Bulimia e questioni finanziarie

C’è una cosa della bulimia che ancora non ho nominato (non ne ho nominate tante, probabilmente), e per quanto si tratti di una questione meno spirituale o filosofica ci tenevo a menzionarla almeno in un post. Ed è la questione dei soldi. La bulimia e i soldi. Dire che la bulimia ha un costo fa automaticamente pensare alle millemila conseguenze fisiologiche di vomito auto-indotto and company, ma la realtà è che la bulimia ha anche un costo vero e proprio, un costo monetario. Che magari a dirlo così sembrerà un cagata, della serie “queste povere figliole si uccidono e tu pensi alla grana, che schifo di essere umano” – beh, io non credo certo che i soldi siano il problema maggiore nella bulimia. Possono però diventare un problema, come lo sono per i cocainomani che devono pagarsi una dose, e possono diventare un problema che causa una serie di altri problemi.

Tenete conto che una bulimica può arrivare a spendere centinaia di euro in cibo. Centinaia di euro a settimana, senza troppa fatica; centinaia di euro al giorno mi sembra un po’ più difficile, anche se ho parlato con persone che dicono gli sia successo. Bisogna dopotutto comprare abbastanza cibo da riempirsi completamente – e poi abbastanza cibo da riempirsi di nuovo dopo aver vomitato, e poi di nuovo, e di nuovo.

Tutto questo dipende ovviamente dalla gravità della situazione – non tutti ripetono il ciclo binge/purge varie volte al giorno, e non tutti i giorni – ma in molti casi il prezzo delle abbuffate arriva a costituire una parte notevole del budget per la propria vita. Al quale prezzo vanno aggiunti i soldi spesi per i lassativi, per i digestivi, per l’eventuale esercizio fisico ossessivo, o qualsiasi altra tecnica compensatoria sia la prescelta. Pensandoci un attimo c’è stato un periodo della mia vita in cui spendevo più soldi per la bulimia che per l’affitto, e il mio affitto stava a 400 euro al mese.

Il problema è, ovviamente, che quando si è presi dalla compulsione non c’è scusa finanziaria che tenga. Molte bulimiche cercano di comprare il junkfood a prezzi più bassi, prendere cibi schifosi di pessima qualità purché siano ipercalorici. Però anche il junkfood peggiore costa, senza contare che a volte qualsiasi cosa ci sia nelle immediate vicinanze diventa accettabile, costoso o meno. La compulsione comanda, il cervello non funziona più in maniera responsabile. I soldi diventano un ulteriore senso di colpa che si andrà poi ad aggiungere alla massa di colpe che assalgono nel post-abbuffata.

E questo ha un impatto sulla vita della bulimica, per quanto a vederlo così sembri una questione secondaria. Ci sono persone bulimiche che spendono una gran parte del loro salario in abbuffate – e in poche parole lavorano solo per pagarsi le abbuffate, senza potersi concedere molto altro. Io stessa per un periodo ero in rosso completo, non avevo soldi per andare al cinema, per comprare vestiti o libri, per vivere insomma – mettevo da parte i soldi per le abbuffate e quello era il costo della mia vita. Ci sono persone bulimiche che rubano cibo e a volte perfino soldi in casa di amici. La ragazza dell’orrido documentario delle Iene (di cui ho parlato in qualche post fa) faceva l’elemosina in paese per comprare cibo.

Tutto questo dimostra a quali estremi ti spinge la bulimia, o come mi è stato suggerito, a quali estremi una persona è disposta ad arrivare per la bulimia. Ma soprattutto dimostra che la malattia ti rovina in molti più modi di quanti possano apparire all’occhio inesperto – non per ultimo quello economico, spingendoti così a rinchiuderti sempre di più nel disturbo e impedendoti di costruire o migliorare la tua vita.

ps: non credo che sia la stessa cosa nell’anoressia, anzi, credo che sia l’esatto contrario. Ma correggetemi pure se sbaglio.

