Il problema del BMI, o Indice di Massa Corporea

Voglio lanciare una campagna e voglio che le formule per misurare il BMI, o indice di massa corporea, vengano tolte da tutti i siti web che parlano di disturbi alimentari.

 

Le neo-femministe sostengono che il BMI è una cazzata perché siamo belle a tutte le taglie e si può essere grassi e sani e perché il BMI funziona solo con una certa categoria di persone caucasiche dall’ossatura media.

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Io, che sono una neo-femminista, non sono d’accordo.

Il BMI è un indicativo dello stato del peso, per niente preciso, ma almeno che definisce ballpark, un più o meno. E’ un indicativo per i medici; cioè per persone che conoscono il tuo stato di salute generale, la tua alimentazione, le tue abitudini sportive, e usano il BMI insieme a mille altri test per definire se sei sano o meno. Il BMI è un buon indicativo per il tuo terapeuta, che se ti ha visto pesare 30kg capirà che un BMI di 17 per te è un grande progresso. O che, se finalmente hai smesso di abbuffarti e vomitare, se ne fregherà se hai un BMI un tantino sovrappeso.

Non è un indicativo perfetto. Spopolano in Internet foto di ragazze in forma che hanno un BMI alto solo perché sono super-muscolate. O che anche se hanno la ciccetta e risultano sovrappeso, sono sane e felici della loro vita e allora vaffanculo al BMI. Se vi interessa, il BMI project ne è un esempio affascinante.

bmi atleti

Ma soprattutto: il BMI non è assolutamente un buon indicativo per te che soffri di un disturbo alimentare. Se per un normomangiante il BMI è un po’ una cagata, per una persona con DCA il BMI è un serio trigger, e potenzialmente un ostacolo alla terapia.

Primo: perché puoi avere un disturbo alimentare a qualsiasi peso. Non è che vai sotto i 18 di BMI e allora improvvisamente sei anoressica. Quindi il BMI non serve a un cazzo nell’autodiagnosi di un disturbo.

Secondo: perché se sei troppo sottopeso, o se stai calando di peso molto velocemente, te lo si vede sullo scheletro, non c’è bisogno di andarlo a chiedere a un numero. Il BMI non si può considerare un warning sign.

Terzo:perché se ci affidiamo solo al BMI per diagnosticare un disturbo alimentare, allora cadiamo nel paradigma ‘non abbastanza malata finché non è troppo tardi’. Si è sempre abbastanza malati, non è necessario raggiungere un certo livello di sottopeso.

Quarto, e più importante: per una persona con un disturbo alimentare, il BMI è solo un altro modo per misurare in cifre il proprio valore. Esattamente come il numero sulla bilancia. Invece che un semplice indicatore di forma fisica, si carica di un significato emotivo pericoloso. Per una persona con un disturbo alimentare, il BMI è sempre e comunque un indicatore di grassezza e la speranza è quella di vederlo calare, al di sotto del sovrappeso, al di sotto del normopeso, al di sotto del nulla.

Per questo spero che tutte le varie pagine sui disturbi alimentari tolgano l’applicazione di calcolo BMI. Sarebbe bello che scomparisse dalla rete, ma questo non è possibile; e le varie anoressiche e bulimiche andranno a trovarselo in qualche altra pagina e non smetteranno certo di calcolarsi il BMI. Però credo sia importante rompere l’associazione fra disturbi alimentari e indice di massa corporea. Credo sia importante sostenere che ‘non sei un numero’, neanche uno di BMI, e che il tuo BMI non ha niente a che vedere con il tuo diritto di ricevere delle cure. A me hanno spiegato che la guarigione passa dal concentrarti un po’ più su di te e un po’ meno sui calcoli, che siano di chili, di calorie o di BMI.

Quindi l’appello, per i seguenti siti, di togliere l’applicazione BMI: Anoressia-Bulimia, Disturbi Alimentari Veneto, CEDIFCESTEDAPCentro di Riabilitazione UOL AIDAP e anche ai vari studi di psicologi quali Libera-mente e Dr Marsia Bambace.  E a tutti gli altri, che nascondono la formula del BMI fra i criteri diagnostici, invitando all’auto-diagnosi.

Volete che la gente si auto-diagnostichi i DCA? Ci sono altri strumenti per fare screening, vedi questo test dell’americana National Eating Disorder Association.  Senza contare che, a parere mio, se una persona è imparanoiata col cibo abbastanza da fare un test sui DCA o chiamare uno psicologo, allora di solito un disturbo alimentare ce l’ha.

