Malattie disgustose: cosa manca nei film sulla Bulimia

La bulimia è la malattia disgustosa per eccellenza – eppure non esiste una rappresentazione mediatica della bulimia come malattia disgustosa. Non esiste un film, un documentario, e se esiste un libro non l’ho ancora trovato, che mostri quanto la bulimia faccia intrinsicamente schifo.

Per capirci, avete presente tutti i miliardi di film che hanno fatto sui drogati d’ogni genere? Drogati mangiati vivi dalla loro dipendenza, pallidi come la morte, ossa a vista, che svengono nel loro stesso vomito. Alla Trainspotting, per intenderci, alla Ragazzi dello Zoo di Berlino. Che magari esagerano, ma certo di fanno passare la voglia di tirare della coca.

Beh, non c’è nulla del genere per la bulimia. Ogni bulimica cinematografica è pulita e ben pettinata, un tantino pallida forse, mangia in silenzio, vomita senza sporcare nulla, poi si lava le mani e gli occhi ed è bella come nuova. A volte, raramente, c’è una scena di semi-abbuffata in cui la bulimica mangia un po’ più in fretta del dovuto. Una scena vomito è ancor a più rara.

Ora. Io lo so che se ci fosse veramente un film che parla di Bulimia alla Trainspotting starei qui a lamentarmi dell’esatto opposto, direi che le bulimiche sono persone e non pazze e che certo non vedono neonati che gattonano sul soffitto. Bisogna trovare il giusto mezzo, come in tutte le cose. Bisogna creare una rappresentazione dei disturbi alimentari che contrasti la glamorizzazione della malattia avvenuta finora, senza presentare le bulimiche come mostri orrendi, ma dipingendo un’immagine che dissuada chi è attratto dalla malattia. Semplicemente, basterebbe create una rappresentazione realistica.

Quindi, cose che vorrei vedere nel prossimo film o documentario sulla bulimia:

  • Un’abbuffata. Non una persona che mangia e poi va in bagno, una persona che mangia voracemente qualsiasi cosa gli capiti a tiro, una vera abbuffata come ho descritto qualche post fa.
  • Del vomito.
  • I postumi dell’abbuffata sulla persona, perché non si esce da una sessione bulimica belli e sani come prima. Voglio vedere una persona che imbruttisce a causa della bulimia. Gonfia, con le occhiaie, sudata, con metà capelli in testa, che fa fatica a respirare a causa di tutto quello che ha mangiato e che poi fa fatica a stare in piedi a causa di tutto quello che ha vomitato.
  • I postumi dell’abbuffata in tutto il resto: gli avanzi di cibo che si sono mescolati, le immondizie sparse per la camera, le briciole da tutte le parti e tutto quello che segue. Voglio vedere una persona prendere degli stracci ed andare a pulire gli schizzi di vomito dal water.
  • Una persona che non perde peso grazie alla bulimia, magari che ingrassa.
  • Le cose che ho descritto nel mio post sugli estremi a cui un disturbo alimentare ti può spingere

E ovviamente, in aggiunta a tutti questi punti, il disagio psico-sociologico che però devo ammettere i vari film sono già in grado di mostrare. Gli amici che ti abbandonano, la solitudine, il peggioramento fino alla disperata corsa in ospedale, tutte quelle cose lì. Semplicemente non nella maniera romanticata in cui fanno di solito, per permettere un effetto catartico ma avere comunque un personaggio con cui il pubblico si può identificare. Nessuna di quelle cavolate. Solo un po’ più di realismo, che nessuno sta chiedendo di riempire i media con servizi sull’anoressia, ma solo di produrre codesti servizi in maniera un tantino più autentica.

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21 thoughts on “Malattie disgustose: cosa manca nei film sulla Bulimia

  1. Dalla parte delle bulimiche c’è un disperato tentativo di sugar-coating per paura di essere additate come luridi bottini famelici (cosa per’altro non del tutto falsa, in via di fatto).
    Dalla parte dei terzi c’è un groviglio di luoghi comuni, falsi stereotipi, credenze “semplicizzanti” ma tenaci, ben radicate, alimentate dai cazzo di mass media.
    Il che crea un circolo, tipo uroboro.