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18 thoughts on “Bulimia e questioni finanziarie

  1. Interessantissimo argomento del quale si parla troppo poco. Confermo tutto ciò che hai scritto. Sono arrivata anche io a spendere la maggior parte dei miei soldi per le abbuffate. Non molto tempo fa ho girato la Spagna in solitaria e in preda a ripetuti attacchi bulimici ho speso tutti i soldi che avrei dovuto spendere per gli ostelli in cibo. Il risultato è stato che ho dovuto anticipare di una settimana il ritorno a casa e che ho rischiato di dormire su una panchina l’ultima notte, ma pur di avere il cibo ero disposta a farlo. Mi vergogno anche solo a scriverlo ma è così, i disturbi alimentari portano a questo, a comportarsi esattamente come dei tossici disposti a tutto pur di comprarsi una dose.

    • esatto. quando si parla di distruggersi la vita per la propria dipendenza, a mio parere, si deve anche parlare di questo. non si tratta solo di pare psicologiche, si parla di una distruzione completa e totale di relazioni sociali, carriera, e non per ultimo finanze.

  2. Non so se vale come risposta, ma la mia anoressia ha avuto costi elevatissimi… provo a fare una considerazione, anche se tu parli di altri costi, che sicuramente una malattia rigidamente ascetica come la mia non doveva supportare. Tra un 600 euro di psicologa, un 200 di medicine, le creme per ogni eritema/sfogo o cosa simile che mi veniva, gli integratori, l’iperattività che mi costringeva sempre fuori a fare cose, un 100 almeno per esami vari (pure con l'”esenzione” della mutua, che però vale per alcune cose e altre no), mia mamma a casa in aspettativa per stare con me… riusciamo a quantificare?
    E meno male che mio papà è ricco. Altrimenti, non ho dubbi che si sarebbero tolti il cibo di bocca loro, pur di convincere me a mangiare.

    Però questa è una ingiustizia che mi piega la bocca in una smorfia di schifo, perchè se sei ricca ti curi, se sei povera “apri quella cazzo di bocca e mangia” sarà la tua unica soluzione.

    E comunque, ho conosciuto molte ladre abilissime, e personalmente mi sembra la soluzione migliore, il signor Capitale non diventerà povero per voi..

    • Si, in effetti si tratta di spese diverse ma la morale è la stessa. E tutto che aumenta il senso di colpa – quello anche è un punto principale secondo me: più spendi e non te lo puoi permettere, più ti senti una merda. E a volte pensi “allora non vado in terapia, che tanto fallirei, almeno quei soldi me li tengo”.
      Purtroppo la questione ricchi/poveri è un po’ una filastrocca costante dei ns giorni – ma d’altronde non possiamo pretendere troppo dalla sanità pubblica. In fondo non lo sappiamo bene neanche noi cosa ci serve per guarire, non si può pretendere che loro ci stendano un tappeto rosso e dicano “abbiamo speso tutti i soldi delle tasse del paese per curare te aggratis”.
      Almeno si fa girare un po’ l’economia, se in italia tutti avessero disturbi alimentari si sventerebbe la crisi 🙂

  3. Non sono mai arrivata a spendere centinaia di euro in cibo, ma nei miei periodi peggiori anch’io di certo non ci sono andata leggera. La cosa peggiore è che, poichè c’era un periodo che non sapevo mai quando mi sarebbe preso il “raptus” dell’abbuffata, mettevo le paghette da parte proprio come facevano le altre ragazze della mia età, solo che loro poi li usavano per comprare cose come vestiti, scarpe, accessori, cd di musica, e cose del genere, io invece li tenevo da parte per comprare il cibo perchè ero sicura che se mi prendeva il momento e non avessi avuto la possibilità di acquistare cibo, avrei dato fuori di matto. E pensare che mi sarebbe piaciuto moltissimo comprare tutte le cosine che si compravano le altre ragazze (ti parlo di quando avevo circa diciassette anni, età a cui comunque, in generale, c’è una componente emulativa piuttosto forte rispetto alle coetanee) ed ero invidiosa di loro, perchè certe cose le avrei volute avere io, ma io non le potevo comprare, perchè sennò poi non avevo più soldi da parte per “tamponare” qualsiasi mio improvviso desiderio di abbuffata. A scriverlo così mi sento veramente una stupida, ma è così che andavano le cose, ed è inutile negarlo.
    E poi, come giustamente ha fatto notare bichotta, ci sono i costi tutt’ora all’attivo: psicologa e nutrizionista. Questi sono soldi per me investiti bene, perchè queste persone mi stanno aiutando moltissimo a “tener testa” alla bulimia (anche se, purtroppo, non posso negare di avere ancora delle occasionali ricadute, essenzialmente nei momenti di maggiore stress), quindi diciamo che questa la considero una “spesa utile”, però resta il fatto che è comunque una spesa che se non avessi la bulimia non ci sarebbe, e potrei utilizzare quei soldi per fare molte altre cose, e certamente se non avessi la bulimia starei anche meglio.

