi avrei attirato l’attenzione, quindi a volte accettavo. E, si sa com’è nei ristoranti: mezz’ora d’attea tra una portata e l’altra. Il che per me voleva dire andare a vomitare tra una portata e l’altra. Per giustificare il fatto che andavo in bagno così spesso, dicevo che avevo il ciclo, con flusso molto abbondante, e quindi mi dovevo controllare ed eventualmente cambiare. E organizzavo la mia presenza a queste cene proprio una volta al mese, proprio in concomitanza del ciclo. La cosa tragicomica è che in quel periodo, a causa delle mie sregolatezze col cibo, non avevo affatto il ciclo!!!!!!!!
    -La mia migliore amica, una persona meravigliosa, un vero angelo, faceva una cena per salutare tutti i suoi amici perché aveva trovato lavoro all’estero, e quindi aveva organizzato questa cena per salutarla come si deve. Io ero nel panico all’idea di dover mangiare di fronte a tante persone conosciute, perché tra l’altro ero in un periodo di binge, quindi ero praticamente certa che mi sarei abbuffata di fronte a tutti senza riuscire a trattenermi, e allora mi sono inventata che i corsi universitari mi si erano prolungati (di solito mi finivano alle 19:30), avevo perso l’ultimo treno utile per tornare a casa (quello delle venti), e avrei dovuto prendere quello successivo, che però sarebbe partito due ore dopo, quindi non avrei fatto in tempo a venire. In realtà ero a casa mia, a poche decine di minuti dal ristorante in cui era stato organizzata questa cena. Non sono andata così alla cena, e neanche al dopo-cena, perché se il treno mi partiva due ore dopo, sarei arrivata a casa in piena notte, quindi per non svelare quella bugia che avevo detto d’impulso, non mi sono proprio potuta presentare e non ho così potuto salutare di persona la mia migliore amica. Questa è stata veramente la bugia più triste, io stessa poi ci sono stata malissimo.
    -La peggiore di tutte: una volta sono stata beccata mentre stavo vomitando. Per giustificarmi, ho detto che avevo mangiato del tonno avariato e che stavo malissimo. La persona che mi ha beccata ha detto che bisognava andare a tutti i costi in pronto soccorso, perché poteva essere molto pericoloso. E io, pur di non dire come stavano veramente le cose, sono andata in pronto soccorso e mi sono persino lasciata fare una lavanda gastrica.
    A ripensarci ora, mi vengono i brividi e mi sembrano cose di un altro mondo. Ma stavo parecchio male, e questa, per quanto possa sembrare assurda, era la mia realtà. Talvolta, anche se su scala ridotta, lo è tutt’ora perché, se anche non ricorro più a questi estremi, mi capita ancora adesso di raccontare bugie per nascondere il mio dca.

    • ahhh dio, quanto so che ci sente malissimo ogni volta. ogni volta che deludo o rinuncio a qualcuno pur di rispettare i dettami del mio disturbo, aiutandomi con una bugia a caso, e poi finisco col ferire solo me stessa, la parte sana di me. non lo so, a volte penso che sia meglio procurarmi mille triggers e poi finire la notte in bagno a vomitare che saltare certe occasioni sociali importanti. pero’ fa paura, mi fa paura, che se perdo l’equilibrio per un istante poi riacquistarlo e’ difficile.

  7. Non condivido l’incitare le persone che soffrono di DCA a raccontare le proprie bugie. Mi sembra ovvio che stanno tutte come avvoltoi pronte ad usarle alla prima occasione. Perció, non diró le mie. Magari pensi che sia utile per familiari, per identificare un malessere e i campanelli di allarme, peró non piú di tanto.

    Ho la coscienza sporca da tutte queste bugie.
    Ogni volta mi dico che non mentiró e invece ogni volta é la stessa storia.
    Che ridicole che siamo.
    Quella della nonna é stata terribile.
    La malattia ci conduce.

