Cosa significa mangiare normalmente

“Mangiare normalmente” – quello che per ogni bulimica è l’istinto perduto, un ricordo, o in alternativa l’utopia a cui si consacra ogni minuto della propria terapia di guarigione. Ma cosa diavolo vuol dire mangiare normalmente. No, sul serio, cosa vuol dire. I miei ricordi di “mangiare normalmente” risalgono all’infanzia, a conclusione della quale sono stata accolta nell’età adulta dall’anoressia. Come ogni bulimica sulla faccia della terra, ho sempre ricordato con nostalgia quel periodo in cui mangiavo cracker e nutella e l’unica cosa che contavo non erano le calorie ma quanti piani di nutella riuscivo a costruire.

Ho sempre inconsciamente immaginato che “mangiare normalmente”, per chi non ha mai avuto un disturbo alimentare, sia così. Mangiare quando si ha fame, smettere quando non si ha fame, mangiare un po’ di tutto, non preoccuparsi troppo. Ma la verità è che io avevo 10 anni, ed ero magra come una sardina. Non ero normale, solo una dei pochi fortunati che non si devono preoccupare della propria alimentazione.

Quel mito di “mangiare normalmente” non è la norma. E’ una visione utopica dell’alimentazione come hakuna matata, dovere e piacere ma mai dispiacere, carefree. La mente bulimica tende, mi hanno detto, a pensare in bianco e nero, costruire un mondo di opposti invece che di sfumature. “Mangiare normalmente” è il sogno costruito come opposto dell’alimentazione bulimica; è un’idea prodotta dalla malattia. E sì, si applica ad alcuni individui (lucky fuckers). Ma no, non è la norma. La maggior parte delle persone, anche senza un dca, devono sforzarsi di mantenere un regime alimentare sano, si pentono di aver mangiato da McDonalds, ogni tanto si buttano su un chilo di gelato, ogni tanto saltano i pasti. Prendono e perdono peso, si mangiano le loro emozioni. Alcuni hanno diete rigide, altri alimentazioni disordinate. “Mangiare normalmente” non significa avere un’alimentazione equilibrata grazie ad un magico istinto della salute. Quello che al massimo può significare è non avere un’alimentazione compulsivo-ossessiva.

Il che può sembrare scontato ai miei rari lettori senza dca, ma è una realizzazione che può cambiare diverse carte in tavola a chi sta cercando di guarire. Guarire, nella mente bicolore e sognatrice di alcune bulimiche, significa tornare a quello stato brado pre-dca in cui si riusciva a mangiare senza problemi e senza preoccupazioni. In altre parole, guarire significa implementare nella realtà l’utopia squisitamente bulimica del “mangiare normalmente”. Capire che la propria idea di “mangiare normalmente” non è la norma significa capire che la propria idea di guarigione è sbagliata, o perfino malata. Ci sono molte cose da riconsiderare. C’è un mondo idillico alla fine del tunnel che scompare, portando con sé la motivazione a stare meglio. Ma ci sono anche diverse aspettative verso se stessi, meno vergogna nei fallimenti, forse in generale una scalata meno impossibile verso una qualche forma di miglioramento.

Chissà. Sento di non aver fatto altro che parlare di ovvietà che hanno smesso di essere ovvietà quando ho cominciato a guardare il mondo attraverso la lente bulimica, ma d’altronde questo blog è fatto anche per quello.

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10 thoughts on “Cosa significa mangiare normalmente

  1. Effettivamente, quanto penso al “mangiare normalmente”, lo associo al modo in cui mangiavo prima della comparsa della bulimia: mangiavo a istinto, non ci pensavo neanche, agivo in automatico.
    Però, allo stesso tempo, non penso che “mangiare normalmente” mi farà magicamente guarire dalla bulimia, perché ci sono comunque altri pensieri radicati, e non strettamente inerenti il cibo, che comunque condizionano i miei comportamenti, quindi io potrei anche “mangiare normalmente”, ma fino a che la mia “forma mentis” resta quella attuale. non sarò mai veramente guarita.

  2. Ciao, mi sarebbe piaciuto farti una domanda in privato. ho provato a cliccare su “contact” ma non mi appare nessuna informazione (tipo mail…). magari fa così il mio pc perchè quello che volevo chiederti è stupido…bho, non so.