    • sì, la cosa peggiore è quando ci si rende conto delle priorità: cioè, per te era più importante avere i soldi da parte per la bulimia che comprare le altre cose da ragazzine. io lo faccio tuttora, evito di uscire la sera perché calcolo che così rientrerò con i soldi delle abbuffate. il che è tragico.

  4. Che tempismo! Post letto dopo aver controllato il conto on line….

    -25 euro supermercato
    -15 euro supermercato
    -53 euro supermercato
    -61 euro supermercato
    -20 euro supermercato…..

    • ex anoressica, purtroppo i costi per l intera famiglia sono stati (e sono in parte) abbastanza gravosi..nutrizionista,psicologa,farmaci..dentista (il piu’ladro anzi ladra di tutti)..gastroenterologo..non sono mai andata in vacanza e non ho mai cenato fuori in quegli anni di malattia,e se abbuffate ci son state,sono state la minor parte rispetto ai digiuni..ma cmq sarebbe stato sicuramente meno costoso non ammalarsi affatto!
      posso cmq immaginare che enorme danno finanziario sia x chi si abbuffa e vomita tutti i giorni,magari + volte al giorno..una tragedia sia morale che enomica!

      • si, certamente anche l’anoressia ha un suo peso economico. la questione del “prezzo della guarigione” non è certo da sottovalutare, perché va a giocare con la mentalità già fuori equilibrio di chi è malato. io, per esempio, penso: per tutti quei soldi non ne valgo la pena, perché alla fine non sono così convinta di voler guarire. e visto che nessuno è mai convinto al cento per cento, il rischio che il costo delle cure allontani dalla guarigione è parecchio serio.

  5. Eh già, quanti soldi buttati… Da gennaio a giugno ho vissuto completamente da sola con relativamente pochi soldi, così ho pensato: bene, adesso per forza di cose dovrò gestire bene quello che posso spendere se no come faccio a sopravvivere con tutte le spese che devo affrontare? Beh, i soldi per le abbuffate si trovano comunque. Maledizione, se penso a tutti quelli che ho buttato via e che adesso potrei avere da parte per comprare libri e cd…avevo anche provato a ricattarmi dicendo: per ogni 10€ che butti in cibo ne butti altri 10 direttamente nel cesso. Però non sono mai stata capace di farlo, d’altra parte i soldi me li guadagno lavorando. e poi ricordo a me stessa che ho un disturbo alimentare, provo un po’ di compassione per me e penso che ora è così e devo pensare che quelle spese fanno parte della mia vita come tutte le altre e che non posso certo pensare di non abbuffarmi più da un giorno all’altro. Se non altro sti dca ci insegnano ad avere pazienza, misericordia e amore (beh, non esageriamo, sono solo all’inizio della lezione “come amarsi”) per se stessi.

  6. Io qui quoto tutto… 😦
    Tutto.
    Non riesco a scriverne perchè è la cosa in questo momento di difficltà economico in cui ho infilato la mia famiglia e il mio fidanzato che più mi fa sentire una merda.
    Perchè anch’io ho provato a ricattarmi coi soldi per non abbuffarmi, ma non è servito e adesso pago conseguenze anche per quest’altro aspetto della bulimia… 😦
    Vorrei dire di più e sfogarmi, ma ho un nodo stretto dentro… 😦