    A livello mediatico, oltre al luridume e tutto ciò che hai detto, quello che non ho mai visto (e sarebbe anche facilmente riproducibile) è la quantità.
    Comunemente la gente pensa che una bulimica mangi 2 etti di pasta, 5 biscotti, 1 merendina alla velocità della luce e poi, sentendosi in colpa, corra in bagno a vomitare.
    Non dico di rappresentare un pancione dilatato tipo gravidanza al nono mese, ma le chilate di cibo si. La quantità in termini bulimici sono CHILI di cibo. Cibo da scoppiare. Non due etti di pasta, dai.

    A proposito di pancione dilatato, ti linko uno spauracchio terrificante, che, tuttavia, non funge da terrente (aimè) ma da spauracchio, appunto.
    http://www.dietologica.it/2008/02/quando-le-parole-valgono-piu-di-qualsiasi-altra-cosa/

  2. Credo sia molto difficile rappresentare il tormento e il dramma di una bulimica. E’ molto più eclatante e facile far arrivare un’idea di anoressia(seppur spesso farcita di luoghi comuni non veritieri) o obesità con cause da dca(ma di quest’ultima arriva soltanto il dramma fisico di essere obesi, non quello che ci sta a monte). Credo poi che la disperazione che ti arriva ingrassando con la bulimia, sia capita solo da chi ha o ha avuto un dca. Le persone “sane”, anche le più empatiche, non possono concepire la devastazione che assale una bulimica quando a seguito di ripetute abbuffate prende peso. Cinematograficamente non c’è niente di quello che hai descritto… ma nell’ambiente dell’arte è stata fatta qualche performance che secondo me andava molto vicino al vero…ma si è trattato sempre di donne che lo stavano vivendo e purtroppo si tratta di messaggi che arrivano soltanto ad un pubblico ridottissimo. Il cinema è un’altra cosa e sono d’accordo con te.

  3. Io sono d’accordo con quello che hai scritto, penso che tu abbia proprio ragione, però penso anche che se qualcuno facesse un film sulla bulimia seguendo le tue indicazioni, le persone se ne andrebbero dalla sala cinematografica dopo dieci minuti dall’inizio della proiezione, perché in fin dei conti le persone non vogliono vedere la sofferenza, non vogliono sapere com’è realmente, preferiscono le immagini patinate che i film realizzati finora gli presentano, perché è più facile così.
    Anche perché chi non ha mai avuto a che fare con un dca non si rende conto, per cui se vedesse un film del genere penserebbe che la persona bulimica è una pazza che fa pure cose schifose, e volterebbe la testa dall’altra parte.
    Pensandoci, più che dei film forse occorrerebbe realizzare un numero maggiore di documentari sulla bulimia: per lo meno quelli, da definizione, devono essere realistici, e potrebbero quindi spiegare con più precisione cosa implica il vivere con questa malattia. Anche se comunque resto dell’idea che pur vedendo mille documentari realistici quanto vuoi, chi non ha vissuto la bulimia non la capirà mai davvero, non capirà mai davvero come ci si sente. (Quanto vorrei essere una di queste persone!!!!!!!)

