Il Caos di una Vita con la Bulimia

Non si può soffrire di Bulimia e comunque vivere una vita tranquilla e serena. Qualche tempo fa parlavo di Bulimiche funzionali, persone che riescono a tenere in piedi una vita normale anche con un disturbo alimentare. Rimango dell’idea che questa Funzionalità esista, io per prima ho convissuto per molti anni con il mio disturbo alimentare; ma è un compromesso fra la Bulimia e la vita vera, nonché una Funzionalità precaria e faticosa.

Precaria, perché potresti prenderci la mano e trovarti in ricovero, come è successo a me. Faticosa, perché la Bulimia riesce talmente a scombinare la vita normale che fingere di averne una diventa una fatica d’Ercole. Non parlo solo di tutte quelle cose a cui devi rinunciare per assecondare il tuo Disturbo Alimentare, come le gite al mare o i fidanzatini innamorati. Parlo della confusione. Il caos. Perché la Bulimia crea caos, e ogni fatto della vita è come tenere in piedi una casa di paglia sotto il vento. Per gli altri, una banalità; per la bulimica, una lotta.

La confusione bulimica nasce per prima cosa nel regime alimentare. Oscilliamo fra restrizione ed eccesso, con abbuffate violente e incontrollate, senza regolarità né abitudine. E visto che il cibo è il primo determinante della salute psico-fisica, quando il nostro regime alimentare è dominato dal caos tutto il resto segue a ruota.

Per prima cosa, il nostro corpo. Il ciclo sonno-veglia è incostante: mangiamo troppo e dormiamo 15 ore, digiuniamo e passiamo notti insonni, non ci addormentiamo mai alla stessa ora, ci svegliamo più volte, sempre con delle occhiaie profonde.

Oltre al sonno, la stessa malnutrizione ci lascia in bilico fra stanchezza cronica e picchi di energia.  Ci sono giorni in cui non riusciamo ad alzarci, perché abbiamo vomitato troppo o perché non abbiamo mangiato abbastanza. Poi ci parte l’adrenalina da digiuno o ci decidiamo a mangiare, e subito siamo iperattive e vorremmo fare seimila cose.

Come accade in tutte le persone malnutrite, il regime alimentare domina anche il nostro umore. Così passiamo dalla depressione alla rabbia ad un’allegria e un’adrenalina inspiegabili. Facciamo difficoltà a capire come sia davvero la nostra personalità, e ci descriviamo semplicemente come persone volubili.

Infine, c’è la confusione pratica e materiale di una vita all’insegna delle abbuffate. Le abbuffate sono più importanti di qualsiasi cosa, e quindi ti fanno cancellare appuntamenti, te ne fanno dimenticare altri. Una persona bulimica è incasinata. E’ come se il casino di quello che si ingerisce non facesse che ricalcare un casino che esiste nel cervello tanto quanto nella routine, o viceversa. Così, una persona bulimica è imprevedibile e inaffidabile. E così, è in perenne lotta con le più semplici banalità.

Mi vengono in mente vari episodi, della mia vita da bulimica funzionale. Tornavo dal lavoro alle 7, mi dicevo “non mi abbuffo” ma poi alle 10 correvo fuori al supermercato e andavo avanti ad abbuffarmi fino a notte fonda. Dormivo 3 ore, tornavo al lavoro, ero sfinita, gonfia, riuscivo a malapena a fare le 8 ore. Anche se la sera avevo un appuntamento lo cancellavo, tornavo a casa a dormire ma finivo coll’abbuffarmi di nuovo. Poi per qualche giorno mi rimettevo in sesto, e ricominciavo la restrizione. Per non abbuffarmi mi costringevo a stare fuori di casa, ero iperattiva: trovavo ragazzi con cui uscire, mi iscrivevo a qualche corso, prendevo un nuovo incarico al lavoro. Fino all’abbuffata seguente, che non si faceva aspettare mai più di una settimana. Allora di nuovo cancellavo ogni impegno, smettevo di rispondere ad amici e ragazzi, e facevo schifo al lavoro. Un eterno tour de force, scandagliato da tentativi di vivere una vita meravigliosa e dalla dolorosa incapacità di farlo. La peggiore incostanza. Un casino.

Dicono che guarendo dalla Bulimia si trovi uno straccio di equilibrio e di ordine. Non si risolvono magicamente tutti gli sbalzi d’umore e non ci si rifugia in un perfetto benessere; dopotutto gli alti e bassi fanno parte della psiche umana, non solo bulimica.

Ma certo se c’è una motivazione che mi spinge a volermi liberare da questo cazzo di disturbo è quella di diventare una persona un po’ più affidabile per chi mi è intorno. E un po’ più stabile per me stessa, anche, così da non dover aver problemi a iscrivermi a un corso di yoga, a fare un’amicizia, ad accettare una promozione, e da poter contare un po’ di più sulla mia capacità di vivere.

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2 thoughts on “Il Caos di una Vita con la Bulimia

  1. Ogni tuo concetto che ti metti a spiegare è così dannatamente autentico…
    So che scrivi in base a quello che senti personalmente, ma ti vorrei chiedere se pubblicassi qualcosa di più specifico riguardo l’ alienazione da se stessi a causa del possedere un corpo sbagliato, e con “solo” quei 14 Kili in più che, passata la prima fase anoressica, non ne vogliono sapere di andarsene… Grazie per la consapevolezza che ispiri e per farci riconoscere nei tuoi scritti.

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