  7. ciao! ho appena scoperto il tuo blog e lo trovo molto interessante 🙂
    riguardo alla questione dei soldi spesi (diciamo pure buttati) a causa del disturbo alimentare, questo post mi ha fatta riflettere parecchio… io soffro di anoressia, ora va un po’ meglio per fortuna ma verso gennaio-marzo ho passato un periodo veramente tremendo, credo il peggiore della mia vita…e nonostante mi fossi ridotta a non mangiare praticamente nulla, riuscivo ugualmente a spendere una marea di soldi, nell’ordine, in dolcificanti di vario genere (ovviamente, a-calorici…che consumavo a una velocità vergognosa), tisane, bevande di vario tipo, prodotti erboristici, integratori vari…certo non arrivavo a spendere centinaia di euro, però credo che nel cibo avrò speso almeno qualcosa come 400euro mensili…che se si fa un bilancio costo-nutrimento è davvero tanto! poi vabbè come hanno già detto altre ragazze ci sono le spese per psicologa-nutrizionista-psichiatra (per chi ce l’ha)-analisi varie (che non sempre si riesce a far pubblicamente vista la tempistica degli ospedali) ma questo credo che valga anche per chi è bulimica…

      • si, è decisamente passato e ora va molto meglio, grazie 😉 ..c’è da dire che sono finita in ospedale d’urgenza e mi sono fatta 3 mesi tra ospedale e clinica…ma mi è servito se non altro come deterrente per non arrivare mai più in quelle condizioni, nonchè (cosa molto più importante) a ridefinire le mie priorità nella vita! 🙂

  8. Ciao a tutte, sono capitata sul blog proprio per cercare confronti su questo tema… Ragazze io butto in cibo almeno 800 euro al mese… Mi vergogno tantissimo 😦 il problema é anche che sono disposta praticamente a tutto per procurarmeli… Dovrei essere una donna adulta, ho 27 anni un marito e progetti per una famiglia invece passo ogni minuto libero a riempirmi e svuotarmi come un automa…
    Convivo con la bulimia ormai da più di 5 anni, il problema è anche che quando vomitare diventa troppo facile è davvero dura rinunciare…

  9. A parte i soldi spesi per il cibo… Ci sono anche quelli spesi per il dentista, e li non si scherza…
    Poi quando si vuol tentare di guarire dobbiam metter in conto anche la psicoterapia, che ha i suoi costi e la sua durata!

    • Ciao ! Anche io sono capitata non a caso su questo argomento…ho 21 anni e sono bulimica da 4 anni…tra pause e cose varie …ultimamente il mio problema si è fatto più “sentire” in fatto economico. Tantè che ho cominciato a vendere oro (che mi è stato regalato) per pagarmi le crisi bulimiche. Cavolo, non so voi , ma non mi sento tanto lontano da un drogato! Al momento non ci pensavo , dicevo ” questo oro mi è stato regalato , dunque lo gestisco come voglio” ma poi mi hanno scoperto i miei e mio padre mi ha quasi picchiata , più che altro perché non glie l’ho detto …e allora gli ho mentito : gli ho detto che ho aperto un conto in banca e li avevo messi lì …se si sono incavolati per questa bugia , non immagino cosa mi faranno se gli dico che li ho spesi in crisi bulimiche … Il fatto è soldi o no, io quello che sento è una forte necessità di “svuotarmi” allora mi riempio per farlo . Svuotarmi da che? Da quello che vedo. Da quello che mi ha fatto e mi può fare male. Allora per anestetizzarmi e sentirmi bene faccio sta’ stronzata che mi distacca da tutto. Cazzo però sono riuscita a raggiungere grandi cose…pensateci ragazze! Pensate a quello che avete costruito e chiediamoci perché continuare a farci del male inultimente … Da sole non siamo Dio, quindi meglio spendere sto soldi in uno psichiatra, perché se no non ci rendiamo conto di ciò che facciamo…io sono andata a vedere qui , bhe a cercare informazioni, se questo cosa faceva parte della malattia …e porca vacca mi rendo conto che voglio andare da uno psichiatra! ( tra le altre cose, mia sorella gemella sta in comunità per anoressia da 6 anni ormai…non metto in discussione che la mia ansia e il “non parlare per dire che stai male” sia dovuto anche da questo …però mi rendo conto che potevo reagire in altri modi …ma il cibo rifiutato da lei è diventato attraente per me ! Un gran bel cotechino di rabbia . E adesso sono nella merda …però mi piace pensare che dalla merda nascono i fiori …dunque perché non mettersi in discussione e farla fuori nella maniera corretta?!? A costo di lavorarci per anni . Un besazoooo ragazze ! È questa è la mia situazione …

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