  3. “Mangiare quando si ha fame, smettere quando non si ha fame, mangiare un po’ di tutto, non preoccuparsi troppo.” – Concordo con questa tua definizione in merito al mangiare normalmente.
    Che poi, in realtà, ovviamente anche in chi non ha un DCA la fame non sempre risponde ad un bisogno prettamente fisico… è ovvio che a volte la gente mangia/non mangia su base emotiva (se è in ansia per un esame/lavoro, se ha subìto una delusione, etc…)… La differenza tra chi ha e chi non ha un DCA, secondo me, sta nell’entità dell’attribuzione che viene fatta al cibo: io sul cibo posso costruirci un elemento di controllo, che condiziono mentalmente, e che a sua volta mi condiziona nelle scelte. La persona senza DCA non attribuisce al cibo alcun significato, mangia sulla base della fame o dell’onda emotiva, ma passati quei 5 minuti in cui può pensarci, di fatto se ne frega…

    Veggie

    • Non lo so, onestamente ci sono persone senza dca che si preoccupano parecchio di mangiare salutare, stare a dieta, etc etc. Che sarebbe programmare, indipendentemente da fame o onda emotiva.
      Se ti dico quante volte all’anno le mie colleghe fanno un juice detox, e non hanno un dca, ti viene male.

  4. E’ una riflessione che non avevo mai fatto, ma è vero; il pensiero di chi ha un dca tende a proiettare la guarigione anche attraverso quel fatidico “mangiare normalmente”, ossia il rapporto col cibo prima della malattia (almeno io, ho dei ricordi vaghi, più di dettagli pratici che emotivi, non riesco a visualizzare me stessa ed il mio stato d’animo mentre mangiavo. So soltanto che non pensavo tutto quello che penso e provo oggi, ma come fosse non lo ricordo).
    Non avevo mai riflettuto sul significato distorto che attribuiamo all’espressione “mangiare normalmente”, ma avevo fatto caso a quanto ricorre la parola “normale”. “Normale” per dire che si mettono in atto comportamenti verso la guarigione, “normale” riferendosi al fatto che si stanno attraversando delle ore o delle giornate non fagocitate dalla malattia ed i suoi sintomi, “normale” nell’approccio con gli altri e “normale” la visione del proprio corpo allo specchio. Io lo uso spesso sempre nell’accezione positiva che va verso un miglioramento e ogni volta che mi soffermo sull’uso che ne faccio, mi prometto sempre di provare a cambiare la visione che ho del termine rispetto a me stessa e la malattia. Essere nell’idea di avere una patologia è prendere coscienza della propria situazione, pensare di non essere normale è creare una rottura tra te e il resto del mondo.

    p.s. avevo commentato un’altra volta ma non ricordo se mi ero firmata allo stesso modo, anche se l’email dovrebbe essere la stessa. Adesso vado a ricercare i lvecchio commento, in caso correggo …. =)

  5. Il commento che avevo scritto prima di quello sopra, credo si sia perso…no, beh…ti riscrivo più o meno il senso, anche perché quello da solo è da fuori di testa XD

    Dicevo che non avevo mai fatto questo tipo di riflessione ma è verissima; ricorre costantemente un’idea distorta del “mangiare normalmente”. Essendo distorta e invischiata nel pensiero da dca, risulta a priori una strada verso la guarigione che agli effetti non lo è ed è oltremodo impraticabile.
    Ho invece riflettuto spesso sul termine “normale”…su quante volte io lo richiami e in quali contesti. Addirittura ad un “come stai?” se mi trovo in un periodo nè positivo nè estremamente negativo, rispondo “normale”.
    Non voglio andare off topic, ma per concludere, ho preso atto del fatto che gli attribuisco un significato distorto anche al di là di come mi alimento e c’è differenza tra il non sentirsi normali e il prendere coscienza di avere una patologia. Grazie della riflessione!

    • Interessante quello che dici, alla fine normale, si sa, è un termine che vuol dire un po’ tutto e niente in qualsiasi contesto, quindi è normale che si distorga appena sfiora le corde vocali di una bulimica che parla di alimentazione. Rendersene conto, io credo, aiuta un attimo a calmare le aspettative.

  6. Pingback: 10 stereotipi e idee errate sui disturbi alimentari | Trappola per Topi

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