Cavate quella cavolo di formula dalle vostre pagine web.

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7 thoughts on “Il problema del BMI, o Indice di Massa Corporea

  1. Quando ero anoressica leggevo i criteri diagnostici per essere considerata tale, calcolavo il mio BMI e mi compiacevo della sua bassezza e addirittura aspiravo all’amenorrea (che poi ho avuto), per dirti. Quando la tua malattia è ricercare la “perfezione” (presunta) e l’adeguamento a certi canoni, la malattia si adegua a tutto e prende la forma di ogni numero, criterio o canone che ti si para davanti.

  2. Io non ce l’ho un sito web, ma se ce l’avessi sicuramente non ci metterei nessuna formula del bmi!!!!!!!!!! Ci sono già impazzita fin troppo con questa storia del bmi quando stavo molto più nel pieno della bulimia, per cui non avrei proprio nessuna voglia di ripensarci. Sì, perchè io sono una di quelle “non abbastanza malate” secondo il bmi, e non lo sono mai stata da questo punto di vista, allora, perchè a detta del bmi io sono sempre stata normopeso, oscillante all’interno del range ma comunque normopeso. E ormai sappiamo benissimo che il peso non c’entra con il modo in cui la malattia ti entra dentro, si insedia, e ci resta anche dopo anni,
    Io penso che il bmi possa si essere utile ai medici ma, come scrivi, in un contesto più generale, non come numero di per sè, e non ci vedo particolare correlazione tra bmi e disturbo alimentare, non più di quanta ce ne sia tra bmi e una qualsiasi malattia, siamo noi che ci sondizioniamo ma è tutta una questione di testa, per l’appunto, ed è proprio questo secondo me il punto: che i dca sono malattie di testa, poi ti modificanmo anche il fisico che ne risente, ma partono dalla testa, ed è su quella che bisogna fare diagnosi di dca, andando cioè a vedere come una persona pensa, che tipologia di pensieri ossessivi ha, e come di conseguenza si comporta anche nei confronti del cibo, ma la diagnosi secondo me dovrebbe essere molto più basata sulla forma mentis che non sul peso. Poi lo so che nel dsm tra i criteri diagnostici ci sono dei criteri strettamente fisici, e sarà senz’altro giusto, io questo non so valutarlo perchè non sono un medico, però penso che considerare il fisico e basta sia fortemente riduttivo, e che una diagnosi di dca sarebbe più corretto farla sulla base della psiche molto prima che su quella del fisico o del peso.

  3. Nel posto in cui ero ricoerata i medici, tutti, erano fissati col BMI. Praticamente il percorso era tutto impostato intorno al recupero del peso e al raggiungimento del fatidico BMI. Ti facevano un tale lavaggio del cervello che praticamente non facevi altro che pensare al BMI, anche perché da quello dipendeva una serie di concessioni durante la terapia. (Per dire sotto un certo BMI non potevi muoverti). Va da sé che tutto questo non mi è servito a nulla, se non a essere ancora più imparanoiata di prima. Ciò nonostante continuo a crederci. Finché questo strumento sarà così onnipervasivo nella comunità scientifica difficilmente si potrà fare a meno di ignorarlo, tanto più se si soffre di DcA.

  4. Il BMI viene ritenuto troppo importante, stesso io per un periodo di tempo ero in fissa con il BMI.
    La cosa più brutta è avere un BMI nella norma oppure superiore ai 25 e inferiore ai 30 (il sovrappeso), in tal caso pur soffrendo di un DCA si è sempre e comunque sottovalutati, ammeno che non vi sono situazioni particolari.
    Se una persona vive una situazione di bulimia molto grave ed è normopeso, mica verrà considerata grave ? Con grave non mi riferisco solo ed esclusivamente al quadro fisiologico ( i danni del vomito autoindotto, problemi per assunzione di lassativi ecc), ma mi riferisco anche all’aspetto mentale, un aspetto che soprattutto nei giovani è preso sottogamba, almeno nella media.
    Ritornando al BMI, credo che dovrebbe limitarsi agli esami fatti dal duetista/nutrizionista e non uscire di lì, specialmente poi se dobbiamo ritrovarlo in vari siti riguardanti la forma fisica o addirittura nei blog pro-analisi.

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