  4. .. non credevo si potesse morire di bulimia.. pensavo che al massimo ci si rovinasse i denti i capelli tutte quelle sciocchezze li che figurati chi se le fila nel momento in cui una sta per mangiarsi mezzo mondo.. Devo dire che per la prima volta ho paura di me stessa.. in quella foto li mi ci vedo proprio .. tante volte mi sono sentita la pancia per esplodere ma pensavo, vabbè essendo magra non mi può prendere un infarto o roba simile.. che disperazione, perché stiamo così? io sono a pezzi .. sono bulimica da 10 anni , fasi altalenanti da 35 a 50 kili.. una media di 40 kili che riesco a mantenere solo adesso da quando per disperazione sono arrivata a prendere una casa dove vivere da sola e dare via libera a questa malattia che mi possiede completamente , per potermi distruggere di cibo , vomito..e lassativi .. il mio cocktail di svuotamento.. la sera si vomita tutto per ore e la mattina ci si svuota col guttalax .. che vergogna ! quanto doloroso e faticoso .. spendo miliardi in cibo che finisce nel cesso , non esco mai, tutte le amicizie spariscono , le relazioni nemmeno iniziano.. Se solo qualcuno sapesse quello che faccio penso che mi scaverei una fossa e non ne uscirei più, ma fortunatamente, al contrario dei tossici o degli alcolizzati siamo brave a nascondere tutto e sembrare le persone più tranquille del pianeta.. Io mi perdo ad aiutare le amiche ascoltandole per ore riversare su di me le loro incredibili cazzate di fidanzati lasciati o matrimoni da organizzare e io dentro sono morta con lo stomaco in putrefazione e l’intestino nero , un cuore a pezzi e una mente sempre più malata.. mi sono preparata la cripta in questa casa che devo sempre pulire a fondo perché in un batter d’occhio si riempie di confezioni di cibo ovunque e il bagno di vomito .. in realtà poi io vorrei tanto vivere , uscire conoscere gente nuova , ma come si fa? Io mi sento sempre uno schifo , le poche volte che esco non mi fila nessuno e quando torno a casa penso che non serve a nulla lottare ormai sono vecchia e la mia vita è segnata.. penso solo che se morissi cosi mi vergognerei tanto e non vorrei che nessuno sapesse come sono morta.. come la più schifosa delle suine! Cosa caspita dobbiamo fare per essere prese in considerazione e aiutate?? Io il film lo vorrei realistico invece! non me ne frega niente se la gente non vuole vedere la sofferenza. Voglio che la gente sappia come stiamo davvero, non le stronzate delle modelle in tv che pensano loro o tutte quelle cavolate che rappresentano.. Un giorno mi sentii dire : “ma come fai a essere cosi magra? non vomiterai mica come quelle idiote delle bulimiche! ” Ecco come ci vedono come delle idiote vanitose che pensano solo a essere magre ! Siamo disperate ,doloranti e distrutte ! E rischiamo di morire con la pancia esplosa sulla tazza del gabinetto! Dio mio ! Scusate se sono stata così drastica .. ma nel frattempo che scrivo sto affrontando la mia ormai quotidiana crisi bulimica avanti e indietro per il bagno .. e in questi momenti sono emotivamente molto esposta. Grazie per questo blog, sei brava! tornerò a leggerlo sempre.

    • Dio mi ha fatto male leggere questo commento. Io non so come facciate voi a leggere il mio blog, io quando leggo la routine bulimica descritta così vivamente mi viene da morire. Di solito i pensieri sono abbastanza brava a soffocarli, ma poi leggere queste cose mi distrugge.

