Domande da fare al proprio psicologo

Rubrica Speciale Road Bumps to Recovery, parte sesta

La prima visita con un esperto di disturbi alimentari è una consulenza piuttosto che l’inizio di una terapia. Può essere gratuita, di durata variabile. Prendetelo come un colloquio di lavoro, non per voi ma per l’esperto, durante il quale lui può dare una iniziale valutazione del vostro problema ma soprattutto voi dovete accertare il suo metodo terapeutico e la sua professionalità, e ricevere tutte le informazioni che vi servono per fare una scelta informata.

Quindi durante questo colloquio, fate tutte le domande che potete. Scrivetevele prima, fatevi una lista, così non correte il rischio di dimenticarle durante la conversazione. A seguito ne riporto una serie da cui potete, a piacere, trarre ispirazione.

  • Lei è specializzato in disturbi alimentari? Da quanto tempo se ne occupa?

Avete tutto il diritto di saperlo.

  • E’ specializzato in una terapia specifica? Usa uno o più approcci? Quali sono i principi della terapia?

Cognitivo-comportamentale, psicanalisi… ce ne sono tante (vedi Road Bumps parte seconda per una lista). E’ consigliabile essere preparati e fare domande specifiche se si hanno alcuni dubbi su un approccio piuttosto che un altro (ad esempio: andrà a scavare i miei traumi infantili?)

  • Crede sia la terapia più adatta a me? Perché?

Improbabile che la risposta sia no. Ma credo sia un bene sondare l’onestà della persona che abbiamo di fronte e capire perché sostiene un determinato approccio piuttosto che un altro.

  • Quale è l’obbiettivo della terapia?

Non sempre l’obbiettivo iniziale è la completa guarigione. In alcuni casi si parla prima di recupero del peso corporeo, riduzione del sintomo o management di alcune relazioni.

  • La terapia si divide in varie fasi? Quali?

Dipende dalla terapia, ovviamente; sta a voi vedere se preferite una terapia dinamica, che vi da man mano più indipendenza, oppure un accompagnamento più stabile.

  • Lavora con un team allargato? Se sì, che specialisti saranno coinvolti?

Non tutti hanno bisogno di un team di specialisti che li segua passo passo: però, soprattutto se è la prima volta che entrate in terapia, è consigliabile che qualcuno tenga sotto controllo anche i vostri sintomi puramente fisiologici piuttosto che solo quelli psichici.

  • Avrò un piano alimentare da seguire? Se sì, come viene costruito questo piano?

Per guarire da un disturbo alimentare spesso la prima cosa da risolvere è lo stato di malnutrizione, come hanno dimostrato i ricercatori del Minnesota. La mancanza di un piano di ri-alimentazione deve essere motivata.

  • Consiglia un periodo di ricovero? Perché / perché no?

Se sì… è un ricovero ordinario o in Day Hospital?

Che tipo di attività si svolgono?

Quale è la permanenza media in ricovero?

Quante persone ci sono? Quale è l’età media? Che problemi vengono trattati?

Quali sono in media i tempi di attesa?

Che tipo di terapia farò finché non inizio il ricovero?

  • Consiglia una cura farmacologica? Perché / perché no?

Che tipo di farmaci potrebbe includere?

  • Come verranno trattati disturbi psichiatrici co-morbili, se emergono?

Si può risolvere un problema alla volta, o si può guardare un disagio come olistico. Se sapete già di soffrire di depressione, attacchi di panico o dipendenze, fateglielo sapere.

  • Dovrò fare degli esami medici?

  • I miei famigliari / partner saranno coinvolti nella terapia?

  • Quale tipo di impegno settimanale richiede questa terapia? Quali sono solitamente i suoi orari?

  • Quale è la durata media di un trattamento presso il suo studio? Come si decide quando smettere?

Vi dirà che dipende dal paziente. Però sappiate che si sono terapie illimitate, in cui davvero è il paziente a decidere quando sta sufficientemente meglio, e altre con obbiettivi e tempistiche ben precise. Informarsi all’inizio è utile a non condannarsi ad una cura a vita.

  • Quali sono in media i risultati di questo trattamento? Che percentuale di pazienti guarisce?

  • Ci saranno altri appuntamenti di controllo a seguire?

  • Cosa succede se non funziona?

Perché, se fra sei mesi vi abbuffate ancora sette volte la settimana, non dovete per forza continuare ad andare.

  • Quali sono le spese previste?

E fregatevene se sembrate delle tipiche disturbate con la mania del controllo. Avete il diritto di fare una scelta informata e non affidarvi alla prima persona che capita. Avete il diritto di sapere se la terapia corrisponde a quello che cercate e credete sia più giusto per voi, e che tipo di impegno richiede. Questo è il momento giusto per avere il controllo della situazione; poi quando avete fatto la vostra scelta, potete completamente affidarvi a lui.

 

Road Bumps to Recovery, parte prima: La Frustrazione di Trovare la Giusta Terapia

Road Bumps, parte seconda: Le Terapie Consigliate per i Disturbi Alimentari – breve lessico

Road Bumps, parte terza: Cosa considerare quando si scegliete una Terapia per i DCA

Road Bumps, parte quarta: Associazioni e ONLUS sui Disturbi Alimentari

Road Bumps, parte quinta: Strutture per la cura dei Disturbi Alimentari

Road Bumps, parte sesta: Domande da Fare al Proprio Psicologo

Road Bumps, parte settima: Piccola Guida per Cercare e Trovare una Cura per i DCA

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