  8. Un giorno, una persona che non aveva molto interesse a farmi questa rivelazione, mi disse: “In realtà gli altri si accorgono di noi molto meno di quanto pensiamo” Lo guardai un po’ stupita e proseguì: “Noi siamo sempre concentrati su di noi, sui nostri problemi, le nostre questioni e siamo portati a credere che gli altri si accorgano di tutto: se siamo più o meno stanchi, se perdiamo peso, se ne prendiamo, se siamo nervosi… In realtà ognuno è concentrato su di sé, per cui…”
    Non so se le bugie funzionano, sono facili, banali, difficili, fantasiose, però crederci è facile e spesso neanche ci si pone il problema. Quando una persona è rapita da una ossessione crede di dover nascondere sempre ciò che la tormenta e di cui si vergogna, ma è più difficile farsi notare che passare inosservato. Anche quando le amiche ancora oggi, che non è più vero, mi chiedono: “ma sei dimagrita ancora?” Non stanno parlando di me, ma delle loro liti con la bilancia e del troppo amore per l’happy hour.
    Tutte queste bugie sono ancora più tristi

    • sono d’accordo con questa persona. non mi sento neanche di fare una colpa a quelli che credono alle mie bugie. credo anzi che dovrei io farmi un esame di coscienza e stare piu’ attenta alle person che mi stanno intorno e ai loro problemi.
      pero’ e’ triste, e come dici tu e’ triste soprattutto quando certe false attenzioni ti dimostrano quanto le persone siano incapaci di guardare veramente. ma ripeto, io so di non essere tanto meglio: so che la bulimia mi ha reso ancora piu’ egocentrica della media, e che devo are un doppio sforzo per uscire a cotanto egocentrismo.

    • “In realtà gli altri si accorgono di noi molto meno di quanto pensiamo”
      parole sante
      lo diceva pure mia nonna e dio sa quanto aveva ragione
      oggi mio fratello mi ha beccata a vomitare e dietro mia squallidissima e logora scusa ha attaccato un panegirico sul fatto che anche lui in questi giorni non sta molto bene di stomaco.e ieri aveva la febbre e cazzi suoi assortiti
      e NO,non lo faceva per sviare:ci ha creduto in pieno,gli è bastata ampiamente la mia “spiegazione” e non aveva interesse a chiedere oltre.fin troppo facile!
      e in quanto malata,io stessa mi domando se provo ancora uno straccio di sentimento.
      i dca,credo,rendono lucidi, spietati ,falsi come giuda e morbosamente egoisti

      • gia’. io addirittura arrivo al punto di credere, quando qualcuno che mi sta intorno ha dei problemi, che siano causati dal mio disturbo alimentare. se mia sorellae’ stressata perche’ ha problemi al lavoro, io penso che sia stressata perch’ io rendo l’ambiente a casa invivibile. egocentrica e’ dire poco.

        • Più che egocentrismo, mi sembra l’ennesima gabbia della malattia. Inoltre, noto una tendenza all’autoaccusa che mi è molto molto familiare. “E oltre a tutto il terribile cumulo dei miei difetti, sono anche egocentrica”. Non vi pare che si trovi sempre il modo di essere peggio degli altri? Anzi… della media? Un bisogno di normare, misurare, valutare e poi darsi come sempre un brutto voto.

          • ehhh si, decisamente. pero’ guarda, io personalmente non credo di essere na persona orribile, non credo di essere peggio della media. ho un’autostima media, giuro. pero’ mi nutro di sensi di colpa, quindi si, mi autoaccuso. non credo di essere una persona di merda, ma sputtano un sacco di cose ed e’ colpa mia e solo mia e spesso della mia mente bulimica. e faccio molta difficolta’ a dare semplicemente la colpa alla malattia, senza prendermi nessuna responsabilita’, anche se sono pienamente cosciente che spesso andrebbe fatto, se non altro per quieto vivere.