      • Rieccomi qua ,sono colpita dal fatto che il mio commento ti abbia interessata.. pensavo di fare la figura della lagnosa e auto commiseratrice.. anche se per me quel giorno scriverlo è stato un vero sfogo, ecco tutto sommato, mi permetto almeno la libertà di autocommiserarmi da sola e di nascosto, visto che non l’ho mai fatto con nessuno .. Comunque grazie, leggere la tua risposta mi ha dato un barlume di gioia, del tipo che qualcuno mi ha preso in considerazione per un minuto.. Grazie davvero sono anche un po’ commossa…
        E comunque di nuovo di sabato sera sul tuo blog, a casa , finito di buttare nel cesso 30 euro di cibo nel giro di poche ore.. e il peggio è che ho avuto tipo due inviti ad uscire da amici con cui mi diverto e a cui voglio bene e soprattutto sviato un appuntamento con la persona che mi piace che continua ad attendere un unico gesto di inizio a una ipotetica frequentazione.. che ovviamente non ci sarà mai.. perché cosa avevo in programma questa sera? Di ammazzarmi di mangiare e vomitare per tutta la sera.. e quando parte questo programma non ci sono santi che me lo facciano saltare.. quindi per domani dovrò trovare delle scuse plausibili per i pacchi tirati stasera a tre diverse persone.. Devo dire che non sono nemmeno disperata come l’altra volta e l’immagine della ragazza morta ? Completamente rimossa ovvio, probabilmente un fake.. Non penso sia possibile morire di bulimia dai diciamocelo.. e anche fosse , vabbè, che sia! Ecco questo è il nostro problema secondo me, almeno per me è così.. la malattia mi fa star male solo nel momento in cui devo affrontare la parte dura (cibo-vomito) ovvero quelle 3-4 ore tutte le sere. Per il resto della giornata sono tranquilla , non ci penso proprio.. anzi a volte sono consolata dal fatto.. tipo penso oddio stasera sono sola (come sempre tra l’altro!) che faccio? Appena penso a tutto quello che mangerò e a vedermi rivomitare tutto , cosa che mi distrugge fisicamente, ma che ormai nel mio immaginario mi rende anche figa ( e con questo ho detto tutto..) mi rincuoro e dico ah ok, serata pronta! Ormai mi sento una specie di bulimica depressa passiva.. vivo il dolore l’angoscia la tristezza come se fosse assoluta normalità.. Mi chiedo se sia più positivo o negativo rispetto a piangere tutto il giorno e stare a letto chiusi in camera..
        Grazie ancora .

        • Detto molto onestamente, credo sia meglio piangere. Piangere perché la vita fa schifo non crea un circolo vizioso che fa sì che poi la vita faccia ancora più schifo; anzi, dicono che piangere dia poi un senso di sollievo.
          Capisco come ti senti, e sinceramente ho attraversato anche io periodi in cui, molto semplicemente, non ne valeva la pena. Non valeva la pena non abbuffarsi.
          E come al solito non ho un cavolo di consiglio da dare a nessuno. Però è un peccato, perché in fondo lo sappiamo entrambe che ne vale la pena, solo che forse è troppo difficile. Non lo so.

  5. ciao!!!hai mai visto il film “sisters” ? parla di due sorelle giapponesi di cui una gravemente ammalata di anoressia con condottedi vomito.. ci sono scene abbastanza esplicite..
    l ho beccato su youtube questi giorni in una giornata di forte crisi..
    spero vada meglio per te

  6. Oh, ma cara, non avrai mai ciò che chiedi, perchè semplicemente al mondo della persona media (specie se “malata”) frega n’cazzo. Vorresti un film che ci racconti per come veramente siamo? E perchè mai? Per immedesimarti? Oh no, e lo sai anche tu. Arriverai a capire (ma sei molto intelligente, son certa che ci sarai già arrivata) che la tua non è che una disperata voglia di amore, di essere notata, apprezzata per quel che sei ed aiutata. “Oh, la protagonista è come lei!!! Ma allora lei….” (cit gente random). E non dirmi no. E non ti incazzare. Sai ben tu che la rabbia solitamente esplode quando si tocca un nervo scoperto. Banalità? Può darsi.
    D’altronde io, ad esempio, quando vado al cinema, qualsiasi sia il film, guardo ossessivamente le scene di cibo, in cui donne ovviamente fighe mangiucchiano appena, facendomi pensare “sta puttana…”.(Invidia sul controllo che le ha ed io no? Si, esatto)
    Non mi interessa vedere la bulimia. Il mio cervello ed il mio stomaco, abituati ad essere viziati e coccolati al pari di un obeso, attiverebbero subito meccanismi di difesa. Sarò volgare, o si, lo sarò, perchè detesto le donnette tutte gne gne, ma di essere messa di fronte a ciò che vivo ogni giorno frega n’cazzo. Mi annienterebbe, ucciderebbe la mia anima già a pezzi. Perchè piangere ancora? Quanta pietà potremmo arrivare a sopportare per noi stessi? Non ne proviamo forse già abbastanza?
    Davvero, no, non ho bisogno di aggiungerne altra. Anche uscisse un film simile, io non andrei mai a vederlo. Tu si? Perchè mai? Pensi ti aiuterebbe?

    L’altro giorno, dopo l’ennesimo tentativo, da parte mia ovviamente, di distruggere la relazione con il mio ragazzo, son scoppiata a piangere. Come certo saprai bene, noi tendiamo a creare non campi, non terreni, ma universi bruciati attorno a noi. Definirci malati, alla fin fine, ci aiuta a trovar scuse, giorno dopo giorno, ad isolarci, ad allontanarci da chiunque ci possa dare del bene. Siamo tanto egocentriche, egoiste e, perchè no, superbe, lo sai bene. Inutile star qui a giocare biglie ripetendosi cazzate: mi pari una piuttosto sveglia. (che poi io in primis penso di non meritare)
    Ordunque, la realtà la sai. Cosa cambierebbe un film? Non avresti vogòlia di qualcuno che ti spronasse, che ti dicesse anche cattiverie per scuoterti e non il classico “andrà tutto bene”? ;Ma andrà tutto bene cosa? Mi pigli per il culo? Se proprio dev’essere fatto un film, ne voglio uno dove lei rimanga sola. non dove il primo che passa si innamora di lei in una settimana, perchè con le bulimiche ci va una pazienza infinita…. Ma esiste chi la ha? Chissà.

    • Bah, non sono d’accordo. I toni cinici mi piacciono, ma questo commento non lo capisco affatto.
      No, non voglio vedere la bulimia sul grande schermo per identificarmi. E no, non penso assolutamente che mi aiuterà a guarire. La bulimia è una malattia che va presentata in maniera realistica, evitando di ricalcare cliché che hanno il potere di isolare le persone che ne soffrono e i loro cari. Dici che alla gente non gliene frega un cazzo. Secondo la tua logica alla gente non gliene frega un cazzo di una cosa che non li interessa direttamente. Secondo la tua logica la gente guarda solo film su cose che vivono personalmente. E allora cosa li fanno a fare tutti i film sulle altre malattie, sulle altre parti del mondo, su guerre in cui non ci troveremo mai. Secondo me, invece, il potere dell’arte e dei media è quello di presentare della realtà diverse, dare delle informazioni, e magari stimolare un interesse verso la società, al di là di quello che è il ritorno personale.
      Ma questa è una discussione più ampia sulla natura umana.

  7. C’è un episodio di “Il cibo è mio nemico”, una serie che ho beccato UNA volta alle quattro e mezza del mattino su un canale di cui non ricordo il nome, che ho visto. Questo in particolare era su una ragazza bulimica, un bel documentario, peccato io non l’abbia più trovato in tv.

  8. Sono d’accordo con te sul fatto dei film, io credo sia anche per il fatto che, essendo molto più evidente, dell’anoressia se ne parli molto di più, mentre per la bulimia il discorso cambia proprio perchè è difficile da riconoscere e da vedere!
    Se posso dire, di me non si è mai accorto nessuno VERAMENTE, si ok avevo preso peso ma questo non significa per la gente essere bulimici, caso mai potevo passare per la svogliata che mangia schifezze e vabè… Il punto è che, si!, la bulimia è un disturbo “sporco e puzzolente”, è veramente brutto, ti rovina fisicamente e si diventa brutti e la gente (credo) NON vuole vedere altre brutture, problemi e quindi ecco che questo genere di film non viene prodotto.