              • secondo me molte di noi hanno poco contatto con la realtà
                un minuto prima è tutto un disprezzarsi e piangersi addosso,un momento dopo scatti d’orgoglio e ribellione
                è dura tollerare le vie di mezzo,in tutto. tant’è vero che il massimo che si riesce a fare è tenere sotto controllo un dca,più che sconfiggerlo,e i dca sono estremi

                • credo dipenda dall’individuo, io sono sicuramente una persona molto linatica forse a causa del dca, e quindi nel mio caso e’ assolutamente vero. quindi si, a volte e’ self-hatred ed altre iper-arroganza.
                  dicono che il sintomo piu’ difficile da sconfiggere, nella bulimia soprattutto, sia la mentalita’ bianco e nero.

  9. “Non ho fame o mangio via o dopo“le mie preferite…quando tutto è iniziato era nel periodo novembre-dicembre vicino alle vacanze di Natale così in gennaio al ritorno ero già molto sottopeso visto che ero dimagrita in fretta e mi chiedevano tutti cos’avevo fatto e ho detto che avevo avuto un virus intestinale tutte le vacanze…poi siccome portavo l’apparecchio allora ovviamente dicevo di avere sempre male e non riuscivo proprio a mangiare la pizza o cose dure.. ovviamente ero intollerante al latte quindi niente i gelati che mi consigliavano…quando organizzavano pizze di classe io avevo sempre un impegno di famiglia e alle mangiate di famiglia io dovevo uscire con gli amici (quali?) uso molto le classiche vengo creduta facilmente…di grave io ho ucciso due o tre lontani vecchi parenti inventati di mio papà e dovevo andare al funerale che era di sabato anche se non lo conoscevo perché mi obbligava e fermarmi purtroppo 2 giorni al tal paese per la lontananza…si lo so che sono una merda

    • boh se sei una merda tu io sono tanto peggio per aver virtualmente ucciso mia nonna. è tutto una merda direi, c’è poco da fare (o meglio, ce n’è da fare, c’è da smettere di dire cazzate e guarire, ma quello è un altro discorso)

  10. Io parlo da persona che non soffre di questi disturbi, ma che ha una sorella e la sua migliore amica che invece ne sono affette. Loro ovviamente non lo vogliono ammettere per nessuna ragione e come dite voi, accampano scuse più diverse: intolleranze alimentari, pranzi epocali da smaltire, mal di stomaco improvviso e dolori alla pancia, impegni per l’ora di cena etc.. Dall’altra parte io me ne sono accorta benissimo dei loro disturbi, ma non riesco in nessun modo a penetrare il muro che invece loro mi hanno eretto davanti, vorrei aiutarle, ma ogni volta che mi avvicino al discorso glissano inesorabilmente, forse anche per paura di essere giudicate. Ed io mi trovo molto in difficoltà, perché vorrei fare di più, ma non posso!

    • Non posso immaginare quanto sia difficile stare vicino a qualcuno con un dca, o meglio, lo posso solo immaginare quando vedo mia madre piangere. Ho scritto un post su come si può cercare di aiutare, ma rimane il fatto che non c’è poi tanto che nessuno possa fare.
      Mi dispiace, spero che tua sorella e la tua amica riescano a decidere di fare qualcosa.

  11. Da psicologa – ebbene sì, PSICOLOGA – afflitta da DCA, che giorno dopo giorno cerca di uscirne, ed allo stesso tempo aiuta gli altri a farlo (riuscendoci, addirittura) ti dico solo: grazie.
    Queste tue parole così sincere, così limpide, sono un balsamo per l’anima.

  12. Tutte le bugie che ho detto per coprirmi non sono servite neanche a tanto…
    Ho inventato allergie al cioccolato e alla frutta secca, intolleranze, per poi tornare a casa, abbuffarmi, ficcarmi le dita in gola ed eliminare tutto…
    Tutte le bugie per non uscire con gli amici che organizzavano cene fuori…trovare scappatoie impossibili per saltare il pranzo, dal “ho già mangiato” al “mangio dopo che esco”…
    mi sono trovata a fingere di voler divorare tutto,mentre dentro mi dicevo: “fallo,cosi sono contenti di vederti abbuffate e non si preoccuperanno più”…e in realtà volevo solo sparire.

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