    Ps: bellissimo blog e complimenti per come scrivi! davvero 🙂

  9. Sono d’accordo sulla descrizione,tranne per il fatto che non hai analizzato il punto che ormai vedo più importante: come vi vedono le persone che vi stanno accanto,ovvero i familiari. Premetto che parlo da familiare stretto di una bulimica,e ho riconosciuto tante delle situazioni che hai descritto in questo modo: -non riuscire ad arrivare a fine mese perché c’è una persona in casa che decide ogni giorno per ben 5 volte al giorno di svuotare credenza e frigorifero; -dover uscire ben 3 volte di casa per fare la spesa per cercare di trovare una soluzione per non buttarci i soldi, quindi comprare il cibo in momenti diversi della giornata; -non avere mai nulla da offrire agli ospiti perché puntualmente il frigo è vuoto; -non poter invitare persone a casa all’ora di pranzo o all’ora di cena perché la cucina è utilizzata da questa persona per spazzolare via tutto; -pulire questo casino compreso di tavolo, pavimento, piatti da lavare, fornelli e cartacce sparse ovunque; -dover puntualmente entrare in bagno e trovare odore e gocce di vomito sulla tazza del water; -dover consolare la propria madre continuamente in un mare di lacrime per questa situazione; -dover vedere tua madre picchiata da questa persona ogni volta che prova a parlargliene per aiutarla; -non avere più in casa un componente della famiglia ma un automa che passa le giornate a mangiare e a vomitare e inizia a trattarti male e insultarti se non le lasci lo spazio e il tempo per mangiare e vomitare; -spendere davvero tantissimi soldi in psicologi inutilmente. Allora vorrei dire una cosa, io non farei un film su come state voi realmente ma come fate stare le persone che vi vogliono bene. Voi dite che alla società non gliene frega un cazzo di voi, ma in realtà è a voi che non interessa degli altri, di chi fate soffrire col vostro comportamento mettendo al primo posto le abbuffate e dimenticandovi che avete dei familiari, degli amici che vi vogliono bene e che fate stare male,sia dal punto di vista emotivo che economico. Ho letto gli altri post cercando un po’ di capire la situazione dato che non mi è mai stata spiegata dal diretto interessato, pur essendomi io interessata più volte, e ho solo letto frasi come “fa parte di me” “mi sono abituata” “ci convivo” “si fa per non provare le emozioni”. Allora, noi in sintesi siamo dei deficienti che provano emozioni? Le emozioni sono fatte per essere provate,esiste la tristezza, la felicità, il dolore e tante altre sfumature che tutte le persone provano. Ci sono persone che hanno problemi gravi e affrontano le emozioni in altro modo. Immagino che la risposta sia “eh ma le persone non sono tutte uguali,alcuni sono più forti” frase che ho sentito dire almeno un miliardo di volte. Ho passato la stessa situazione familiare con la persona in questione, IDENTICA,e quella che è sempre sembrata la debole della famiglia sono sempre stata io. Eppure conduco una vita tranquilla, perché i problemi si superano,si prende la situazione in mano e ci si da da fare. Immagino già la risposta che riceverò e i vari attacchi, ma non penso di aver a che fare con persone che possano capire il mio stato d’animo perché troppo occupate a pensare al loro. Penso di sapere anche cosa risponderete leggendo questo, dato che convivo con questa persona in questo stato da 3 anni e avendo sentito le sue risposte immagino le vostre. Immagino un “sei tu l’egoista” “non capisci”, no non capisco, certo che non capisco. Non capisco come si fa ad autodistruggersi, a gettare la spugna, a far girare i tuoi problemi intorno al mondo come se gli altri non avessero i loro problemi, a fregarsene degli altri creando loro ancora più problemi. E no non sono egoista, ma una persona si stanca di stare dietro a un’altra che vuole bene e non mostra un minimo di riconoscenza o di voglia di essere aiutata. Capisco perché non abbiate amici, e non lo dico con cattiveria, ma lo capisco seriamente, perché se potessi me ne sarei andata da tempo da questa casa per non dover più assistere a scene del genere. Chi glielo fa fare a queste persone di starvi accanto? Consumate le energie ai familiari, li rendete tristi e in continuo pensiero per voi, ma loro ci sono sempre perché non possono abbandonarvi, una persona che non è costretta perché dovrebbe restare? Mia madre ha un senso di protezione talmente grande che l’accontenta pure, sbagliando, ma si assicura che mangi addirittura lasciandole dei dolci, come se fosse un bambino a cui dare l’ultima parte di cioccolato, pur sapendo che vomita ma è più forte di lei. Farete uscire di testa le persone che vi sfanno vicine, come sta succedendo a mia madre. E ripeto che tutto questo non è detto con cattiveria, è semplicemente uno sfogo.

    • Grazie per il commento,

      Ti rispondo con tanta sincerità e ti dico che io parlo da persona bulimica, quindi sì, non riesco a fare giustizia all’esperienza di chi è vicino a qualcuno con disturbi alimentari.

      Però ti prego non fare supposizioni su come “la pensiamo noi bulimiche”. Perché io mi sento in colpa in ogni momento per come ho trattato i miei familiari, per quello che gli ho fatto attraversare, e mi sentivo terribilmente in colpa quando ancora vivevo a casa. Non ho mai pensato che loro fossero egoisti o che fossero in qualche modo ritardati perché non mi capivano, e sinceramente non ho neanche mai pensato che avessero il dovere di capirmi.

      Ho sempre pensato di essere io l’idiota e l’egoista, e sicuramente lo sono stata. Ho scritto in altri post che la bulimia è come una droga. Lo è. Ci cadi dentro per mille ragioni, e poi ti rovina il cervello, non riesci più a pensare. Cerchi in tutti i modi di guarire, almeno nel mio caso, e poi ci ricadi, e sai che stai distruggendo tutte le persone che ti circondano e te stessa, ma ci ricadi. Io me ne sono letteralmente andata di casa, e adesso la bulimia me la gestisco da me. E sono sola, perché come dici tu, chi dovrebbe restare? Hai perfettamente ragione. Io, se potessi scegliere, non starei mai accanto a me stessa. Io in prima persona ho smesso di uscire con un’amica anoressica perché mi stava facendo uscire di testa. Non credo che una persona con disturbi alimentari possa pretendere supporto, perché mi rendo benissimo conto di come sia una tortura.

      Lo so che le emozioni sono fatte per essere provate,e non so se si tratta di essere forti. Ci sono mille ragioni per cui si cade nella bulimia, e non è necessariamente colpa di un trauma infantile. Come ho scritto sopra, è come una droga. Credo che le persone gestiscano quello che gli succede nella vita in modi diversi, e io ad un certo punto, per qualche maledetta ragione, ho usato il cibo e ha funzionato alla grande. Finché poi ha smesso di funzionare, tutto è andato a puttane, ma ormai mi aveva penetrato il cervello. Dirai tu, fatti crescere le palle e smetti di drogarti. Lo so. Non sto qua a compiangermi, e non pretendo assolutamente di essere compianta: anzi, il mio blog è nato precisamente con l’idea di parlare di bulimia in un determinato modo, senza cadere nel cliché delle povere ragazzine malate. Ma se c’è una cosa che ti prego solo di capire è che guarire, uscire dal circolo bulimico, non è così facile e immediato. Lo so che ci sono persone che hanno problemi più grandi dei miei e si fanno forza; e non sto dicendo che la bulimia è la tragedia peggiore che possa capitare nella vita. Ma per uscirne ci vuole tempo, e ci vuole una strategia, e per questo stiamo qui a parlarne e per questo scrivo un blog: perché sto cercando di guarire, ma allo stesso tempo ci devo convivere, e non ho una bacchetta magica per cui da domani potrò semplicemente smettere.

      Spero che leggerai questa risposta, e sinceramente ti invito a leggere altre parti del blog, perché il tono dei miei post vuole essere esattamente l’opposto del “non capisci” o “sei tu l’egoista” che ti aspettavi.

      Comunque, uno sfogo ci sta sempre, spero davvero di averti chiarito qualcosa, e se vuoi rispondere e continuare la conversazione, volentieri.

  10. Non dico che si debba guarire subito ovviamente,capisco che ci voglia del tempo non fraintendermi. Come tutte le malattie psicologiche c’è bisogno di tempo e come per smettere di drogarsi come dici tu. Prima di questi 3 anni non sapevo neanche cosa comportasse questa malattia,non mi ero mai informata a riguardo e ne avevo solo sentito parlare. Non sapevo cosa volesse dire convivere con un familiare che soffre di bulimia, e all’inizio non sembrava neanche tutto questo casino. Sembrava appunto come descritto nei film, dove una ragazza vomita per non ingrassare una volta tanto ma finisce li. Nessuno mi aveva spiegato come sarebbe cambiata la situazione col passare del tempo, come sarebbe peggiorata. No, non capisco come facciate perché come dici tu è una droga, e io ogni volta che sento di persone morte di overdose o distrutte dalla droga penso “si ma hanno scelto loro di iniziare a drogarsi”. In questo caso penso come si faccia a decidere un giorno di andare in bagno e mettersi due dita in gola per vomitare quello che si è mangiato, soprattutto sapendo i problemi che comporti sia a livello di dipendenza da quanto dici, sia a livello fisico (e ti sta parlando una davvero paranoica per le malattie, quindi figurati). Quindi no, non capisco davvero come una persona si possa alzare la mattina e dire “oggi provo a vomitare”. Ora io non so la tua storia,non so le tue motivazioni, e parlo sapendo(più o meno) quelle del familiare in questione. Che sia per problemi di peso per esempio, una persona solitamente fa una dieta, si fa seguire da un dietologo, altrimenti se non desse problemi tutti inizierebbero a vomitare no? Quindi la risposta che mi è stata data è stata “non riuscivo a dimagrire” beh certo, mangiando a dismisura non dimagrisce nessuno. Non è che io sono magra e mangio come un maiale ogni giorno, si rinuncia a qualcosa e poi ci si concede altro. La risposta a questo è stata “È colpa di X”. Vedi io questo non riesco ad accettarlo è più forte di me, perché per quante cose ti possono essere successe le puoi superare (ti assicuro che se le ho superate io e vivo una vita tranquilla ce la può fare chiunque perché non è nulla di così grave), e soprattutto non inizi a vomitare per un problema che hai. Forse è come dici tu in quell’altro post, “così non sentiamo le emozioni”. Non lo so con precisione il perché, perché è stato affrontato all’inizio questo discorso, ormai in casa si fa finta che tutto questo non accada, la persona stessa ti parla come se non facesse nulla e fossi tu la visionaria, come se avesse una doppia personalità e si dimenticasse di quello che fa. Ora mi sono dilungata, ma il punto è c’è chi ci prova a guarire e chi no. Provo a raccontarti un po’ come è andata in questo caso. Inizia senza mangiare assolutamente nulla e vomitare tutto, poi un giorno cercando di aiutare decide di mangiare solo cose leggere (contenitori enormi di insalata) e dicendo “almeno mangio questo e l’ altro lo vomito”. Qua fiorno. Sona inizia a pensare che non sia il ragionamento più normale del mondo, ma almeno qualche misero passo in avanti. E invece no! Peggio! Forte di questo cibo che dice di tenere inizia a vomitare il doppio, il triplo, 5/6 volte al giorno. E la situazione rimane questa finora, accompagnata d’attacchi d’ira e violenza. Ora,io non penso che questo sia l’atteggiamento di chi vuole guarire, soprattutto nel momento in cui le chiedi se vuole frequentare un gruppo, se vuole andare in una clinica ma niente. “No lasciami in pace”. Addirittura molla lo psicologico. Ma come potrei pensare che a una persona così interessa guarire? E ora si fare finta di nulla direttamente. Sinceramente passare le giornate così mi fa incazzare 5 volte al giorno circa, e giuro che non vedo l’ora di vederla più quando potrò. È a questo che si arriva.

  11. Pingback: La mia recensione di ‘The Skinny’, la serie comica sulla bulimia | Trappola per Topi

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